• Conto Consuntivo 2005
  • Relazione di bilancio e principali indicatori

    Premessa

    L'esercizio 2005 ha avuto uno svolgimento che si può a ragione definire a due facce. Se guardiamo alla dimensione meramente finanziaria, vediamo che gli scostamenti rispetto a quanto era stato preventivato sono assai modesti: per l’intero Consorzio la differenza tra il Preventivo e il Conto consuntivo non raggiunge il 3%.
    La chiusura dei conti relativi all’esercizio 2005 ci consegna dunque una situazione tutto sommato ordinaria, dal punto di vista strettamente finanziario.

    Ciò si è riflesso necessariamente sui risultati di parte corrente delle nostre fondamentali funzioni istituzionali: la bonifica idraulica mostra un avanzo di € 21.406,88; la bonifica montana registra un avanzo di € 62.031,15; mentre l’irrigazione consegue ancora una volta il pareggio.

    Con la Tabella 1 riportata di seguito, i risultati dell’esercizio 2005 vengono collocati in un quadro di medio termine. I dati in essa esposti scontano implicitamente politiche di bilancio che si sono venute definendo progressivamente nel tempo, e pertanto è impropria una immediata comparabilità.

    In primo luogo possiamo vedere che si è venuto formando un trend ormai lungo 7 anni in cui il risultato complessivo della Renana è positivo. Non era scontato. Soprattutto perché in questi anni abbiamo dovuto conciliare due situazioni potenzialmente divergenti: da un lato condizioni climatiche che si manifestano sempre più frequentemente con intensità elevate; dall’altro l’affermazione di politiche di bilancio tese a irrobustire la struttura finanziaria dell’Ente.

    Secondariamente, da 5 anni riusciamo a chiudere il bilancio della irrigazione con un risultato non negativo; ancora nel 2000 questa funzione aveva registrato una perdita di € 40.930,18, e nel 1999 la perdita era stata di € 60.991,28. Siamo comunque pienamente consapevoli che l’equilibrio è oggettivamente precario, di breve termine, vale a dire conquistato di anno in anno, e questo impedisce di impostare politiche di ampio respiro.

    La considerazione fondamentale che emerge è che se non altro in questi anni siamo riusciti a stabilizzare (in area positiva) i risultati di esercizio del nostro Ente (e in essi quelli della irrigazione). L’uso dell’espressione lessicale siamo riusciti non è casuale; si è trattato proprio di uno sforzo mirato, programmato, perseguito con coerenza, nonostante che ogni anno ci abbia consegnato una specificità meteorica gravosa, e il 2005 non è stato da meno.

    E qui veniamo all’altra faccia dell’esercizio 2005, quella relativa alla dimensione gestionale in senso ampio. La superficie piatta (anche se positiva) degli avanzi finanziari nasconde in realtà situazioni assai differenziate tra un capitolo di bilancio e l’altro; differenze che riflettono naturalmente a loro volta fatti concreti che si sono succeduti, incidendo sulla vita concreta del Consorzio.

    Nelle pagine che seguono cercheremo di fare emergere le dinamiche gestionali che si sono poi tradotte nel Conto consuntivo 2005, ma sin da ora è necessario puntualizzare come l’elemento condizionante sia stato ancora, per l’ennesima volta un andamento meteorico di emergenza. Possiamo anzi affermare senza timore di essere smentiti che l’anno scorso si è rivelato - meteorologicamente parlando – ancora più severo di quelli che lo avevano preceduto.

    Non tutti ricorderanno che l’estate 2005 è iniziata subito particolarmente forte e calda, al punto che a inizio luglio già si parlava di emergenza siccità, di record rispetto al 2003. Le immagini delle televisioni si soffermavano su un Po in secca, ma con un mese di anticipo rispetto al normale.
    Dal nostro modesto osservatorio possiamo confermare quell’evento: i prelievi di acqua per l’irrigazione viaggiavano su livelli superiori a quelli registrati nel 2003, anno considerato - a suo tempo – un’anomalia secolare. Ovviamente agli eccezionali prelievi di acqua facevano eco altrettanto elevati consumi di elettricità.
    Poi, nella seconda metà di luglio, la stagione ha voltato in acqua. Non la flagellante e interminabile pioggia del 2002, ma comunque una stagione che non si è più veramente ricomposta.
    Fino alla fase difficile iniziata a metà agosto, con lo sgranarsi intermittente di emergenze idrauliche: 21 agosto a Castello d’Argile; 18 settembre a Bentivoglio e Castel Maggiore; 6/10 ottobre in tutta la fascia centrale del nostro comprensorio.
    In breve, il 2005 è andato ad allungare la serie di anni orribilis iniziata nel 2002, e che da allora non ci ha dato tregua. Anni nei quali manifestazioni meteoriche classificate dalla ottusità statistica con tempo di ritorno ultradecennale si sono presentati con petulante ricorrenza.

    Dobbiamo poi sempre ricordare a noi stessi che in tutto questo lungo periodo abbiamo operato entro un vincolo assai rigoroso che ci siamo dati in completa autonomia, vale a dire il contenimento della evoluzione della contribuenza entro il tasso programmato di inflazione. Anche per il 2005 la differenza è stata significativa: una evoluzione media della nostra contribuenza dello 0,20% contro una inflazione del 2,0% registrata dall’ISTAT.

    Se lanciamo uno sguardo sull’intero quinquennio 2001/2005, vediamo che la nostra contribuenza è diminuita complessivamente del 1,49%, a fronte di una inflazione nello stesso periodo del 12,10% attestata dall’ISTAT. Una diminuzione quindi in termini reali del 13,59%.

    Alcune valutazioni complessive

    La Tabella 2 riportata di seguito mostra un primo confronto - a livello di intero Consorzio - tra Consuntivo e Preventivo 2005, al fine di iniziare a spiegare il risultato di esercizio conseguito.

    Come si può vedere, l'avanzo di esercizio complessivo di € 83.438,03 deriva dalla differenza tra maggiori Entrate effettive per € 644.569,05 e maggiori Uscite effettive per € 561.131,02.

    Si possono inoltre rilevare le dinamiche dei saldi a livello di singole gestioni, dove gli scostamenti tra Preventivo e Consuntivo si collocano su valori affatto diversi. Per quanto riguarda la Gestione comune e la Montagna, le differenze ruotano attorno ai 30.000,00 euro. Per la Montagna le uscite a consuntivo appaiono addirittura inferiori al preventivato.

    Prima di passare ad illustrare, nei successivi capitoli, le ragioni specifiche che per ogni Gestione hanno determinato l'andamento dei conti, riteniamo opportuno soffermarci su alcune considerazioni riguardanti il bilancio nel suo complesso. A tal fine possiamo partire dalla Tabella 3 riportata nella pagina seguente, che mostra in termini più disaggregati lo scostamento tra Consuntivo e Preventivo per quanto riguarda le Entrate effettive.

    Emerge chiaramente che lo scostamento di € 667.204,68 tra quanto era stato preventivato e il risultato a consuntivo trova la sua causa principale nell’Utilizzo dei fondi (€ 256.982,24) seguita dall’andamento della gestione vera e propria (€ 195.319,47) ed infine dall’andamento delle Entrate extragestionali (€ 192.267,34).

    Lo scostamento nella gestione vera e propria deriva a sua volta quasi esclusivamente da un andamento del gettito contributivo in aumento per € 155.803,91. Diciamo subito che il maggior gettito non è stato dovuto ad un aumento surrettizio delle aliquote contributive, ché anzi sono diminuite (come già detto) in media del 1,49%, ma dall’accatastamento di nuovi immobili intervenuto tra l’approvazione del Bilancio Preventivo (25 novembre 2004) e l’emissione degli avvisi di pagamento avvenuta a metà febbraio 2005.

    Dell’utilizzo dei fondi è opportuno parlare quando affronteremo il 1° Distretto, gestione che si è avvalsa di tale operazione contabile.

    Relativamente alle Entrate extra gestionali, variazioni si registrano in tutte le sue componenti (affitti attivi, interessi attivi, rimborsi diversi, proventi patrimoniali diversi) ma con entità affatto diverse. A che cosa è dovuta una così ampia e articolata differenziazione?

    Gli affitti attivi, pari a € 214.609,80, mostrano invero un andamento pressoché stabile.. Essendo dovuto al frutto del nostro lavoro, si può vedere come i risultati si allineino sostanzialmente alle previsioni. È opportuno sottolineare che si tratta di un risultato netto, nel senso che sono già state sottratte tutte le voci di spesa, comprese le imposte di qualsivoglia natura. Per quanto riguarda gli interessi attivi, i rimborsi diversi e i proventi patrimoniali diversi, si tratta di voci di bilancio che – lo ricordiamo ancora una volta - per loro natura sono imprevedibili, in quanto determinate da fatti che non si ripetono uguali da un anno all’altro. Pertanto, ragioni di prudenza ci portano a contenere le previsioni ad esse relative, in quanto programmare spese dall’altro lato del bilancio finanziandole con queste entrate potrebbe riservare delle spiacevoli sorprese.
    In merito agli interessi attivi, che risultano superiori alle previsioni per € 20.465,52, essi costituiscono sempre un’entrata aggiuntiva per il Consorzio, in quanto  – come si ricorderà – per scelta prudenziale non prevediamo mai una simile voce in sede di bilancio preventivo. Dobbiamo segnalare che nel Consuntivo 2005 l’entità degli interessi attivi è nettamente inferiore a quanto riuscimmo a conseguire nel Consuntivo precedente (€ 88.681,00). La causa si trova essenzialmente nell’esaurirsi dei flussi di cassa positivi derivanti dalla costruzione del Tubone.

    Come mostra la successiva Tabella 4, le economie totali sugli interessi – derivanti dalla somma algebrica tra minori interessi passivi e interessi attivi conseguiti – è ancora apprezzabile e significativa (€ 70.450,00) ma si conferma qui l’esigenza di non cedere nell’impegno ad alimentare i fondi, i quali da un lato rafforzano la struttura finanziaria dell’Ente, ma nel breve termine finanziano il capitale circolante .

    Per quanto riguarda, infine, i rimborsi diversi, a spiegare uno scostamento così significativo (€ 203.725,22 a Consuntivo contro € 35.487,00 preventivato, un risultato superiore dunque di € 168.238,22) non vi è una ragione specifica e determinante, ma più cause coincidenti che sommandosi hanno portato a quel risultato.

    Innanzi tutto rientra in questa voce il trasferimento del risultato di esercizio conseguito dall’Azienda agraria - pari quest’anno a € 40.000,00 – che com’è noto per prudenza non iscriviamo mai a Preventivo. Poi una pluralità di voci: i rimborsi per le spese di istruttoria relative alle nuove concessioni; i rimborsi dal Comune di Budrio e dal CER per lavori eseguiti; gli introiti relativi alle nuove concessioni.

    Analogamente a quanto fatto per le Entrate effettive, proponiamo nella Tabella 5 riportata di seguito un quadro più disaggregato dello scostamento tra Consuntivo e Preventivo per quanto riguarda le Uscite effettive.

    Come si può vedere, la differenza tra Preventivo e Consuntivo è concentrata per la maggior parte nelle Spese di gestione, che aumentano di € 383.999,65 (+3,54%). L’evoluzione trova le sue cause principali nell’ordine: Spese di personale, € 313.380,51 (+5,44%); Sistema di distribuzione risorse idriche, € 110.717,50 (+6,21%); Opere di bonifica idraulica, € 82.043,83 (+7,83%); Spese per la certificazione, € 29.821,72 (+96,20%). Aumenti in parte compensati da diminuzioni in altre voci: minori Oneri di finanziamento per € 49.984,48; minori oneri per il Servizio di prevenzione per € 42.759,38; minori Spese per emissione ruoli  per € 32.220,08; minori Spese generali per € 23.334,15.

    Ci limitiamo in questa sede – come già abbiamo fatto per le entrate effettive - a riferire in merito alle voci di bilancio che acquistano senso a livello di Consorzio nel suo complesso, rinviando le spiegazioni per le altre alla illustrazione delle specifiche gestioni.

    Relativamente alle spese di personale, lo scostamento è stato dovuto sostanzialmente a quattro cause: la trasformazione di un contratto a progetto in una assunzione a tempo indeterminato; l’onere dovuto all’incentivo ai dirigenti, la cui spesa, per politiche di bilancio, non viene prevista a preventivo; i costi per i servizi piena attivati per fronteggiare le emergenze idrauliche; la trasformazione di parte degli incentivi alla progettazione nel premio di risultato previsto dal C.C.N.L..

    Le altre voci in aumento le affronteremo nel capitolo dedicato al 1° Distretto.
    Come si nota, il passaggio dalle Spese di gestione alle Spese di esercizio mostra un aumento della differenza tra Preventivo e Consuntivo. Si ricorda che entrambe le categorie di bilancio si riferiscono a oneri annuali, ma mentre le Spese di gestione racchiudono solo gli oneri che trovano la loro origine in decisioni assunte nell’anno stesso, le altre per spese contengono anche la ricaduta annuale di decisioni assunte in tempi passati.

    Come si noterà, l’aumento del saldo è dovuto unicamente agli oneri per l’Incentivo alla progettazione, per il quale vige un accordo aziendale siglato nel 2002. In effetti è stato applicato in un’unica soluzione detto accordo relativamente agli anni 2003, 2004 e 2005, in quanto in quegli anni non si era provveduto al riconoscimento di questo istituto previsto dal C.C.N.L..

    Infine, la differenza tra Preventivo e Consuntivo raggiunge la cifra di € 667.204,68 a seguito dell’Utilizzo dei fondi per € 256.982,24. Poiché questo utilizzo è stato destinato a fronteggiare i danni derivanti alla rete dalle piene, riprenderemo il tema affrontando i conti del 1° Distretto.

    Un’ultima informazione che ci fornisce la Tab. 5 è la conferma a Consuntivo di tutti gli accantonamenti, per € 437.497,00. L’unica variazione che si coglie è la riduzione dell’accantonamento al Fondo compensazione ruoli, per destinare le risorse così liberate al Fondo per eventi idrologici straordinari. La ragione della scelta è immediatamente intuibile. Il primo Fondo ha raggiunto una consistenza di € 620.406,04, pari al 6,3% dell’intera contribuenza, e quindi si mostra adeguato a preservarci da eventuali problemi sull’entrata fondamentale dell’Ente. Al contrario, il secondo Fondo appare insufficiente alla luce degli eventi meteorici affrontati negli ultimi anni. Se il Consiglio approverà questa modifica, costituirà per noi una politica di bilancio da perseguire anche in futuro.

    Riteniamo doveroso sottolineare l’importanza di avere confermato – a  Consuntivo – gli accantonamenti ai fondi, un risultato ottenuto in presenza di un andamento climatico eccezionale. L’avere mantenuto gli accantonamenti anche per l’esercizio 2005 ci dice che il Consorzio ha raggiunto una solidità finanziaria abbastanza elevata, anche se permangono alcuni sotto-equilibri ancora troppo deboli.

    Per spiegare questo concetto ci è utile la Tabella 6.
    Come si noterà, vi è un sostanziale equilibrio tra le Entrate della gestione caratteristica e le Spese di esercizio. Riteniamo che questo saldo sia indice di elevata solidità economico/finanziaria del nostro bilancio, in quanto denota che siamo in grado di sostenere le nostre spese annuali (annuali in senso ampio, come accennato sopra) finanziandole con entrate ad elevato tasso di realizzabilità e di costanza.

    Quel saldo in equilibrio ci consente di destinare tutte le entrate che esulano dalla nostra gestione caratteristica (le così dette Entrate extra caratteristiche, vale a dire gli introiti che non solo non hanno a che vedere con la nostra attività istituzionale, ma nemmeno con i compiti ad essa connessi) ad alimentare il sistema dei fondi.

    La Tab. 6 ci offre anche gli spunti per una visione prospettica del bilancio, che potranno essere utili in sede di elaborazione del Bilancio preventivo 2007. In particolare 4 indirizzi:

    • mantenere in sostanziale equilibrio il saldo fra Entrate della gestione caratteristica e Spese di esercizio, il che significa destinare eventuali risorse aggiuntive a migliorare la qualità del servizio;
    • mantenere sostanzialmente invariata la politica del sistema dei fondi, fatto salvo un leggero aumento, potendo, delle risorse destinate ai due fondi della bonifica idraulica;
    • puntare ad accrescere, sia pure con giudizio, le entrate extra caratteristiche, da destinare a spese strategiche che migliorano nel lungo termine l’efficienza e l’efficacia dell’attività del Consorzio;
    • destinare le future risorse che si libereranno dalla completa estinzione dei mutui (ciò avverrà il 31 dicembre 2007) all’ammortamento di spese pluriennali, così da potere fare alcuni investimenti in infrastrutture.
    Gestione Comune

    Come si può rilevare dal bilancio analitico, la Gestione comune chiude rispettando complessivamente le previsioni. Le Uscite effettive risultano infatti a Consuntivo pari a € 2.400.847,24 contro una previsione di € 2.348.975,00: una differenza di € 51.872,24, il 2,21%.

    Il risultato è che, nel totale, viene ribaltato sui due Distretti un maggior onere di € 22.635,63 rispetto a quanto era stato preventivato (€ 2.092.416,63 a Consuntivo contro € 2.069.781,00 preventivato), uno scostamento quindi del 1,09%.

    Relativamente invece alle Spese generali, si può vedere che esse mostrano uno scostamento in aumento di € 15.142,81. Invero, sempre dal bilancio analitico si può notare come quasi tutti gli articoli di questo capitolo di spesa siano in realtà in diminuzione, e che l’aumento del saldo è dovuto a due sole voci che hanno più che compensato i risparmi: le Spese varie (+ € 7.799,56) e le Spese impreviste (+ € 20.577,41). Tali oneri sono stati dovuti soprattutto ad un accertamento ICI relativo agli anni 2000/2004.

    Come già accennato sopra, il risultato di sintesi è che a Consuntivo la Gestione comune incide sui due Distretti per un importo di € 2.092.416,63. Com’è noto, in base all’art. 52 dello Statuto, il trasferimento di tale importo ai Distretti avviene:

    • per una quota pari al 35% proporzionalmente all’importo dei redditi risultanti in catasto;
    • per una quota pari al 65% proporzionalmente alla media delle spese complessivamente erogate dai due Distretti nell’ultimo quinquennio.

     

    Da ciò deriva che il Distretto di Pianura si carica di una maggiore quota rispetto a quanto preventivato di € 15.014,80, mentre la Montagna si carica di un maggior onere pari a € 7.620,83.

    La successiva Tabella 7 inserisce i dati sin qui riportati in una tendenza di medio periodo del Saldo netto da trasferire ai Distretti, ovvero della effettiva gravosità della Gestione comune sulla Pianura e sulla Montagna.

     

    1° Distretto

    Come già indicato in Premessa, la bonifica idraulica ha chiuso il 2005 con un avanzo di € 21.406,88.
    Di buona parte delle voci di spesa si è già detto in precedenza, soprattutto nel paragrafo dedicato ad Alcune valutazioni complessive. In questa sede possiamo quindi limitare il nostro resoconto agli aspetti specifici che hanno caratterizzato la gestione di che trattasi. Ciò significa approfondire soprattutto i riflessi finanziari delle emergenze idrauliche che il nostro Consorzio ha dovuto affrontare nel 2005.

    Fino alla seconda metà di luglio non era accaduto – parlando della regimazione delle acque meteoriche – nulla di particolare. Da quel momento però l’estate ha dato segni di irrequietezza meteorica, donandoci un clima incerto e tendente alla piovosità.

    Ma è solo con il 21 agosto che inizia le problematiche. A partire da Castello d’Argile, dove 140 millimetri di pioggia caduti in 2 ore portano all’allagamento del capoluogo. Tra le origine del problema vi è anche l’intasamento del nostro canale Canalazzo.

    Il secondo evento avviene il 18 settembre, e colpisce la fascia nord/est del nostro comprensorio, i Comuni di Castel Maggiore e Bentivoglio. A dire il vero qui è il canale Navile - di competenza regionale - ad andare in crisi, ma l’esondazione di questo corso d’acqua pone dei seri problemi anche ai nostri consorziati, e dobbiamo intervenire. La manovra principale (e risultata determinante) è quella di immettere acqua dentro il CER.

    Il terzo evento – davvero drammatico – è quello del 6/10 ottobre, quando ad andare in crisi è tutta la fascia centrale del nostro comprensorio, nei Comuni che vanno da Castel Maggiore a Bentivoglio, da Granarolo a Budrio, da Medicina a Imola. Per oltre quattro giorni i nostri ragazzi restano continuamente impegnati, con interventi di ogni genere.
    Le manovre fondamentali durante l’emergenza del 6/10 ottobre 2005 sono state di nuovo l’immissione di acqua nel CER cui si è aggiunta l’immissione di acqua nel Cavo napoleonico per alleggerire il nostro canale Riolo.

    La Tabella 8 misura l’impatto sul bilancio dell’esercizio 2005 delle emergenze idrauliche che si sono succedute: un maggior onere pari a € 445.584,13, + 47,93% rispetto al preventivato.

    La Tabella 9 mette a confronto i conti consuntivi degli ultimi 3 esercizi. Il prospetto consente di mettere a fuoco le differenti modalità con le quali le emergenze idrauliche si sono presentate in ognuno degli ultimi tre anni.
    La Tabella 10 inserisce i numeri illustrati sopra in un orizzonte di medio termine, al fine di cogliere come si è evoluta la struttura delle spese relative allo scolo delle acque, proiettandola su di un arco temporale 2000/2005.
    Emerge chiaramente come sia profondamente mutata, oltre all’entità complessiva, anche la composizione delle spese per la bonifica idraulica. Eclatante risulta l’aumento delle spese per energia, derivata dalla combinazione di tre fattori: perdita, a partire dal 2002, di ogni agevolazione tariffaria; entrata in funzione di nuovi impianti idrovori, quali il Correcchio e Campotto; emergenze idrauliche più severe. Significativo è inoltre l’impegno avviato dal Consorzio per porre rimedio – con uno stanziamento di € 250.960,03 – ai danni strutturali causati dalle piene.

    La Tab. 10 aggiunge poi quale ulteriore informazione che gli aumenti di spesa per l’energia elettrica e la rete scolante sono stati in parte smorzati dal contenimento di altre voci, quali la gestione degli Impianti idrovori e l’affidamento dei Diserbi in appalto.
    La prima voce di spesa è stato possibile contenerla in quanto – con il programma della messa a norma degli impianti ormai in buona parte realizzato – abbiamo potuto porre tale impegno ad una scala inferiore di priorità.

    I diserbi in appalto sono giunti ad una soglia notevolmente inferiore rispetto a sei anni prima, come risultato di un lavoro lungo e strutturale che ha visto nell’introduzione dei turni sulle macchine operatrici il momento essenziale.

    Dal lato delle entrate l’aspetto più rilevante da segnalare (e al quale si è già fatto cenno in precedenza) è l’Utilizzo fondo eventi idrologici straordinari – capitolo 40.108, per € 250.960,03 che trova la corrispondente spesa nel capitolo 125.111. La politica di bilancio adottata è stata quella di far fronte con il bilancio corrente all’emergenza intesa come funzionamento di tutto il sistema tecnico e organizzativo, mentre alla riparazione dei danni si è fatto fronte con il fondo. Gli interventi più importanti sono consistiti nella ripresa di frane negli scoli consorziali Sillaretto di Fiorentina, Marescalchi, Cardinala, Allacciante Garda, Raggi alto e canale della Botte.

    D’altra parte, riteniamo sia proprio questo il più appropriato impiego del fondo che in questi anni abbiamo alimentato: di fronte ad una emergenza che non siamo in grado di affrontare finanziariamente con le risorse dell’esercizio, ci avvaliamo di risorse accantonate in anni più propizi.

    Inoltre, la voce di entrata è alimentata da introiti derivanti da lavori che con il nostro personale e mezzi eseguiamo per i Comuni. Un’attività molto limitata, alla quale ci prestiamo quando gli enti locali sono in difficoltà a trovare soluzioni diverse.

    Facciamo notare che il Contributo regionale manutenzione Opere pubbliche (cap. 30.101) si attesta a consuntivo a € 58.000,00. Esso costituisce una percentuale dello 0,68% delle entrate effettive specifiche della funzione bonifica idraulica.

     

    Gestione delle risorse idriche

    Dal punto di vista della irrigazione, il 2005 è stato un anno caratterizzato da due periodi ben distinti: per la prima parte della stagione, e fino alla seconda metà di luglio, si è presentata un’eccezionale ondata di siccità, che addirittura stava battendo il record dello storico 2003; la seconda parte dell’estate è stata scandita dall’incedere di una forte piovosità.

    Il risultato è che siamo riusciti a conseguire ancora una volta il pareggio. Ma come andiamo dicendo con noiosa ripetitività, si tratta pur sempre di un equilibrio di breve termine, conseguito di anno in anno. Lo diciamo non tanto per mettere le mani avanti, ma per dare il senso di una difficoltà che solamente la costante assunzione di responsabilità degli Amministratori, con l’aiuto della struttura organizzativa, riesce a tenere sotto controllo.

    La soluzione strutturale potrà derivare dall’impiego degli impianti irrigui anche per l’irrigazione delle aree verdi dei nostri consorziati extragricoli pubblici e privati. È un progetto sul quale stiamo lavorando, e che potrà dare i suoi frutti nel lungo termine.

    Intanto, per dare un’idea della evoluzione dei conti si veda la Tabella 11.

    Il prospetto parla da sé. In un anno normale – forse addirittura al di sotto della ordinarietà, come esigenze – le due principali voci di costo della irrigazione hanno sfiorato complessivamente lo storico 2003.
    Di conseguenza, oltre al lavoro sul lato delle entrate cui si è fatto riferimento sopra l’equilibrio del bilancio della irrigazione passa anche per un ridimensionamento della spesa per l’energia. Ma è possibile? Sarà comunque un impegno prioritario per noi.

    Possiamo ora proporre un tabella ormai usuale per le nostre relazioni a consuntivo, vale a dire il Bilancio riclassificato della irrigazione. Come si può vedere, la Tabella 12 riportata di seguito non è di immediata e facile lettura, ma offre alcune informazioni di fondamentale importanza per le strategie da attuare al fine di mantenere l'equilibrio finanziario della irrigazione.

    Innanzi tutto si nota il rilievo avuto nell’esercizio che stiamo commentando dalle entrate per Canoni per altre utilizzazioni produttive, voce di bilancio che con un importo di € 106.190,50 ha raggiunto il 6,16% delle entrate gestionali della irrigazione. È presto per dire se tale peso diventerà strutturale. Non possiamo però fare a meno di sottolineare come l’evoluzione di questa voce abbia contribuito significativamente a pareggiare i conti dell’irrigazione negli ultimi anni.

    Secondariamente sembra che stia aumentando strutturalmente l’incidenza delle Spese esterne, giunta ormai al 63,03 delle entrate gestionali. Certo, ancora è ben lontana dal picco del 69,86% raggiunto nell’eccezionale 2003, ma sia pure lentamente la tendenza è alla crescita.

    Di conseguenza, sta diminuendo il Margine operativo, che delle spese esterne costituisce – nel nostro modello – il valore complementare. Questo valore è risultato nel 2005 del 36,97%, che per quanto detto sopra si mostra ovviamente in calo rispetto all’anno precedente.

    Stabili appaiono invece le Spese interne, che si attestano tra il 44% e il 45%; voci di bilancio sulle quali riusciamo a incidere, sia pure entro margini abbastanza stretti.

    La sintesi di questi ragionamenti è che il Risultato gestionale in senso stretto della irrigazione è negativo, dato dal Margine operativo (36,97% delle entrate gestionali) meno le Spese interne (44,84%); vale a dire –7,87%.

    Il recupero dell’equilibrio finanziario dell’esercizio avviene grazie al contributo di due entrate extra gestionali: Recupero di spese generali e Altre entrate. Senza queste due voci divenute strutturali il bilancio della irrigazione chiuderebbe sistematicamente in disavanzo.
    È questo che intendiamo quando parliamo di equilibrio di breve termine. Sempre dalla Tab. 12, vediamo che - se rapportate al totale delle entrate gestionali - le entrate extra gestionali rappresentano il 9,85%. Niente di drammatico quindi, cifre assolutamente sotto controllo. Anche perché la loro entità dà luogo a un modesto avanzo: € 15.000,00 nel 2004; € 34.197,00 nel 2005.

    Eppure cifre sintomatiche, che ci invitano a non abbassare la guardia.

     

    2° Distretto

    Il Distretto di Montagna ha chiuso l’esercizio 2005 con un avanzo finanziario di € 62.031,15. Potrebbe a prima vista considerarsi un risultato anomalo, in quanto rappresenta pur sempre il 6% dell’intera contribuenza. Invero, come si può notare dal bilancio analitico, tale cifra corrisponde quasi esattamente al maggior gettito della contribuenza. Niente misteri, dunque, o problemi gestionali: l’andamento dei conti ha corrisposto molto da vicino a quanto era stato preventivato, e questo ha conservato l’eccedenza costituita dai maggiori introiti dati dalla differenza tra quanto era stato previsto di contribuenza e quanto è risultato a ruolo.

    L’aspetto caratterizzante della Montagna è la ripresa di un’attività fattiva e concreta sul territorio. Un’attività a beneficio degli agricoltori, di tutti i consorziati, dei Comuni, di altri enti pubblici, territoriali e no.

    Eloquente è su questo piano l’andamento del capitolo tramite il quale destiniamo fondi nostri a interventi di bonifica montana. La Tabella 13 espone l’evoluzione del capitolo in questi primi anni di funzionamento.

    Eloquente, dicevamo, l’andamento dei nostri fondi destinati alla manutenzione del territorio, ma non l’unico indirizzo di attività seguito. Volendo sintetizzare i dati, la Tabella 14, relativa la periodo 2000/2005, risulta di per sé esaustiva.

     

    Contribuenza

    La politica di bilancio architrave di qualunque nostro ragionamento è il contenimento della contribuenza entro il tasso programmato di inflazione.
    Impegno che in questi anni siamo riusciti a mantenere. A volte con molta fatica, ma ce l’abbiamo sempre fatta; finora. Per noi è una soddisfazione non da poco, in quanto il rispetto di questo impegno rappresenta il suggello, l’essenza dell’intero nostro lavoro. La Tabella 15 riportata di seguito espone il percorso compiuto sinora nel contenimento dell’onere di contribuenza.

    Quando la contribuenza stabilita dal Consiglio viene tradotta nei ruoli veri e propri – applicando a tal fine il piano di classifica – le formule matematiche fanno sì che l’evoluzione della contribuenza in base al tasso di inflazione programmato non si spalmi in modo uniforme su tutti i contribuenti. I grafici mostrano come della politica di bilancio fondamentale della Renana abbiano beneficiato in modo diverso i vari contribuenti.

    Un contribuente extragricolo con diversi immobili che complessivamente corrispondono a una rendita catastale di € 2.131,53, pagò nel 1995 circa € 129 (ovviamente si trattò di Lire che qui abbiamo trasformato)(grafico1). Se ci si fosse limitati ad applicare l’inflazione, quel contribuente avrebbe dovuto pagare nel 2006 circa € 164. L’avviso di pagamento emesso per quel contribuente nel 2006 è stato di circa € 144. Il risparmio è stato dunque di € 20, pari al 12,19%.

    Il grafico 2 è riferito ad un contribuente agricolo che beneficia solamente della bonifica idraulica. I valori sopra riferiti al contribuente extragricolo diventano in questo caso € 75,44 nel 1995, divenuti € 90,23 nel 2006. Applicando unicamente il tasso di inflazione l’importo sarebbe diventato € 96,66; un risparmio quindi di € 6,43, pari al 6,65%.

    Il grafico 3 fa riferimento ad un contribuente agricolo che oltre alla bonifica idraulica beneficia anche della irrigazione. In questo caso egli pagò € 572,66 nel 1995, che sarebbero diventati 725,72 nel 2006, applicando anche solo il tasso di inflazione. L’avviso di pagamento emesso nel 2006 riporta invece una cifra di € 723,64; un risparmio quindi di € 2,08, pari allo 0,29%.

    Dovremo avere presente anche questo fenomeno quando affronteremo i riflessi sulla contribuenza del mutato coefficiente udometrico causato sia dall’ampliarsi delle superfici urbanizzate (quindi extragricole) sia del cambiamento climatico..

    Conclusioni
    Il volto finanziario del 2005 si mostra tutto sommato ancora positivo. Non mancano le preoccupazioni dovute alla irrigazione, ma nel complesso l’Ente ha fatto un ulteriore passo avanti nel cammino per irrobustire la propria struttura di bilancio.

     

    Ma – naturalmente – la dimensione finanziaria non è altro che l’espressione monetaria di una attività concreta. E così precisiamo che sotto la superficie dei valori di bilancio vi sono atti e fatti sostanziali: abbiamo affrontato dignitosamente una serie incredibile di emergenze; abbiamo proseguito nell’accantonamento dei fondi, compiendo di conseguenza un ulteriore passo in avanti nell’irrobustire finanziariamente l’Ente; si è incrementata l’attività in Montagna, consolidando con ciò consensi preziosi sul territorio; si è proseguito nel sistema delle analisi dell’acqua, che consentirà quest’anno di produrre le prime certificazioni per gli imprenditori agricoli; è stato fatto un ragionevole sforzo di comunicazione istituzionale, che si è riflesso in una più diffusa conoscenza del ruolo della Renana e anche - in più rapide riscossioni dei nostri avvisi di pagamento e nella riduzione delle contestazioni.

    Quindi, tutto sommato un anno in cui la Renana ha progredito nella sua evoluzione positiva.

email: info@bonificarenana.it  ∴  Tel. +39-051-295111  ∴  Fax +39-051-295270  ∴