
30
giugno 2008 – Approvato il NUOVO CENTRO OPERATIVO della Renana a MEDICINA: una
base logistica idonea alle esigenze della trasformazione territoriale
pedecollinare
La
realizzazione del nuovo Centro Operativo a Medicina costituisce uno dei punti
salienti del Programma di Riorganizzazione della Bonifica Renana,teso
all’alienazione di immobili strumentali obsoleti per destinare le risorse
finanziarie così reperite a migliorare la funzionalità dei centri operativi
distribuiti nel Distretto di Pianura, procedendo con interventi di manutenzione
straordinaria e di messa a norma per la sicurezza e l’igiene sul lavoro.
In tal senso
si è provveduto a sopprimere, tra gli altri, il presidio operativo di Minerbio
(concentrando il personale sul centro operativo di Bentivoglio) e a rinnovare
profondamente e ampiamente i centri operativi di Malalbergo e di Saiarino.
Il nuovo
centro operativo di Medicina è destinato a sostituire gli esistenti centri
operativi di via Saffi e della frazione di S. Antonio, dei quali è già stata
stabilita l’alienazione. Il Servizio Tecnico ha definito le seguenti condizioni
dimensionali, logistiche e volumetriche di massima necessarie per il futuro
centro operativo di Medicina:
Ø
area con una
superficie di almeno 1 ettaro;
Ø
1 fabbricato
costituito da 2 piani con una superficie di 200 metri quadrati ciascuno, con il
piano terra ad uso uffici e servizi logistici e al primo piano 2 appartamenti
con ingresso indipendente e parcheggi e garage separati;
Ø
1 capannone
per ricovero mezzi e scorte materiali con superficie di 800 m2;
Ø
1 magazzino
con piccola officina per riparazioni e manutenzioni di modesta entità.
L’area del
medicinese è quella più infrastrutturata, sulla quale insiste il maggior numero
di impianti irrigui, anche se non quelli di maggiori dimensioni. Ciò ha portato
alla conclusione che il nuovo centro operativo dovrà servire da base logistica
per gli addetti dell’Ufficio Impianti che si troveranno in zona; per base
logistica intendiamo sia un magazzino sufficientemente rifornito con i necessari
pezzi di ricambio, sia la possibilità di eseguire qui piccole lavorazioni di
officina che le attuali sedi di via Saffi e di S. Antonio non consentono.
La struttura del nuovo centro
operativo una volta realizzata ospiterà:
ü
n. 16 operai
operativi; n. 4 tecnici; n. 2 mezzi operativi; n. 2 mezzi di trasporto
industriale; n. 14 automobili;
ü
180 metri
quadrati di magazzino; 40 metri quadrati destinati a piccole lavorazioni
meccaniche.
Da questa
base inderogabile sono state sviluppate ulteriori riflessioni.
In primo
luogo si è tenuto presente che nelle emergenze idrauliche più recenti – ultima
delle quali nell’autunno del 2005 – l’area che ha mostrato le maggiori
sofferenze è stata la fascia centrale del nostro comprensorio, quella tra la
via Emilia e la S. Vitale, da un lato, e tra la S. Vitale e la Trasversale di
pianura dall’altro, avendo come meridiani
i riferimenti posti dall’area del Comune di Granarolo, del Comune di Budrio,
del Comune di Medicina, sino al territorio dell’imolese. Partendo da questa
constatazione, si è ritenuto che il nuovo centro operativo possa essere una
base logistica dalla quale affrontare con maggiore rapidità le situazioni
critiche che si presenteranno in futuro. Pertanto, il progetto che qui si
presenta prevede di collocare nel nuovo centro operativo l’insacchettatrice,
alcuni gruppi elettrogeni, alcune pompe di soccorso, altre attrezzature di
emergenza e naturalmente i mezzi operativi di intervento.
Nel senso
testé descritto, si ritiene che il nuovo centro operativo sia geograficamente
collocato in una posizione strategicamente più efficace rispetto al cantiere di
Saiarino, e che pertanto vada attrezzato di conseguenza. Un secondo ordine di
riflessioni ha riguardato la possibilità che il nuovo centro operativo possa
costituire una base logistica forte
anche per le attività operative nel Distretto di Montagna; ciò naturalmente con
riferimento ai lavori che quella struttura tecnica svolge nei territori di S.
Lazzaro di Savena, Ozzano dell’Emilia, Castel S. Pietro Terme e Dozza Imolese
(fascia pedecollinare). Volendo guardare al futuro, si è tenuto in
considerazione che la fascia territoriale immediatamente a sud della via Emilia
si sta sviluppando rapidamente in termini urbanistici, aumentandola.
