• La bonifica montana
  • Il Comprensorio di montagna della Bonifica Renana si estende per 68474 ha di cui 64883 in provincia di Bologna e 3591 in provincia di Firenze.
  • Sono compresi in questo territorio i capoluoghi dei Comuni di Monghidoro, Loiano, Monterenzio, Monzuno, Pianoro, Dozza e, solo in parte, quelli di S. Lazzaro di Savena, Ozzano Emilia e Castel S. Pietro Terme. I bacini imbriferi presenti, tutti affluenti del fiume Reno, sono: il torrente Savena, il torrente ldice, il torrente Sillaro.
  • In ogni bacino sono presenti diverse formazioni geologiche: dal flysch marnoso-arenaceo delle alte valli, alle argille scagliose e plioceniche delle zone mediane, fino alle alluvioni quaternarie delle zone più basse.
  • Un ambiente siffatto, nel quale convivono attività agricole, industriali e turistiche, richiede continui interventi sistematori, con imbrigliamenti in tutta la rete idrografica e consolidamenti sulle sue pendici.
  • La legge regionale 42/84 impone al Consorzio la presenza sul territorio montano, l'organizzazione di servizi tecnici per gli interventi da progettare ed eseguire in montagna mediante finanziamenti pubblici, col duplice scopo di attuare la difesa del suolo e la valorizzazione dei fondi consorziati.
  • L'attività dei Consorzio nel comprensorio montano, ha come obiettivo la sistemazione, la difesa e la valorizzazione del suolo che si ottiene attraverso tutti quegli interventi (previsti e da prevedersi nel piano di bacino idrografico), cosiddetti di "bonifica montana", atti a dare stabilità ai terreni, a prevenire e consolidare le erosioni ed i movimenti franosi, ad assicurare il buon regime idraulico, a realizzare le migliori condizioni d'uso del suolo e dell'acqua, specie per scopi agricoli.
  • È altresì obiettivo del Consorzio provvedere alla realizzazione delle infrastrutture che costituiscono il supporto all' esecuzione, alla manutenzione ed alla gestione delle opere di bonifica montana (viabilità, briglie o traverse in alveo a sostegno delle pendici), alla valorizzazione dell'ambiente (canalizzazioni fognarie, tombinamenti, interventi a salvaguardia di parchi, miglioramento qualitativo dei corpi idrici. recupero di aree di cava) all'incremento ed alla conservazione delle risorse idrauliche e forestali (forestazione. serbatoi, invasi golenali), all' assistenza ai consorziati attraverso l'individuazione dell'uso ottimale del suolo e delle risorse del comprensorio, della comunità o della singola azienda agricola.
  • Corsi d’acqua
  • Nella tutela dei corsi d'acqua il Consorzio finalizza gli interventi alla sicurezza idraulica del territorio e alla conservazione degli habitat naturali delle specie arboree e arbustive degli ambiti torrentizi e fluviali.
  • Il Consorzio interviene nella pulizia degli alvei, dove si effettuano tagli selettivi della vegetazione ripariale e si rimuovono gli ostacoli presenti sia di natura arborea che di altra origine. Per mantenere l'efficienza dei corsi d'acqua  è fondamentale anche  la manutenzione e , se necessario, la costruzione di opere idrauliche volte al controllo dei fenomeni di erosione e deposito, come le difese spondali, le briglie trasversali e le soglie.
  • Le difese spondali si inseriscono armoniosamente nell'ambiente fluviale e assicurano anche una buona resistenza all'azione della corrente fluviale. Possono essere realizzate con massi di grandi dimensioni, detti ciclopici.
  • Gli sbarramenti trasversali o briglie possono essere in gabbioni oppure in massi ciclopici, spesso tenuti insieme da cavi d'acciaio.
  • Per utilizzare i terreni circostanti ai corsi d'acqua sia a scopi agricoli che  ricreativi  il Consorzio spesso realizza delle opere complementari come ponti, passerelle pedonali o guadi.
  • La difesa del suolo
  • I casi illustrati sono esempi della vulnerabilità dei versanti e dei corsi d’acqua del nostro territorio.
  • Gli interventi realizzati spaziano dalle tipologie  dell’ingegneria naturalistica a quelle più tradizionali. L’obiettivo è quello di ricercare la soluzione più efficace e a basso impatto ambientale che garantisca la sicurezza idraulica ed idrogeologica del territorio nel rispetto degli elementi ambientali del territorio. Ma lo scopo più importante è diffondere la cultura del presidio e della corretta manutenzione dei suoli e di un governo delle trasformazioni dei terreni rispettoso degli equilibri naturali.
  • In questo contesto il Consorzio si pone come un riferimento per il cittadino e le Amministrazioni Comunali sia nel dare degli orientamenti tecnici che nel risolvere progettualmente ed esecutivamente i temi legati alla difesa del suolo e della sicurezza idraulica del comprensorio bolognese
  • Le frane
  • Spesso piogge intense e manutenzioni inadeguate dei versanti innescano fenomeni franosi con conseguenti interruzioni della viabilità pubblica come nei seguenti casi elencati.
  • Il territorio montano del Consorzio della Bonifica Renana appartiene all’Appennino Emiliano–Romagnolo i cui versanti sono tra quelli a maggior densità e frequenza di frane in Italia.
  • Rispetto ad una superficie totale 187.603 ettari la zona montana–collinare e pedecollinare  del Consorzio è di circa 69.000 ettari e si estende a Sud della Via Emilia interessando i Comuni di: Bologna, San Lazzaro, Ozzano , Castel San Pietro Terme, Dozza , Imola, Pianoro, Loiano, Monghidoro, Monterenzio, Monzuno e San Benedetto Val di Sambro in Provincia di Bologna e il Comune di  Firenzuola in Provincia di Firenze.
  • I compiti istituzionali dell’Ente in questa area sono la vigilanza ed il controllo dei luoghi con particolare attenzione alla difesa dalle frane , alla tutela dei corsi d’acqua ed alla valorizzazione del territorio.
  • Il Consorzio segnala agli Enti competenti  i dissesti in atto ed in molti casi progetta e realizza , con finanziamenti pubblici o in molti casi con risorse proprie, gli interventi necessari. 
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