• Conto Consuntivo 2007
  • Relazione di bilancio e principali indicatori

    Premessa

    In una ideale staffetta tra due anni consecutivi, l’esercizio 2007 ha preso in carico dall’anno precedente i principali temi di lavoro, per svilupparli ulteriormente e farli progredire. Un anno di continuità, potremmo dire; consapevoli che due anni, per quanto simili, non sono mai perfettamente identici.

    Innanzi tutto la continuità si è espressa – ma ad un gradino più elevato - nel grande impegno per la gestione delle risorse idriche. Iniziata il 1 marzo, la stagione irrigua si è conclusa solamente il 29 ottobre: una durata di 242 giorni.

    Non è stata la più lunga in assoluto da quando registriamo questi dati. Anche nel 2000 la stagione irrigua era iniziata il 1 marzo, per concludersi il 10 novembre: una durata quindi di 254 giorni. Con due differenze però: nel 2007 il nostro territorio si è nel frattempo molto più strutturato, con 4 nuovi impianti di pompaggio di acqua dal CER, tra cui il Tubone; ed inoltre l’irrigazione ha assunto una valenza più ampia e sistemica nei processi produttivi agricoli. Le conseguenze sono presto dette, e vengono esposte nella Tabella 1
    Un 2007, dunque, caratterizzato dal tema della gestione dell’acqua. Ma non solo. Per quanto riguarda la bonifica in pianura abbiamo proseguito il lavoro di ripristino degli argini a rimedio delle frane che ci aveva lasciato in eredità la piena del 2004, mentre per la Montagna abbiamo realizzato il programma di lavori finanziato dalla Renana per un importo di € 149.110,00 e un programma complessivo di opere e progetti per € 2.257.199,31.

    In conclusione, il lavoro è proseguito intenso per tutte e tre le principali funzioni del nostro Ente, in continuità – come accennato sopra - con il 2006. L’unica assente è stata (fortunatamente) l’emergenza idraulica, che anche per l’anno appena concluso ha rappresentato un’insperata tregua rispetto a quanto era avvenuto nel 2005.

    Garanzia del servizio in presenza di oneri crescenti per l’irrigazione, recupero di arretrato nel sistema di bonifica in pianura e consolidamento della nostra presenza in Montagna, sono le tre cifre che improntano il Conto consuntivo del 2007, come già era avvenuto nell’esercizio precedente.

    E di conseguenza anche il risultato di esercizio del 2007 ricalca fedelmente quanto già era avvenuto nell’anno precedente: il 1° Distretto ha chiuso con un disavanzo di € 162.266,78, mentre il 2° Distretto ha conseguito un avanzo di € 135.238,38.

    Invero, come già spiegato nella Relazione al Conto consuntivo 2006 (pag. 1) le nostre politiche di bilancio costituite dagli accantonamenti - pur rispondendo alla logica della saggia prudenza del buon padre di famiglia - rettificano i risultati di esercizio rispetto alla applicazione delle più rigorose regole della contabilità finanziaria. Infatti, per la contabilità finanziaria in senso stretto gli accantonamenti sono di fatto delle risorse che avanzano dalla gestione, mentre per le logiche di bilancio da noi impostate esse rappresentano anticipazioni di potenziali uscite future. Ciò non toglie che in effetti non si tratta di vere spese sostenute dall’Ente, ma solo potenziali e ipotetiche, e pertanto – al momento della redazione del conto consuntivo - risorse residuate dalla gestione.

    La Tab. 2 riportata nella pagina di seguito illustra i risultati finanziari integrali dell’esercizio determinati alla luce delle considerazioni qui svolte. A seguire, la Tab. 3 pone a confronto i medesimi dati con quelli del Conto consuntivo 2006.

    Nella loro estrema sintesi, le due Tabelle proposte di seguito forniscono già gli elementi essenziali dell’andamento finanziario del nostro Ente nell’esercizio 2007.

     La Tabella 2 mostra in primo luogo come a un saldo primario, nel 1° Distretto, negativo per € 162.266,78, faccia seguito un risultato finale positivo per € 191.651,22. Il 2° Distretto presenta invece una grande capacità finanziaria, tanto più importante se si tiene conto che i risultati registrati avvengono in presenza della completa realizzazione del nostro programma lavori autofinanziato dalla Renana.

    Mettendo a confronto gli ultimi due esercizi, la Tabella 3 ci offre ulteriori informazioni. L’estrema sintesi che se ne può trarre è che nell’esercizio 2007 vi è stato un rallentamento nella capacità del nostro Ente di accumulare risorse.

    Un risultato meno brillante che negli anni passati. Che resta ampiamente positivo, ma ciò nonostante ci impone doverose riflessioni per capirne le cause. A partire da questa Relazione, nella quale cercheremo di fare emergere tutte le dinamiche gestionali che si sono tradotte nel Conto consuntivo 2007.

    La Tabella 4 riportata di seguito inserisce i risultati degli ultimi due esercizi in una tendenza di medio termine, a partire dal 2003.

     Naturalmente non si può togliere nulla alla dura realtà dei numeri. Ma la Tabella 4 ci aiuta a discernere tra ciò che è stata una diversa configurazione dei conti e i risultati veri e finali. Si può vedere infatti che a livello di 1° risultato di esercizio dell’Ente si sono conseguiti, negli ultimi due esercizi, risultati negativi, mentre a livello di Risultato di esercizio finale dell’Ente i risultati si sono mantenuti in linea, se non addirittura cresciuti.

    Ci riferiamo nello specifico al 2006, dove il Risultato di esercizio finale dell’Ente si colloca tra il 2004 e il 2005. Più severo è invece il giudizio che si trae per il 2007, anche se si colloca poco sotto il 2003. In altri termini, prendendo a riferimento la media degli ultimi due esercizi, è come se la nostra capacità di generare risorse da destinare all’irrobustimento della struttura finanziaria dell’Ente fosse ritornata, nel suo trend positivo, al 2003.

    Non vi è alcun dubbio che il nostro obiettivo è quello di riportare in positivo anche il 1° risultato di esercizio dell’Ente già a partire dal corrente 2008. Anche perché tale traguardo è il presupposto per altri due obiettivi fondamentali:

    • mantenere l’evoluzione della contribuenza entro il tasso di inflazione programmata (pur in presenza di aumenti di costo reali ben superiori);
    • continuare a irrobustire la struttura finanziaria per aumentare la capacità di autofinanziamento degli investimenti e in previsione di sfide future che sicuramente non mancheranno.

     

     Compete – come sempre – ai signori Consiglieri valutare se il Conto consuntivo 2007 che qui presentiamo risponde, e in quale misura, alle esigenze del Consorzio. Compete ai signori Consiglieri esprimere quell’insieme di valutazioni sostanziali e prospettiche che costituiscono il vero giudizio sul lavoro svolto in un anno dalla struttura dell’Ente.

    Co m’è ormai nostro costume, all’interno di questa Relazione ci permetteremo di sviluppare alcune considerazioni che supportino gli Amministratori a tracciare sin da ora le indispensabili linee di riferimento per il Bilancio di previsione 2009 e oltre.

     

    Alcune valutazioni complessive

     

    Visto nel suo complesso, il quadro finanziario mostra una forte stabilità: il totale delle uscite a consuntivo si discosta appena del 1,05% da quanto avevamo preventivato: (€ 15.336.304,63 contro € 15.177.271,00).

    La Tabella 5 riportata nella pagina che segue mostra un primo confronto - a livello di intero Consorzio - tra Consuntivo e Preventivo 2007, al fine di iniziare a spiegare il risultato di esercizio conseguito.

    Come si può vedere, il disavanzo primario a livello di Ente dell’esercizio 2007, pari come detto a € 27.028,40, deriva dalla differenza tra maggiori Entrate effettive per € 404.072,00 e maggiori Uscite effettive per € 431.100,40.

    Dalla medesima Tabella 5 si possono inoltre rilevare le dinamiche dei saldi a livello di singole Gestioni, dove gli scostamenti tra Preventivo e Consuntivo si collocano su valori affatto diversi. Innanzi tutto la conferma di risultati ormai strutturali per tutte e tre le Gestioni, per le quali a consuntivo le entrate risultano sistematicamente superiori a quanto preventivato.

    Anche le uscite hanno assunto tendenze strutturali: per il 2° Distretto solitamente sono inferiori al preventivato, mentre per il 1° Distretto – a seguito soprattutto di spese esogene -  le previsioni vengono superate; per la Gestione comune sono in pareggio per definizione, in quanto le maggiori entrate specifiche rispetto alle uscite specifiche si traducono in un minore ribaltamento di spese sui due Distretti.

    È evidente che la differenza sostanziale a livello di risultato di esercizio primario la fa il 1° Distretto, per il quale, prima dell’esercizio 2006, il miglior andamento delle entrate rispetto al preventivato aveva più che compensato le maggiori uscite. Andamento che non è stato possibile assicurare negli ultimi due esercizi.

     Prima di passare ad illustrare, nei successivi capitoli, le ragioni specifiche che per ogni Gestione hanno determinato l'andamento dei conti, riteniamo opportuno soffermarci su alcune considerazioni riguardanti il bilancio nel suo complesso. A tal fine possiamo partire dalla Tabella 6 riportata nella pagina seguente, che mostra in termini più disaggregati lo scostamento tra Consuntivo e Preventivo per quanto riguarda le Entrate effettive.

    Emerge chiaramente che lo scostamento positivo di € 404.072,00 tra quanto era stato preventivato e il risultato a consuntivo è dovuto prevalentemente alle Entrate extra gestionali, le quali, con un maggior gettito di € 484.828,56, più che compensano l’insufficiente risultato (- € 80.756,56) delle Entrate della gestione. All’interno di queste ultime, poi, si nota che a mancare sono state le Entrate extra istituzionali, le quali portano in negativo un aggregato positivo, per quanto riguarda le Entrate istituzionali, di € 50.861,02.

    Il brillante risultato delle Entrate extra gestionali, che come indicato sopra registrano un maggior gettito di € 484.828,56, proviene dagli Interessi attivi per € 228.906,89, dai Rimborsi diversi per € 145.611,31 e dai Proventi patrimoniali diversi  per € 110.310,36.

    Il considerevole risultato degli Interessi attivi deriva da due diversi aspetti gestionali. In primo luogo abbiamo potuto registrare a consuntivo gli interessi attivi maturati negli ultimi anni sulle somme gestite in relazione alle opere pubbliche concessionate dal Ministero. Infatti, le partite di dare e avere con il Ministero che si formano nel corso della realizzazione delle opere pubbliche danno luogo – stante la positiva situazione di cassa del nostro Ente – a degli interessi attivi. Ma è solo dopo che la Commissione ministeriale ha verificato l’esplicarsi della contabilità e ha espresso su di essa un giudizio positivo che la medesima Commissione decide sul destino di tali interessi. Fino a quel momento non si ha vero titolo ad incamerare questa entrata, e per prudenza amministrativa li accantoniamo per portarli a bilancio solo dopo il decreto specifico. Nel corso del 2007 – appurato l’andamento dell’esercizio – ci siamo affrettati a chiudere alcune opere pubbliche, tra le quali il Tubone, al fine di avere appunto titolo per portare a bilancio i (preziosi) interessi attivi.

    La seconda origine dei corposi interessi attivi è costituita da un costante impegno nell’investimento fruttifero a brevissimo termine delle eccedenze di cassa, in particolare con operazioni di pronti contro termine su titoli del debito pubblico. Complessivamente, nel corso del 2007 abbiamo effettuato dette operazioni per € 2.700.000,00, con una punta massima di € 1.500.000,00.

    Non possiamo esimerci dal sottolineare ancora una volta come in questi anni siamo riusciti a costituire (e consolidare) un punto di forza nella struttura finanziaria del nostro Ente. Da un lato la formazione dei fondi e dall’altro l’avere esaurito l’ammortamento dei mutui senza farne dei nuovi, ha creato la base di una liquidità che – oggi gestita con oculatezza – fornisce risorse preziose al bilancio invece di assorbirne con interessi passivi.

     Lo ripetiamo ancora una volta: non era scontato. Abbiamo lavorato tutti affinché si creasse questa situazione positiva, della quale aspetto emblematico è che dal 31 dicembre 2007 il nostro Ente non ha più alcun debito. L’avere sostituito dei debiti con un capitale circolante positivo è il punto di forza finanziario di cui oggi beneficiamo.

    Non lo scriviamo per ricercare lodi, che non sono dovute, ma per ribadire l’esigenza di continuare a perseguire questa sana politica di bilancio anche in presenza di risultati di esercizio che non ci soddisfano. Di fatto anticipiamo qui una delle conclusioni: la richiesta che tra le politiche di bilancio che dovranno informare il Bilancio preventivo 2009 vi sia ancora l’accantonamento ai fondi, e – affiancato a questa – l’ammortamento finanziario dei disavanzi accumulati negli ultimi due esercizi.

    La Tabella 7 riportata di seguito dà un quadro preciso e completo delle dinamiche finanziarie di brevissimo termine che si sono sviluppate nel 2007.

    La somma dei Rimborsi diversi non ha una ragione specifica, ma è il complesso di una pluralità di voci di importo contenuto. Nei capitoli che registrano queste entrate sono stati iscritti gli introiti di rito derivanti dal rinnovo delle concessioni attive (€ 43.948,91), i rimborsi per gli studi idraulici effettuati per i privati (€ 28.000,00), il contributo della Regione per l’attività di protezione civile (€ 20.000,00) e rimborsi diversi di imposte (€ 13.152,66).

    Per quanto riguarda invece i Proventi patrimoniali diversi, la cifra che risulta a consuntivo è dovuta quasi esclusivamente all’utile trasferito dall’Azienda (€ 90.000,00). Come si può vedere, a Preventivo il Capitolo non aveva iscritta alcuna somma, nel rispetto del principio di prudenza amministrativa. Solo a Consuntivo possiamo fare i conti con queste risorse, per loro natura incerte sia nel verificarsi sia nell’entità.

    Analogamente a quanto fatto per le Entrate effettive, proponiamo nella Tabella 8 riportata di seguito un quadro disaggregato dello scostamento tra Consuntivo e Preventivo per quanto riguarda le Uscite effettive.

     Come si può vedere, la differenza tra Preventivo e Consuntivo è concentrata per la maggior parte nelle Spese di gestione, che presentano uno scostamento in aumento rispetto a quanto avevamo preventivato di € 741.626,83 (+ 6,20%). L’evoluzione trova le sue cause principali nell’ordine: nel Sistema di distribuzione delle risorse idriche, che mostra un aumento di € 572.422,73 (+ 30,19%); nelle Opere di bonifica idraulica straordinarie, con un aumento di € 180.000,00 (+ 105,88%); e nelle Spese generali, con un incremento di € 130.497,56 (+10,2%). Aumenti in parte compensati da diminuzioni in altre voci: minori oneri per Opere di bonifica idraulica ordinarie per € 80.885,50; minori Oneri di finanziamento per € 49.991,75; minori Oneri patrimoniali per € 33.478,20.

    Ci limitiamo in questa sede – come già abbiamo fatto per le entrate effettive - a riferire in merito alle voci di bilancio che acquistano senso a livello di Consorzio nel suo complesso, rinviando le spiegazioni per le altre alla illustrazione delle specifiche gestioni.

    Relativamente alle Spese generali, lo scostamento di € 130.497,56 è dovuto in primo luogo (+ € 41.398,17) alle spese sostenute per il collaudo delle opere pubbliche, in particolare il Tubone; adempimenti ovviamente previsti dalla legge e risarciti dal Ministero. Seguono: gli oneri per consulenze (+ € 20.983,09) anche queste connesse in prevalenza con la progettazione di opere pubbliche; le spese di assicurazione (+ € 15.995,63); le imposte e tasse (+ € 11.511,28) dovute agli arretrati di accertamenti Ici predisposti dai Comuni.

    Relativamente alle Spese per l’emissione dei ruoli – che mostrano un aumento di € 47.732,55 – esse sono dovute sia ad una diversa contabilizzazione dei servizi esterni per € 19.776,60, passati dalla forma della collaborazione coordinata e continuativa a quella societaria in ossequio ai nuovi dettati normativi, sia all’aumento delle tariffe postali per € 19.277,77.

    Sempre la Tabella 8 mostra il passaggio dalle Spese di gestione alle Spese di esercizio. Si ricorda che entrambe le categorie di bilancio si riferiscono a oneri annuali, ma mentre le Spese di gestione si riferiscono a fattori della produzione che esauriscono il loro contributo alla gestione nell’anno stesso, le Spese di esercizio arrivano a contenere anche spese che costituiscono la ricaduta annuale di decisioni assunte in tempi passati.

    Nel nostro caso le minori spese per il personale in quiescenza e per il Nuovo progetto di bonifica hanno consentito di ridurre la differenza tra Consuntivo e Preventivo a € 711.660,40.

    La diminuzione degli accantonamenti e l’azzeramento del Fondo di riserva per stanziamenti insufficienti ha consentito di ridurre la differenza tra Consuntivo e Preventivo a € 431.100,40.

     

    Gestione Comune

     

    Come si può rilevare dal bilancio analitico, la Gestione comune chiude con un totale di spese leggermente inferiore a quanto era stato preventivato: € 2.603.242,50 contro € 2.658.308,00; una differenza di € 55.065,50, pari al 2,01%.

    Se alle minori spese aggiungiamo maggiori entrate specifiche per € 9.254,65, allora vediamo che la Gestione comune ha pesato meno sui due Distretti per € 64.320,15. Di questa economia ha beneficiato, applicando i criteri statutari, il 1° Distretto per € 45.147,08 e il 2° Distretto per € 19.173,07.

    Come si può notare, il miglior risultato rispetto al Preventivo non trova origine in una voce specifica e determinante, ma nei saldi algebrici di molti capitoli.

    La voce di bilancio che mostra il maggior scostamento rispetto al Preventivo è il Cap. 10 – Spese generali, il quale risulta in aumento di € 36.158,34. Di alcune ragioni di detto scostamento (Imposte e tasse e Consulenze) abbiamo già riferito sopra. Relativamente ai Servizi automobilistici – che presentano un aumento di € 10.515,30 – si tratta invero di una più precisa imputazione di costi rispetto al 1° Distretto, il quale, come si può notare, mostra per questo fattore della produzione una diminuzione totale di € 56.805,00.

    Anche il Cap. 12 – Spese per emissione ruoli mostra un aumento, pari a  € 28.927,20, del quale in parte abbiamo già riferito sopra. Come si può osservare, l’aumento di € 19.449,70 del Cap. 12.303 è speculare alla diminuzione del Cap. 31  - Collaborazioni coordinate e continuative, modifica dovuta alla diversa natura assunta da questa prestazione esterna. L’aumento del Cap. 12.304 – Spese per la comunicazione – deriva alla più intensa attività svolta nel corso del 2007, ed in particolare alla inaugurazione – non prevedibile in sede di Preventivo - del Tubone; annotiamo solo di passaggio che la quasi totalità di quest’ultima spesa è stata coperta dagli introiti delle sponsorizzazioni, registrati negli specifici capitoli delle entrate.

     Le voci in diminuzione sono invece: il Cap. 11 – Centro elaborazione dati, per € 10.439,36; il Cap. 20 – Oneri patrimoniali, per € 5.269,77; il Cap. 30 – Spese di personale, per € 25.894,33; il Cap. 300 – Spese per il personale in quiescenza, per € 7.677,87. Infine, risulta azzerato il Cap. 340 – Fondo di riserva per gli stanziamenti insufficienti (€ 50.000,00) che alla luce di quanto sin qui illustrato non è stato necessario utilizzare.

    Come già accennato sopra, il risultato di sintesi è che a Consuntivo la Gestione comune incide sui due Distretti per un importo di € 2.304.058,85 contro € 2.368.379,00 iscritti a Preventivo. Com’è noto, in base all’art. 52 dello Statuto il trasferimento di tale importo ai Distretti avviene:

    • per una quota pari al 35%, proporzionalmente all’importo dei redditi risultanti in catasto;
    • per una quota pari al 65%, proporzionalmente alla media delle spese complessivamente erogate dai due Distretti nell’ultimo quinquennio.

     

     

    1° Distretto – Sistema di bonifica

    Come già accennato in Premessa, anche per il 2007 abbiamo potuto beneficiare di una tregua in termini di emergenza idraulica, ripetendo quanto era avvenuto l’anno precedente. D’altra parte è bene ricordare che emergenze idrauliche – e pesanti – erano avvenute nel 2003, nel 2004 e nel 2005.

             Ne abbiamo approfittato per dare attuazione a interventi di manutenzione straordinaria, per lavorare ad un recupero strutturale della efficienza del nostro sistema di bonifica. Facendo leva anche sulle economie consentite dalle buone condizioni meteoriche.

    Di buona parte delle voci di spesa si è già detto in precedenza, soprattutto nel paragrafo dedicato ad Alcune valutazioni complessive. In questa sede possiamo quindi limitare il nostro resoconto agli aspetti specifici che hanno caratterizzato la gestione di che trattasi.

    Più delle parole possono parlare i numeri. Riportiamo nella Tabella 9, che riepiloga le cifre più significative del capitolo di bilancio 125, dedicato alla Manutenzione ed esercizio delle Opere di Bonifica Idraulica.

     

     Non è superfluo precisare che gli interventi straordinari di Ripresa frane e di manutenzione straordinaria sono stati realizzati secondo un preciso programma sottoposto alla approvazione della Deputazione amministrativa nel mese di settembre 2004. In quella sede fu stimato che il programma completo di ripristino dei canali per azzerare le conseguenze delle due piene del 2003 e del 2004 avrebbe richiesto risorse finanziarie pari a € 790.740,38, come indicato dagli elaborati forniti dall’Ufficio Difesa Idraulica.

    Come si può riscontrare dal bilancio analitico, non vi sono altre voci caratterizzanti il Consuntivo 2007 relativo alla bonifica in pianura. Fatto salvo le spese di personale, che mostrano un aumento di € 77.640,15.

    Ci teniamo ad evidenziare questo scostamento perché trae origine dalla importante scelta organizzativa di costituire l’Ufficio di Piano. Infatti, la formazione di detto Ufficio ha comportato l’impiego di parte del personale della Montagna, il cui bilancio – come si può notare – mostra una diminuzione delle spese di personale quasi speculare all’aumento del 1° Distretto.

    Si è trattato, come detto, di una precisa scelta strategica di fronte alla nuova sfida posta dal territorio. Ma anche di un recupero di efficienza, in quanto la Montagna, come abbiamo già avuto modo di accennare in Premessa, grazie al maggior impegno degli Addetti ne ha risentito solo in parte.

     

    Gestione delle risorse idriche

     

    Scongiurato il pericolo, e garantito anche per l’anno trascorso un servizio di ragionevole qualità, resta in questa sede da tirare le somme. E sono somme severe, conti difficili da fare quadrare. Come già andiamo dicendo da tempo la gestione delle risorse idriche è – delle tre funzioni istituzionali di competenza del nostro Ente – quella che presenta il maggiore dinamismo, che sta affrontando la situazione gestionale più difficile.

    È bene ricordare che sin dal 10 maggio 2007 nel nostro territorio è dichiarato – in forza del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 4 maggio 2007 – lo stato di emergenza idrica, avendo individuato, le Autorità competenti, una crisi in grado di generare una situazione di grave pregiudizio degli interessi nazionali. Lo stato di emergenza idrica, che sarebbe dovuto durare sino al 31 dicembre 2007, è stato prorogato con Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 28 dicembre 2007 sino al 30 giugno prossimo. Oltre un anno di emergenza non è poco.

     Esagerazioni burocratiche e istituzionali? Non crediamo. Non inganni questa primavera, che si presenta – a differenza delle due precedenti – così generosa di pioggia. Lo squilibrio tra domanda e offerta di acqua nei nostri territori è ormai strutturale, e non sarà certamente una temporanea tregua a modificare la situazione.

    In questo contesto occorre acquisire una prima consapevolezza: non esiste più l’acqua destinata alla irrigazione, quella da riservare agli usi civili, quella da destinare all’industria, quella per usi igienici, come se vi fossero dei compartimenti stagni. È ormai imprescindibile un salto di razionalità nell’impiego degli impianti che porti a conseguire preziose sinergie nell’acqua. Per questo parliamo sempre più di gestione delle risorse idriche e non solo di irrigazione, in una visione che a noi appare più adeguata alla difficile situazione che sta vivendo il nostro territorio.

    Questa sottolineatura, questa precisione non vuole essere esclusivamente lessicale, ma costituisce un preciso orientamento operativo. Oltre all’acqua che forniamo – ad esempio – all’inceneritore del Frullo, vi sono le condizioni igieniche e ambientali che sono garantite grazie al nostro lavoro; per non parlare dell’intreccio sempre più stretto anche con il servizio idrico integrato.

    D’altra parte basta guardare i recenti strumenti pianificatori di Regione, Provincia, Comuni, Autorità di bacino – e ai conseguenti atti amministrativi – per toccare con mano come la bonifica in pianura non è più solamente sicurezza idraulica, ma preciso impegno per una più generale riqualificazione e cura ecologica del territorio.

    E di conseguenza anche la struttura dei costi del 1° Distretto viene plasmata da questi orientamenti – sia sul fronte delle risorse idriche sia su quello della bonifica - dai nuovi orientamenti istituzionali. Ignorare le mutate condizioni pianificatorie e amministrative entro le quali ci muoviamo rischia di disallinearci rispetto al territorio che per dovere istituzionale dobbiamo curare.

    Non per niente l’art. 1, comma 1, della L.R. Emilia-Romagna 2 agosto 1984, n. 42, recita testualmente:

    La Regione Emilia-Romagna riconosce, promuove ed organizza l'attività di bonifica come funzione essenzialmente pubblica ai fini della difesa del suolo e di un equilibrato sviluppo del proprio territorio, della tutela e della valorizzazione della produzione agricola e dei beni naturali, con particolare riferimento alle risorse idriche.

    Dal punto di vista qui richiamato, il 2007 ha rappresentato un oggettivo salto di qualità gestionale, imposto dal contestuale presentarsi, intrecciarsi, sovrapporsi, di condizioni meteorologiche e istituzionali-amministrative.

    Come già si è detto in Premessa, il 1° Distretto ha chiuso l’esercizio 2007 con un disavanzo di € 162.266,78. Da quanto illustrato sinora risulta chiaro che il risultato finanziario è ampiamente dovuto all’andamento dei conti della gestione delle risorse idriche.

    Il bilancio analitico - e in particolare il Cap. 130 – illustra compiutamente l’andamento dei conti dell’anno appena trascorso: ad un aumento delle spese per energia elettrica (+ € 351.721,16) e del contributo CER (+ € 240.000,00) ha fatto da contraltare la sostanziale invarianza e qualche riduzione di altre voci di gestione, ma non tali da compensare la situazione. Il risultato finale è stato una totale di maggiori spese di € 572.422,73.

    Dall’altra parte le entrate non sono state in grado di far fronte ad un simile aumento delle spese, e il risultato del 1° Distretto è stato il disavanzo di cui più volte si è scritto.

    Le cause di questo andamento gestionale sono state analizzate in modo ampio e sistematico dalla Commissione consiliare irrigazione nel documento Indirizzi amministrativi in merito alla Irrigazione approvato nella seduta del 11 ottobre 2007, e ad esso si rinvia.

    Occorre invece sottolineare in questa sede come le forti azioni di contenimento nella distribuzione delle risorse idriche hanno consentito di risparmiare – tenendo conto delle differenti condizioni atmosferiche tra i due anni – oltre 8 milioni di metri cubi di acqua. A parte una grande soddisfazione etica e ambientale, vi è anche la ricaduta finanziaria: senza questo risultato, i conti del 2007 sarebbero stati gravati da ulteriori 200.000,00 Euro.

    Da precisare senza ombra di dubbio che l’unicità del bilancio sancita dall’art. 52, comma 1, del nostro Statuto, non è tale da portare a scaricare il risultato di esercizio negativo del 1° Distretto sul 2° Distretto. Anzi.

    Tra i due centri di costo vi è – dal punto di vista economico – una totale indipendenza l’uno dall’altro. Pertanto, i risultati negativi del 2006 e del 2007 conseguiti dal 1° Distretto sono stati fronteggiati unicamente da quest’ultimo con le proprie risorse. E come proporremo nelle conclusioni, il 1° Distretto dovrà (se ne saremo capaci) rigenerare le risorse perdute.

     

    L’azienda agraria

     

             L’Azienda agraria chiude il Consuntivo 2007 con un utile netto di € 190.167,51. Si tratta di un risultato di grande valore.

    Compete al dott. Paolo Pini, in qualità di Direttore dell’Area Agraria e Ambientale, illustrare le politiche colturali e, più in generale, le attività aziendali che hanno consentito tale risultato. Noi in questa sede prendiamo atto delle dinamiche finanziarie ed economiche che derivano da un traguardo che ha certamente ragioni congiunturali, ma che non sarebbe stato possibile senza ben fondate strategie di lungo termine.

    Da registrare che l’attività dell’Azienda – svolgendosi in aree e luoghi che si intrecciano e si sovrappongono alla bonifica idraulica – determina delle economie oggettive e contabilmente non rilevabili che abbiamo stimato per l’esercizio 2007 pari a € 32.279,41. Questo valore va sommato all’utile contabile rilevabile dai prospetti contenuti nel presente volume e già richiamato sopra, che porta la ricchezza complessiva generata dall’Azienda nel 2007 a € 222.446,92.

    L’utile trasferito all’Ente è stato concordato in € 90.000,00, registrato al Cap. 40.101 – Entrate patrimoniali, Proventi diversi del 1° Distretto. Tenendo conto della precisazione testé fatta, il contributo dato dall’Azienda all’equilibrio finanziario dell’Ente ha raggiunto – nel 2007 – la somma di € 122.279,41.

    È chiaro che con il 2007 aumenta e si irrobustisce il contributo dell’Azienda alla positività del bilancio dell’Ente. Ma non è solo questo. Contemporaneamente abbiamo ottenuto un ulteriore aumento del valore dell’Azienda medesima, come si può rilevare dallo stato patrimoniale al 31 dicembre 2007 contenuto nel presente documento. Infatti, al di là del valore nominale del Patrimonio netto, pari a € 10.475,41, il valore contabile dell’Azienda è calcolabile – tenendo conto delle risorse accantonate – in oltre 500.000,00 Euro. Un importo considerevole, al quale ha contribuito la scelta di fondo fatta anni addietro di non prelevare l’intero utile di esercizio; scelta ribadita in occasione del Consuntivo 2007, dove il prelievo di utile è stato di circa la metà di quello conseguito.

    Le risorse disponibili in pancia all’Azienda sono il polmone finanziario indispensabile per dare forza ai programmi di sviluppo imprenditoriale che la Commissione Pertinenze idrauliche vorrà elaborare e proporre agli Organi istituzionali competenti.

     

    2° Distretto della Montagna

     

             Come già accennato in Premessa, anche in Montagna l’attività ha avuto un buon andamento, caratterizzata da una pluralità di interventi finanziati con nostre risorse e con quelle di altri, frutto della collaborazione con i Comuni e con altre Istituzioni. Possiamo sicuramente dire che per quanto riguarda il Distretto di Montagna il 2007 ha costituito un ulteriore, piccolo passo avanti nel cammino (ancora molto lungo) per il recupero di credibilità.

    Il Distretto di Montagna ha chiuso l’esercizio 2007 con un avanzo finanziario di € 135.238,38. Si può notare dal bilancio analitico che tale risultato trae origine da diversi capitoli, in particolare:

    • minori spese di personale, per € 64.544,56, dovute in parte al trasferimento di oneri al 1° Distretto in conseguenza della costituzione dell’Ufficio di Piano;
    • maggiore gettito della contribuenza, per € 24.794,91, dovuto alla solita discrepanza tra il momento della elaborazione del Preventivo (ottobre) e il momento della emissione dei ruoli (febbraio dell’anno successivo) a parità dei contributi di bonifica deliberati dal Consiglio;
    • minori trasferimenti di oneri dalla Gestione comune, per  19.173,07.

    Fra le ragioni, come si può notare, non vi è sicuramente alcun risparmio in merito al programma di lavori autofinanziato dall’Ente, che anzi è stato integralmente realizzato.

    Ed infatti l’aspetto caratterizzante l’attività in Montagna è la ripresa di un’iniziativa fattiva e concreta sul territorio. Un’attività a beneficio degli agricoltori, di tutti i consorziati, dei Comuni, di altri enti pubblici, territoriali e no.

    Eloquente è su questo piano l’andamento del capitolo 135.202, tramite il quale destiniamo fondi nostri a interventi di bonifica montana. La Tabella 10 espone l’evoluzione del capitolo in questi primi anni di funzionamento.

    Eloquente, dicevamo, l’andamento dei nostri fondi destinati alla manutenzione del territorio, ma non l’unico indirizzo di attività cui ci atteniamo. Volendo sintetizzare i dati, la Tabella 11 riportata di seguito, relativa la periodo 2000/2007, risulta di per sé esaustiva.

     

    Conclusioni

    Il Conto consuntivo 2007 ci consegna per il secondo anno consecutivo un bilancio che a livello di differenza tra Entrate e Uscite effettive presenta un saldo negativo. Questa Relazione ha in primo luogo chiarito che detto saldo a livello di 1° risultato di esercizio dell’Ente si traduce in segno positivo a livello di Risultato di esercizio finale dell’Ente.

    Di conseguenza, il significato finale del Conto consuntivo 2007 è in un rallentamento della nostra capacità di accantonare risorse per meglio attrezzarci di fronte alle sfide future e per il finanziamento (nel frattempo) del capitale circolante di breve termine.

    Queste precisazioni non sono auto-assolutorie. Per chi come noi ha una visione che abbraccia il futuro remoto, la situazione rivendica grande attenzione.

    Ci sostiene inoltre la consapevolezza che il segno negativo a livello di 1° risultato di esercizio dell’Ente ha una origine ben precisa e individuata: i saldi finanziari di entrate e spese della gestione delle risorse idriche; funzione istituzionale che presenta un elevato dinamismo e sviluppo infrastrutturale. Le altre due funzioni istituzionali riescono invece a conciliare lo sviluppo gestionale con un solido equilibrio finanziario di lungo termine.

    Quando affermiamo, con riferimento alla bonifica idraulica e alla bonifica montana, di un bilancio solido, intendiamo pertanto due fatti molto precisi: la capacità di finanziare servizi apprezzabili producendo al contempo risorse che stratificandosi nel tempo irrobustiscono la struttura finanziaria.

    La consapevolezza dei punti di forza strutturali (e sono tanti, e robusti) del nostro bilancio, e che abbiamo illustrato nella presente Relazione, ci consentono di affrontare il futuro prossimo avendo presenti alcune coordinate per giungere a ripristinare l’equilibrio finanziario di lungo termine.

    Per la bonifica idraulica confermiamo per il prossimo futuro i seguenti obiettivi:

    • rafforzare la capacità di manutenzione straordinaria, al fine di recuperare un ritardo di efficienza della rete che si è andato accumulando;
    • potenziare la capacità pianificatoria, progettuale ed operativa a supporto delle istituzioni locali, in particolare i Comuni.

    Per la bonifica montana l’obiettivo è sempre uno: ampliare la capacità di presenza e di intervento sul territorio, al fine di proseguire lungo un cammino di recupero di credibilità verso i cittadini. A tale obiettivo se ne è nel frattempo affiancato un altro: la concreta progettazione di invasi per la conservazione della risorsa idrica. A tal fine la Deputazione amministrativa ha già consegnato alla struttura tecnica precisi indirizzi con la deliberazione n. 112/2007 del 16 ottobre 2007.

    Su quali siano le sfide che ci attendono in merito alla gestione delle risorse idriche ci siamo già soffermati in più sedi e qui non faremmo altro che ripetere concetti già scritti. Si rinvia in particolare al documento Indirizzi amministrativi in merito alla Irrigazione approvato dalla Commissione consiliare irrigazione nella seduta del 11 ottobre 2007.

    Solo il futuro ci dirà che cosa siamo capaci di fare. Riteniamo però che il lavoro di questi anni ci consenta di affrontare le questioni che abbiamo di fronte con la consapevolezza che le risorse non ci mancano.

    Come diciamo sempre, la coerenza e la concretezza dei risultati di esercizio non è dovuta alla fortuna. Ha costituito piuttosto un punto di riferimento che ci ha sempre guidato; una volontà che abbiamo perseguito. Riteniamo che questo debba essere motivo di grande soddisfazione per i Signori Consiglieri della Renana. È un punto dove si misura pienamente la loro responsabilità dell’essere Amministratori di un soggetto giuridico pubblico che gestisce denaro dei cittadini.

    A noi piace ricordare sempre con forza che l’elemento caratterizzante, distintivo della dimensione finanziaria della Renana è che ha costruito con il tempo una struttura di bilancio che armonizza in maniera costante il breve con il lungo termine.

    Compete naturalmente ai Signori Consiglieri giudicare il nostro lavoro. Ma confidiamo che a fianco delle inevitabili ombre – che vanno indicate - vi sia la consapevolezza di un lavoro serio e costante della struttura tecnica dell’Ente.

    Per quanto riguarda il disavanzo di esercizio risultato nel 1° Distretto, si propone di registrarlo tra le partite in conto capitale del medesimo Distretto: procederemo nei prossimi anni all’ammortamento finanziario di questa posta di bilancio, destinando a tal fine eventuali risorse straordinarie e auspicabili avanzi di esercizio. Si tratta, in pratica, di autodisciplinarci per reintegrare le risorse che non siamo riusciti ad accantonare in questi due ultimi esercizi.

    Relativamente all’avanzo finanziario del Distretto di Montagna, si propone di accantonarlo ad uno specifico Fondo investimenti futuri del medesimo Distretto, al fine di impiegare queste risorse a finanziare programmi di intervento futuri che gli Amministratori vorranno individuare.

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