Premessa
L'esercizio 2006 ha rappresentato un’insperata tregua rispetto all’anno precedente, per quanto riguarda le piogge. Se il clima avesse un’etica diremmo che ce lo meritavamo dopo il calvario del 2005, quando a partire dal 21 agosto fu un’unica, interminabile emergenza.
Ne abbiamo approfittato per dare attuazione a interventi di manutenzione straordinaria, per lavorare ad un recupero strutturale della efficienza del nostro sistema di bonifica. Facendo leva anche sulle economie consentite dalle buone condizioni meteoriche.
Scongiurato il pericolo, e garantito anche per l’anno trascorso un servizio di ragionevole qualità, resta in questa sede da tirare le somme. E sono somme severe, conti difficili da fare quadrare.
Anche in Montagna l’attività ha avuto un buon andamento, caratterizzata da una pluralità di interventi finanziati con nostre risorse e con quelle di altri, frutto della collaborazione con i Comuni e con altre Istituzioni. Possiamo sicuramente dire che per quanto riguarda il Distretto di Montagna il 2006 ha costituito un ulteriore, piccolo passo avanti nel cammino (ancora molto lungo) per il recupero di credibilità.
Serenità e recupero di arretrato nel sistema di scolo, garanzia del servizio in presenza di oneri crescenti per l’irrigazione e consolidamento della nostra presenza in Montagna, sono le tre cifre che improntano il Conto consuntivo del 2006.
Visto nel suo complesso, il quadro finanziario mostra una forte stabilità: il totale delle uscite a consuntivo si discosta appena del 1,99% da quanto avevamo preventivato, (€ 14.562.164,63 contro € 14.277.976,00); scostamento che si riduce a -0,59% se storniamo le uscite non strettamente di esercizio (€ 14.193.349,74 contro € 14.277.976,00).
Differenti risultano invece i singoli risultati delle tre funzioni istituzionali: la bonifica idraulica mostra un avanzo di € 50.077,96; la bonifica montana consegue un avanzo di € 20.617,94; mentre l’irrigazione registra un disavanzo di € 114.934,92.
Pur comprendendo le ragioni che ci hanno portato con il tempo a consolidare la politica degli accantonamenti, i Revisori dei Conti hanno però evidenziato come tale pratica si discosti dalle più rigorose regole della contabilità finanziaria. Infatti, per la contabilità finanziaria in senso stretto gli accantonamenti sono di fatto delle risorse che avanzano dalla gestione, mentre per le logiche di bilancio da noi impostate esse rappresentano anticipazioni di potenziali uscite future.
I Revisori ci hanno pertanto rappresentato l’esigenza di evidenziare i risultati di esercizio anche nella forma più consona alla contabilità finanziaria. Adempimento che svolgiamo nella Tabella 1, dove i risultati di esercizio ricalcolati sono esposti per gli ultimi tre anni.
Con la Tabella 2, i risultati dell’esercizio 2006 vengono collocati in un quadro di medio termine. I dati in essa esposti scontano implicitamente politiche di bilancio che si sono venute definendo progressivamente nel tempo, e pertanto è impropria una immediata comparabilità. Ciò nonostante fornisce alcune informazioni importanti.
Il dato più rilevante è che con il 2006 si è interrotto – finanziariamente parlando – un trend che durava ormai da 7 anni, caratterizzato da risultati finanziari totali sempre con il segno positivo. Gli ultimi risultati negativi risalivano al 1999 e 2000, sempre riferiti all’irrigazione; ma non erano stati tali da portare in negativo il risultato complessivo dell’Ente.
Vero è che siamo oggi dotati di una struttura finanziaria di fondo assai più robusta di quanto non fosse 7 anni fa, e che quindi il risultato negativo della Irrigazione (e di conseguenza quello dell’Ente nel suo complesso) va letto alla luce di un quadro di bilancio che offre alcune opportunità.
In tutto questo lungo periodo abbiamo operato entro un vincolo assai rigoroso che ci siamo dati in completa autonomia, vale a dire il contenimento della evoluzione della contribuenza entro il tasso di inflazione programmato. Anche per il 2006 la differenza è stata significativa: una evoluzione media della nostra contribuenza dello 0,77% contro un’inflazione del 2,10% registrata dall’ISTAT.
Se lanciamo uno sguardo sull’intero periodo 2001/2006, vediamo che la nostra contribuenza è diminuita complessivamente del 0,11%, a fronte di un’inflazione nello stesso periodo del 14,30% attestata dall’ISTAT. Una diminuzione quindi in termini reali del 14,41%.
Nelle pagine che seguono cercheremo di fare emergere tutte le dinamiche gestionali che si sono tradotte nel Conto consuntivo 2006. E lo faremo avendo presenti da un lato i punti di forza strutturali (e sono tanti, e robusti) del nostro bilancio, e dall’altro preoccupandoci di mettere a fuoco le linee di azione da attivare per migliorare i conti dell’unica funzione istituzionale finanziariamente in difficoltà.
Alcune valutazioni complessive
La Tabella 3 riportata nella pagina che segue mostra un primo confronto - a livello di intero Consorzio - tra Consuntivo e Preventivo 2006, al fine di iniziare a spiegare il risultato di esercizio conseguito.
Come si può vedere, il disavanzo complessivo dell’esercizio 2006 di € 44.239,02 deriva dalla differenza tra maggiori Entrate effettive per € 437.012,48 e maggiori Uscite effettive per € 481.251,50.
Si possono inoltre rilevare le dinamiche dei saldi a livello di singole gestioni, dove gli scostamenti tra Preventivo e Consuntivo si collocano su valori affatto diversi. Ma la differenza sostanziale – che ha condizionato l’intero risultato di esercizio – l’ha fatta l’Irrigazione, la quale a fronte di maggiori entrate a consuntivo di € 44.920,85 ha registrato maggiori uscite pari a € 159.855,77.
Prima di passare ad illustrare, nei successivi capitoli, le ragioni specifiche che per ogni Gestione hanno determinato l'andamento dei conti, riteniamo opportuno soffermarci su alcune considerazioni riguardanti il bilancio nel suo complesso. A tal fine possiamo partire dalla Tabella 4, che mostra in termini più disaggregati lo scostamento tra Consuntivo e Preventivo per quanto riguarda le Entrate effettive.
Emerge chiaramente che lo scostamento di € 697.869,53 tra quanto era stato preventivato e il risultato a consuntivo è ripartito abbastanza uniformemente tra le Entrate extra gestionali (+€ 310.044.,50) e le voci residue di bilancio costituite dal Concorso alle spese della Gestione comune, dall’Utilizzo di fondi e dal Disavanzo Irrigazione (+€ 369.270,35).
La Gestione vera e propria mostra complessivamente maggiori entrate per € 18.554,68. Si può vedere chiaramente come su questo risultato ha inciso la cancellazione dei Contributi regionali per € 67.900,00. In presenza di questa voce il risultato sarebbe stato + € 86.454,68 e il bilancio complessivo dell’Ente avrebbe chiuso in avanzo anziché in perdita.
Il maggiore contributo al brillante risultato delle Entrate extra gestionali proviene dai Rimborsi diversi (+ € 120.919,19) e dai Proventi patrimoniali diversi (+ € 195.116,00).
La somma dei Rimborsi diversi non ha una ragione specifica, ma è il complesso di una pluralità di voci di importo contenuto. Nei capitoli che registrano queste entrate sono stati iscritti i rimborsi effettuati dai Comuni e dai consorziati per lavori eseguiti, il rimborso proveniente dal CER per la manutenzione del fosso laterale, i rimborsi per ricerche e studi effettuati, i recuperi di oneri previdenziali e infortunistici. Per ragioni di maggiore correttezza contabile, sono stati trasferiti qui anche i rimborsi derivanti dalla procedure per l’accensione di concessioni attive; è questa la ragione principale per la quale si vede la riduzione nella voce specifica.
Per quanto riguarda invece i Proventi patrimoniali diversi, è iscritto qui l’utile dell’Azienda (€ 30.000,00) e una sopravvenienza attiva derivante dalla cancellazione di un debito previdenziale non più dovuto. Per il resto, anche in questo caso si tratta della risultante di movimentazioni di importo modesto.
Gli affitti attivi mostrano una diminuzione di € 5.990,69. È opportuno sottolineare che si tratta di un risultato netto, nel senso che sono già state sottratte tutte le voci di spesa, comprese le imposte di qualsivoglia natura. Ed infatti la diminuzione rispetto al preventivo è stata determinata da una modifica del regime fiscale, che ci ha penalizzati.
Per quanto riguarda gli interessi attivi, si sarà notato come essi siano risultati pari a € 0,00. Ancora nel Conto consuntivo 2005 avevano raggiunto la cifra di € 18.606,59 nel Distretto di Pianura e di € 1.858,93 nel Distretto di Montagna, per un totale di € 20.465,52.
È la conseguenza dell’esaurirsi del polmone finanziario costituito dal Tubone. Occorre però tenere anche presente che se da un lato non possiamo beneficiare di risorse aggiuntive rappresentate dagli interessi attivi, dall’altro non costituiscono – per il momento – un appesantimento del bilancio da lato delle uscite. Come mostra la successiva Tabella 5, gli interessi passivi, preventivati complessivamente in € 50.000,00, sono risultati a consuntivo pari a € 1.812,72.
Su questo aspetto del bilancio occorre fare due riflessioni. Innanzi tutto anche in assenza di entrate straordinarie costituite da grandi opere pubbliche il capitale circolante dell’Ente non cade in un profondo rosso; arranca un po’, non produce risorse, ma non cade in depressione. Ciò significa che siamo oggi posizionati meglio dal punto di vista della struttura finanziaria.
In secondo luogo, ci dice però che la politica dei fondi non può essere interrotta. L’avere accumulato risorse per circa 1.700.000,00 di euro pone il bilancio al riparo da eventi straordinari, ma ancora non finanziamo sufficientemente il ciclo finanziario di breve termine. È questa una delle politiche che si chiede di confermare anche per il Bilancio di previsione 2007; ovviamente in un contesto che costituisce la griglia complessiva delle politiche di bilancio.
Analogamente a quanto fatto per le Entrate effettive, proponiamo nella Tabella 6 riportata di seguito un quadro disaggregato dello scostamento tra Consuntivo e Preventivo per quanto riguarda le Uscite effettive.
Come si può vedere, la differenza tra Preventivo e Consuntivo è concentrata per la maggior parte nelle Spese di gestione, che aumentano di € 464.048,49 (+4,08%). L’evoluzione trova le sue cause principali nell’ordine: Spese di personale, € 188.491,34 (+3,07%); Sistema di distribuzione risorse idriche, € 159.855,77 (+8,77%); Spese generali, € 140.465,66 (+11,5%); Opere di bonifica idraulica, € 104.956,35 (+8,48%). Aumenti in parte compensati da diminuzioni in altre voci: minori Oneri di finanziamento per € 48.187,28; minori Spese per emissione ruoli per € 36.766,85; minori oneri per il Servizio di prevenzione per € 33.224,94.
Relativamente alle Spese per il personale, lo scostamento è stato dovuto sostanzialmente a tre cause: la trasformazione di alcune assunzioni da tempo determinato a tempo indeterminato, e per le quali a preventivo non era stata prevista l’intera spesa; una assunzione a tempo determinato in sostituzione di una maternità; l’onere dovuto all’incentivo ai dirigenti previsto dal CCNL, la cui spesa, per politiche di bilancio, non veniva prevista a preventivo (problema superato con il Bilancio di previsione 2007).
Relativamente alle Spese generali, lo scostamento di € 140.465,66 è dovuto in primo luogo alle spese sostenute per le elezioni, pari a € 78.589,10; oneri compensati dall’utilizzo dell’apposito fondo. Segue poi la voce per il ribaltamento di parte delle spese di personale dal 1° al 2° Distretto (€ 50.375,00), le spese per consulenze (€ 43.591,55) dovute in massima parte a vecchie cause che ancora scaricano i loro costi sugli esercizi correnti, e infine a maggiori imposte (€ 22.848,91).
Sempre la Tabella 6 mostra il passaggio dalle Spese di gestione alle Spese di esercizio. Si ricorda che entrambe le categorie di bilancio si riferiscono a oneri annuali, ma mentre le Spese di gestione si riferiscono a fattori della produzione che esauriscono il loro contributo alla gestione nell’anno stesso, le Spese di esercizio arrivano a contenere anche spese che costituiscono la ricaduta annuale di decisioni assunte in tempi passati.
Invero, nel nostro caso l’aumento del saldo tra preventivo e consuntivo è dovuto unicamente alla spesa per il Nuovo progetto di bonifica, vale a dire un onere per l’elaborazione del documento più importante che impegnerà il nostro Ente per i prossimi anni.
Un’ultima informazione è la conferma a Consuntivo di tutti gli accantonamenti, per € 542.917,00. Riteniamo doveroso sottolineare l’importanza di avere confermato – a Consuntivo – gli accantonamenti ai fondi.
Come diciamo sempre, per quanta strada abbiamo percorso verso una struttura finanziaria più robusta, ancora molta ce ne resta davanti. Oltre alla necessità di alimentare il capitale circolante cui abbiamo fatto riferimento sopra, si tratta di avere presenti alcuni sotto-equilibri che indicano con maggiore precisione la sintomatologia del bilancio.
Per spiegare questo concetto ci è utile la Tabella 7 che mostra un sostanziale equilibrio tra le Entrate della gestione caratteristica e le Spese di esercizio, che presentano un saldo negativo pari a € 124.701,72. Riteniamo che questo saldo sia indice di elevata solidità economico/finanziaria del nostro bilancio, in quanto denota che siamo in grado di sostenere le nostre spese annuali (annuali in senso ampio, come accennato sopra) finanziandole con entrate ad elevato tasso di realizzabilità e di costanza.
La considerazione è rafforzata dal fatto che all’interno dell’aggregato Spese di esercizio vi sono oneri di natura davvero straordinaria, come la spesa sostenuta per avviare il Nuovo progetto di bonifica (€ 54.044,60) e interventi straordinari sulla rete di scolo per € 206.356,99.
Quel saldo in equilibrio ci consente di destinare tutte le entrate che esulano dalla nostra gestione caratteristica (le così dette Entrate extra caratteristiche, vale a dire gli introiti che non solo non hanno a che vedere con la nostra attività istituzionale, ma nemmeno con i compiti ad essa connessi) ad alimentare il sistema dei fondi.
Può essere utile vedere l’evoluzione nel medio termine avuta dai sotto_equilibri di cui stiamo parlando (Tabella 8).
Nel loro mutuo interagire, le Tabelle 7 e 8 ci offrono molti spunti di riflessione. In primo luogo una certa stabilità dei saldi. È questo un andamento importante, in quanto con la costanza del piccolo passo anno dopo anno stiamo accantonando risorse fondamentali per la struttura finanziaria di lungo termine (fondi) e di breve (capitale circolante).
Di fatto, la voce Accantonamenti e il Saldo 4 vanno sommati e posti a confronto, perché rappresentano le risorse effettive prodotte nell’esercizio. Si può notare una certa costanza nei 6 anni: € 455.173,98 nel 2002 contro € 498.677,98 nel 2006.
Anche il confronto tra il Saldo 2 e il Saldo 3 fornisce una informazione importante, in quanto il primo ci dice quante risorse aggiuntive ha assorbito la gestione caratteristica, mentre il secondo evidenzia quanto di quel saldo è dovuto a risorse reali, tanto da poterle accantonare. Per questo nel 2004 il Saldo 2 è stato molto positivo, ma gli Accantonamenti relativamente modesti, mentre nel 2006 il Saldo 2 è negativo (sia pure di entità inferiore al 2002) ma abbiamo potuto accantonare tutto: il massimo nei 6 anni.
Simili riflessioni offrono gli spunti per una visione prospettica del bilancio, che potranno essere utili in sede di elaborazione del Bilancio di previsione 2008. In particolare 4 indirizzi:
Come si può rilevare dal bilancio analitico, la Gestione comune chiude con una significativa variazione nel complesso dei conti. Le Uscite effettive risultano infatti a Consuntivo pari a € 2.618.232,62 contro una previsione di € 2.394.139,00: una differenza di € 224.093,62, il 9,36%.
Invero, oltre il 35% (€ 78.589,10) di detta variazione è dovuta agli oneri sostenuti per l’elezione dei nuovi Organi amministrativi; spese che hanno transitato per il bilancio corrente, ma sono state coperte dallo specifico fondo accantonato ogni anno.
Pertanto, la variazione sostanziale è di € 145.504,52, pari al 6,08%. Pur ridotta, rimane comunque una differenza significativa, per come siamo abituati noi.
Il risultato è che, nel totale, viene ribaltato sui due Distretti un maggior onere di € 145.922,13 rispetto a quanto era stato preventivato (€ 2.263.043,13 a Consuntivo contro € 2.117.121,00 preventivato), uno scostamento quindi del 6,89%.
Relativamente invece alle Spese generali, si può vedere che esse mostrano uno scostamento in aumento di € 128.179,92. Sempre dal bilancio analitico si può notare che di quella differenza € 78.589,10 sono la versione Uscite delle elezioni. La restante differenza, pari a € 49.590,82, è dovuta per € 24.792,33 agli organi istituzionali, per € 14.456,50 a Spese impreviste, le quali sono in realtà un accertamento di TARSU arretrata relativa a più anni, e per € 9.687,89 a maggiori contributi associativi.
Come già accennato sopra, il risultato di sintesi è che a Consuntivo la Gestione comune incide sui due Distretti per un importo di € 2.250.132,13. Com’è noto, in base all’art. 52 dello Statuto il trasferimento di tale importo ai Distretti avviene:
Da ciò deriva che il Distretto di Pianura si carica di una maggiore quota rispetto a quanto preventivato di € 126.577,99, mentre la Montagna si carica di un maggior onere pari a € 19.344,14.
La successiva Tabella 9 inserisce i dati sin qui riportati in una tendenza di medio periodo del Saldo netto da trasferire ai Distretti, ovvero della effettiva gravosità della Gestione comune sulla Pianura e sulla Montagna.
Il prospetto fornisce due informazioni importanti. Da un lato l’onerosità complessiva della Gestione comune sui due Distretti è aumentata in 5 anni di € 289.365,12, pari al 14,76%. L’inflazione nello stesso periodo è stata del 11,30%; il risultato può quindi considerarsi accettabile, ma ci proponiamo di fare meglio per il futuro.
La seconda informazione che fornisce la Tab. 9 è che in termini percentuali la ripartizione dell’onere della Gestione comune tra i 2 Distretti è rimasta pressoché invariata.
1° Distretto
Come già indicato in Premessa, la bonifica idraulica ha chiuso il 2006 con un avanzo di € 50.077,96.
La nota caratterizzante la gestione della bonifica idraulica nel 2006 è stata l’assenza di eventi meteorici gravosi che ci ha consentito di dedicare uomini, mezzi e risorse finanziarie a recuperare un po’ di terreno sul fronte della manutenzione straordinaria del sistema.
La Tabella 10 riepiloga le cifre più significative del capitolo di bilancio dedicato alla Manutenzione ed esercizio delle Opere di Bonifica Idraulica.
I principali interventi hanno riguardato:
La Tabella 11 inserisce i numeri illustrati sopra in un orizzonte di medio termine, al fine di cogliere come si è evoluta la struttura delle spese relative alla bonifica idraulica, proiettandola su di un arco temporale 2002/2006.
Emerge chiaramente come sia profondamente mutata – in presenza di una entità complessiva variata in misura modesta - la composizione delle spese per la bonifica idraulica.
Mentre l’energia è un fattore contingente, profondamente condizionato dalle condizioni meteoriche, le altre voci riflettono delle precise e consolidate scelte gestionali. Si può dunque vedere come da un lato si sia esaurito il programma di intervento sugli impianti idrovori, soprattutto connesso con la messa a norma degli impianti, e sia invece decollato lo sforzo per migliorare l’efficienza del sistema scolante.
La somma delle tre voci che definiscono il lavoro sulla rete è passata da € 447.055,58 nel 2002 a € 421.686,65 nel 2004, a € 621.565,12 nel 2006.
I diserbi in appalto sono giunti ad una soglia notevolmente inferiore rispetto a sei anni prima, come risultato di un lavoro lungo e strutturale che ha visto nell’introduzione dei turni sulle macchine operatrici il momento essenziale.
Il secondo importante aspetto che ha caratterizzato il 2006 è stato l’avvio del Nuovo progetto di bonifica, che ha inciso finanziariamente per un importo pari a € 54.044,60. Nato come adempimento posto dall’art. 21, comma 1, del Piano Stralcio per l’Assetto Idrogeologico dell’Autorità di Bacino del Reno approvato dalla Giunta regionale dell’Emilia-Romagna con atto n. 567 del 7 aprile 2003, il progetto è divenuto l’occasione per una riflessione ampia e approfondita sulla adeguatezza idraulica del nostro sistema scolante di fronte a un territorio che è profondamente cambiato in 100 anni.
La norma richiamata dispone che i Consorzi di Bonifica provvedano a valutare l’insieme dei rischi idraulici connessi con la propria rete di smaltimento delle acque meteoriche in riferimento a eventi di pioggia con tempi di ritorno di 30 e 100 anni e definiscano linee di intervento per la riduzione dei rischi individuati che tengano conto degli effetti degli interventi strutturali e manutentivi previsti dai rispetti programmi di intervento.
Il lavoro del 2006 è consistito nell’acquisizione del programma informatico per la modellistica che ci consentirà di simulare le dinamiche idrauliche inserendo i dati relativi alle piogge e alle urbanizzazioni. Il modello è stato testato su 3 scoli consorziali di dimensioni significative. Nel 2007 proseguiremo nella messa a punto del modello e nella verifica delle sezioni idrauliche dei nostri canali.
Di fatto, il lavoro dovrà dipanarsi su due livelli: uno micro, avente come focus singoli e specifici sotto-bacini idraulici, che consentirà di valutare l’adeguatezza della rete come risposta capillare; uno macro, di sistema, che guarda all’insieme della bonifica, che porta a valutare il progetto originario che sta alle fondamenta della Renana.
Gestione delle risorse idriche
La sintesi è stata – come già si è detto in Premessa – un disavanzo di € 114.934,92. Per 5 anni – dal 2001 al 2005 – siamo riusciti a conseguire il pareggio. Le cause sono note: energia elettrica e CER. Per la seconda semplicemente che Canale Emiliano Romagnolo si scaricano gli stessi nostri costi di energia aggravati da una problematica di manutenzioni e di altre questioni gestionali.
La Tabella 12 dà una prima idea della dimensione dei conti. Diciamo subito che è solo parziale, che come vedremo tra breve la situazione ha dimensioni più ampie, ma il prospetto è utile per inquadrare la questione.
Un’ulteriore informazione utile per ponderare i termini della situazione è l’incidenza relativa delle due voci di costo già richiamate sopra. A tal fine si propone la Tabella 13 che segue, nella quale gli oneri per energia e CER sono rapportati alla contribuenza irrigua.
Si nota l’ovvio picco del 2003, l’anno della siccità storica. Ma si nota anche che da quel momento non si è più ritornati ai valori precedenti, e dal 2004 – quando si era ritornati al 62,98% - vi è stato un trend crescente, sino al 69,65% dell’esercizio che stiamo commentando.
Occorre anche tenere presente che per una pura coincidenza il 2003 è stato proprio l’anno in cui sono entrati in funzione i due impianti pluvirrigui in pressione di Medicina e Correcchio.
Sul Bilancio della Irrigazione è giunta a pesare in misura consistente una miscela composta dalla crescita dei consumi energetici unita alla crescita dei prezzi dell’energia.
Come si può vedere dal primo dei grafici che seguono, i consumi per l’irrigazione sono passati da circa 1 milione di kWh nel 1992 a 3,6 milioni di kWh nel 2006, con un picco di quasi 4 milioni di kWh nel 2003.
Il secondo grafico mostra la quantità di energia per metro cubo di acqua distribuita. Si può notare che questa grandezza è passata da 0,036 kWh per metro cubo a 0,050 kWh per metro cubo. Sembra poco, ma si tratta di un aumento del 39%.
Il terzo e ultimo grafico mostra invece l’evoluzione del costo unitario dell’energia. Esso è passato da 14,1 centesimi al kWh nel 2001 a 19,3 centesimi a inizio 2007; un aumento del 36,9%.
Con questi numeri si può comprendere come un bilancio che beneficia di una contribuenza che evolve tra 1,5 e il 2% l’anno mostri a un certo punto delle difficoltà. Siamo riusciti in questi anni a smorzare l’aumento dei costi esogeni con economie interne, ma si arriva a un punto in cui il conto viene presentato.
E ciò per due precise ragioni. In primo luogo in questi anni abbiamo proceduto due volte alla rifasatura degli impianti elettrici, per evitare dispersioni di energia e per ridurre al minimo l’energia reattiva, che ha un costo significativo.
Secondariamente, l’adesione al Consorzio Energia Ambiente – l’operatore con il quale procediamo all’acquisto sul mercato libero – ci consente di spuntare prezzi davvero competitivi. Al punto che i diversi operatori alternativi che hanno provato ad avanzarci delle proposte, hanno dovuto rinunciare.
Chiarite le cause che stanno all’origine delle difficoltà di bilancio della irrigazione, occorre puntualizzare che il risultato dell’esercizio 2006 è assai più severo di quanto emerga. Infatti, anche il CER – come noi – ha avuto un andamento dei conti diverso da quanto preventivato. Solo il fatto che il Canale approva il proprio conto consuntivo successivamente al nostro non ha consentito di registrare l’effettivo importo della bolletta che ci sarà recapitata relativamente al 2006, e che è ben superiore a quella di € 477.481,21 da noi considerata ai fini della redazione del Conto consuntivo.
Tenendo conto dei dati ufficiali pervenutici (ma non ancora approvati) il vero conto del CER per il 2006 è di € 815.833,83; cifra che porta il disavanzo effettivo dell’irrigazione maturato al 31 dicembre 2006 a € 366.940,02.
Che fare? In primo luogo reputiamo positivo che la Renana sia in grado – nel suo complesso – di finanziare quel debito rilevante.
Di fatto, già a partire da quest’anno abbiamo di fronte a noi due impegni da assolvere contemporaneamente: mantenere in equilibrio i conti dell’esercizio e ripianare – sia pure gradualmente, in più esercizi – il debito contratto al 31 dicembre 2006. Questa impostazione presuppone naturalmente che il corrente esercizio e quelli a venire non ci riservino le brutte sorprese di quello appena trascorso.
Tra le prime iniziative che abbiamo adottato vi sono alcune manovre eseguite per il risparmio dell’acqua prelevata dal CER. Operando in termini diversi sulle 22 paratoie in sinistra idraulica, verso nord, riteniamo di poter ridurre l’acqua immessa nei canali a parità di ettari irrigati. In altre parole, la nostra intenzione è di aumentare l’efficienza del sistema, senza creare disagi agli imprenditori agricoli. Da nostri calcoli, spostando il 30% dei consumi di energia di irrigazione fuori dall’orario 10.00 – 16.00, si ottiene un risparmio di circa 25.000,00 euro all’anno.
La posta in gioco è troppo importante. Insisteremo a più riprese per sensibilizzare tutti alla necessità del risparmio sia dell’acqua sia dell’energia. Oltre che da obblighi di legge, oltre che da imperativi morali/ecologici, quel risparmio è dettato anche da esigenze di bilancio.
Un secondo piano di interventi si colloca a livello di misure finanziarie. Proporremo nelle sedi opportune di destinare al ripiano del debito che si è venuto a formare il risparmio dell’I.V.A. per circa 30.000,00 euro all’anno dovuto alla riduzione dell’aliquota dal 20 al 10 per cento, nonché gli introiti delle spese generali derivanti dalla esecuzione dei due completamenti degli impianti in pressione di Medicina e Correcchio, per i quali il Ministero ha finalmente sbloccato i finanziamenti pari complessivamente a € 12.700.000,00.
Inoltre, studieremo in sede di proposta di Bilancio di previsione 2008 se e in che termini è possibile redistribuire le spese comuni fra le tre funzioni istituzionali, al fine di portare sollievo finanziario alla irrigazione.
Il terzo livello di azioni per riportare in equilibrio i conti è costituito dall’impiego dell’acqua di bonifica anche per usi extra agricoli. Già il Bilancio del corrente anno include € 52.000,00 di contributi irrigui provenienti da una grande azienda alimentare, cui si aggiungeranno – se si concluderà una operazione in corso - € 26.000,00 all’anno provenienti dal Comune di Bologna, che utilizzerà l’acqua di superficie in sostituzione di quella potabile per l’irrigazione di due centri sportivi (il Dozza e il Biavati).
Inoltre, a partire sempre dal 2008 inizieremo a introitare i contributi provenienti dalla rete realizzata a Budrio, dove con l’impianto Olmo consentiremo l’irrigazione delle aree verdi dei nostri consorziati extra agricoli pubblici e privati di una nuova lottizzazione di vaste dimensioni.
Vogliamo sottolineare che in tutti questi casi la contribuenza richiesta è stata determinata applicando il principio del costo evitato, vale a dire ricercando un risparmio per il contribuente rispetto a quanto il medesimo avrebbe speso impiegando altre fonti di approvvigionamento.
Così facendo, l’attivazione del rapporto con la Renana ha rappresentato un risparmio per il contribuente, e per noi un maggior impiego dei nostri impianti.
Ma la soluzione strutturale sul piano della cessione di acqua di bonifica agli extra agricoli è rappresentata dalla possibilità di attivare una fornitura di soccorso al Servizio Idrico Integrato, o soluzioni analoghe. Così facendo, si otterranno contemporaneamente due risultati importantissimi. Da un lato una più efficiente allocazione di risorse idriche, impiantistiche ed economiche a livello di sistema bolognese. Dall’altro l’introito di risorse preziose e significative per il nostro Ente.
Azioni per il risparmio di acqua ed energia, manovre di carattere finanziario e cessione di acqua agli extra agricoli sono i tre livelli sui quali intendiamo lavorare per riportare in equilibrio i conti dell’irrigazione.
Ma non possiamo farci illusioni. Fra le manovre che dobbiamo attivare vi è anche quella dell’aumento della contribuenza irrigua ben al di sopra del tasso di inflazione programmata: il limite entro il quale siamo riusciti a stare in questi anni. È una misura economica che proporremo in sede di Bilancio di previsione 2008.
2° DistrettoIl Distretto di Montagna ha chiuso l’esercizio 2006 con un avanzo finanziario di € 20.617,94. Si può notare dal bilancio analitico che tale cifra corrisponde in larga massima – come già in passato - al maggior gettito della contribuenza. L’andamento dei conti ha corrisposto molto da vicino a quanto era stato preventivato, e questo ha conservato l’eccedenza costituita dai maggiori introiti dati dalla differenza tra quanto era stato previsto di contribuenza e quanto è risultato a ruolo.
L’aspetto caratterizzante della Montagna è la ripresa di un’attività fattiva e concreta sul territorio a beneficio degli agricoltori, di tutti i consorziati, dei Comuni, di altri enti pubblici, territoriali e no.
Eloquente è su questo piano l’andamento degli interventi di bonifica montana. La Tabella 14 espone l’evoluzione del capitolo in questi primi anni di funzionamento.
Eloquente, dicevamo, l’andamento dei nostri fondi destinati alla manutenzione del territorio, ma non l’unico indirizzo di attività cui ci atteniamo. Volendo sintetizzare i dati, la Tabella 15, relativa la periodo 2000/2006, risulta di per sé esaustiva.
Non è inutile ricordare che qualunque ragionamento sul bilancio sarebbe puro esercizio retorico se scaricassimo i nostri costi sui contribuenti. Ma il Consiglio sa bene che non è così. La politica di bilancio architrave di qualunque nostro ragionamento è il contenimento della contribuenza entro il tasso di inflazione programmata.
Impegno che in questi anni siamo riusciti a mantenere. A volte con molta fatica, ma ce l’abbiamo sempre fatta; finora. Per noi è una soddisfazione non da poco, in quanto il rispetto di questo impegno ha rappresentato il suggello, l’essenza dell’intero nostro lavoro. La Tabella 16 espone il percorso compiuto sinora nel contenimento dell’onere per i consorziati.
Al di là di ogni considerazione e giudizio sul lavoro svolto, e al di là degli esami che dall’esterno continuamente ci vengono fatti, riteniamo che sia per i nostri Amministratori un bel biglietto da visita poter sostenere che il peso tributario della Renana sulla società bolognese è andato riducendosi – e significativamente – in termini reali.
Si poteva fare di più? Si poteva fare meglio? È una domanda che ci poniamo costantemente. E la risposta è che sì, sicuramente si poteva fare meglio, ma il traguardo raggiunto ci pare di tutto rispetto.
Conclusioni
Il Conto consuntivo 2006 ci consegna un bilancio nel complesso buono, ma con un punto debole nella irrigazione. Si tratta, con riferimento alla bonifica idraulica e alla bonifica montana, di un bilancio solido per la capacità di finanziare servizi apprezzabili producendo al contempo risorse che stratificandosi nel tempo irrobustiscono la struttura finanziaria.
Per la bonifica idraulica individuiamo per il prossimo futuro i seguenti obiettivi:
Per la bonifica montana l’obiettivo è sempre uno: ampliare la capacità di presenza e di intervento sul territorio, al fine di proseguire lungo un cammino di recupero di credibilità verso i cittadini. A tale obiettivo ne vogliamo affiancare un altro: la concreta progettazione di invasi per la conservazione della risorsa idrica. Precisamente, puntiamo ad avere entro il corrente anno redatto un progetto preliminare per l’ampliamento dei due invasi esistenti (e comunicanti) Rio Rosso e Pozzo Rosso e di avere elaborato un primo studio di fattibilità per la realizzazione di un invaso lungo il torrente Zena.
Su quali siano le sfide che ci attendono in merito alla Irrigazione ci siamo già soffermati a lungo nello specifico capitolo, e qui non faremmo altro che ripetere concetti già scritti.
Solo il futuro ci dirà che cosa siamo capaci di fare. Riteniamo però che il lavoro di questi anni ci consenta di affrontare le questioni che abbiamo di fronte con la consapevolezza che le risorse non ci mancano.
Come diciamo sempre, la coerenza e la concretezza dei risultati di esercizio non è dovuta alla fortuna. Ha costituito piuttosto un punto di riferimento che ci ha sempre guidato; una volontà che abbiamo perseguito. L’elemento caratterizzante, distintivo della dimensione finanziaria della Renana è che ha costruito con il tempo una struttura di bilancio che armonizza in maniera costante il breve con il lungo termine.