• Manutenzione dei rii della fascia pedecollinare
  • La porzione di territorio che raccorda l’alta pianura alle pendici collinari, tra 50 e 350 m sul livello del mare, si definisce “fascia pedecollinare”. La via Emilia a Est e la strada Bazzanese ad Ovest fungono da limite inferiore per queste zone pedecollinari, ove, oltre ad un elevato impatto antropico si accompagnano importanti problematiche di carattere idrogeologico.

    I 20 bacini dei rii pedecollinari presenti nel comprensorio del Consorzio di Bonifica possiedono una superficie complessiva di 6.980 ettari, una lunghezza delle aste fluviali di circa 180 km ed interessano i comuni di: Monteveglio, Monte San Pietro, Sasso Marconi, Casalecchio di Reno, Bologna, San Lazzaro di Savena, Ozzano, Castel San Pietro Terme, Dozza Imolese ed Imola.

    La particolare conformazione geomorfologicadi questa fascia determina gravi e frequenti dissesti idrogeologici: frane, smottamenti e fenomeni erosivi anche di notevole intensità compromettono frequentemente la sicurezza del territorio. Negli ultimi decenni poi, la crescente cementificazione dovuta al settore secondario e terziario, unito al tombamento e restringimento delle sezioni dei corsi d’acqua sia naturali che artificiali in particolar modo in concomitanza con gli attraversamenti stradali, ha ridotto i tempi di corrivazione dei fenomeni di pienacausando difficoltà alla rete scolante di pianura ed allagamenti nei centri abitati che insistono nel fondovalle.

    Una corretta manutenzione delle aste fluviali permette inoltre di limitare l’innesco di fenomeni erosivi che pregiudicano la stabilità di versanti (dove si trovano spesso abitazioni e reti infrastrutturali) diminuendo anche il trasporto solido a valle. In questo modo si alleggerirebbe la pulizia del corso dei canali di scolo di pianura che, essendo spesso pensili, risentono moltissimo dell’innalzamento dell’alveo causato dal materiale solido di origine montana.

    Collina e pianura sono quindi strettamente correlate: ogni azione a monte si ripercuote immediatamente a valle, ed il fulcro di questa interazione è la fascia pedecollinare, che a causa della propria fragilità necessita di un’opera continua di gestione integrata.
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