Giovedì 13 settembre
2007 – Notiziario della Bonifica Renana
1) STATO DELLE
PRECIPITAZIONI
In questi ultimi
giorni si sono avuti fenomeni temporaleschi nelle Romagne mentre a Bologna il
tempo si mantiene secco e soleggiato. Qualche annuvolamento nel fine settimana
e per sperare in qualche pioggia bisogna arrivare oltre il 20 settembre.
Continua il
problema della carenza d’acqua nei suoli, che non riescono a ricaricarsi,
nonostante l’irrigazione laddove può essere praticata.
Sempre utile quindi
cercare di ridurre l’inquinamento nell’acqua che esce dalle tubature delle
nostre case. Un ottimo modo può essere quello di utilizzare detersivi naturali
autoprodotti come quello a base di acqua distillata, scaglie di sapone di
Marsiglia e aceto bianco, ottimo per i lavaggi della biancheria sia a mano che
in lavatrice ed interamente biodegradabile in poche ore. La ricetta si trova,
insieme a molti altri consigli utili, nell’ECOMANUALE DI CASA, GUIDA PRATICA DI
ECOLOGIA DOMESTICA a cura di Ornella Navello, editore Cosmopolis, acquistabile
anche via internet.
2) Tartaruga gigante trovata
nei canali della Bonifica Renana
Cento anni d’età e
18 chili di peso, questi i dati anagrafici salienti di una incredibile
tartaruga esotica ritrovata da una squadra di operai della Bonifica Renana in
un nostro canale a Sant’Antonio di Medicina nei giorni scorsi. Si tratta di un
esemplare di chelydra serpentina,
così chiamata per la lunga coda punzonata cioè crestata, come i suoi
progenitori dinosauri ed i suoi cugini attuali iguana. Questa specie è
volgarmente chiamata “tartaruga azzanatrice” essendo carnivora e predatrice.
Può arrivare fino a 40 kg di peso ed è originaria del Golfo del Messico. Una
sua potenziale diffusione nel nostro ambiente sarebbe letale: provocherebbe una
strage della fauna ittica locale. Ma per fortuna si trattava di un esemplare
“single”, con ogni probabilità importato illegalmente per qualche collezionista
o appassionato e rapidamente abbandonato, magari dove averne verificato
voracità e denti. Passando e ripassando i 1380 chilometri di canali della rete
della Bonifica Renana i nostri tecnici ed operai agiscono come vedette
dell’ambiente, registrando ogni elemento estraneo e mantenendo sotto controllo
il delicato equilibrio degli habitat naturali delle zone umide. Da ricordare
quanto pericoloso sia provocare l’alterazione di questi habitat; l’introduzione
irresponsabile di nutrie e pesce siluri che, privi di predatori naturali,
stanno invadendo i territori e le acque della pianura sono solo una dei tanti
esempi delle gravi conseguenze che può
avere un’alterazione della flora e della fauna autoctona. Nelle valli della
Renana l’equilibrio ittico è garantito anche attraverso una pesca selettiva
mirata ed autorizzata.
3) PO:50 ANNI DOPO
SOLDATI RIPARTE il VIAGGIO sul GRANDE
FIUME
Cinquanta anni
esatti dopo il Viaggio lungo la valle del
Po compiuto da Mario Soldati per la Rai, Slow Food ripropone un viaggio per
monitorare lo stato di salute del grande fiume. Preparato da un anno di lavoro
e da ricerche cui hanno contribuito quattro universita', partira' il 26
settembre da Torino e durera' un mese. Obiettivo, ha spiegato l'ideatore Carlo
Petrini, fondatore di Slow Food, ''non la denuncia ne' lo scandalo, ma la
ricerca culturale e scientifica''.
Presentando in
piu' citta' l'iniziativa, cui contribuiscono tre ministeri, cinque regioni, 14
province e 82 comuni, i rappresentanti delle istituzioni hanno sottolineato
l'importanza della salvaguardia dell'ecosistema del maggiore fiume italiano. Il
vicepresidente del consiglio Francesco Rutelli, intervenuto da Milano, ha
affermato che ''il Po e' una delle piu' grandi ricchezze della storia d'Italia,
una ricchezza vivente che non dobbiamo sfruttare troppo perche' ne pagheremmo
tutti il prezzo''. Anche il ministro dell'Agricoltura Paolo De Castro, che ha
presentato l'iniziativa a Venezia, ha sottolineato che ''il Po soffre, e il suo
stato peggiora via via che si procede verso la foce''. Livia Turco, ministro
della Salute, si e' collegata con Torino per rimarcare ''il valore dell'iniziativa
per la salute''. ''Organizzare un viaggio di studio lungo tutto il corso del Po
per monitorarne le condizioni - ha osservato - e' anche un modo per
sensibilizzare tutti sull'importanza di quell'ecosistema per la vita umana''.
Sul tema si
sono espressi anche i presidenti delle Regioni interessate: Mercedes Bresso,
Roberto Formigoni, Vasco Errani, Giancarlo Galan, che si sono detti pronti a
fare ciascuno la propria parte per la salvaguardia del corso d'acqua. Bresso ha
ricordato come il Piemonte sia ''l'unica regione che protegge l'intero tratto
del Po che attraversa il suo territorio con quattro parchi''. La presidente del
Piemonte ha esortato i circa 150 studenti dell'Universita' di Scienze
Gastronomiche di Pollenzo (Cuneo), che materialmente compiranno il viaggio di
studio e incontreranno le popolazioni che vivono lungo le sponde del fiume, ad
aiutare le istituzioni nello spiegare ''che le opportunita' offerte dalla
valorizzazione naturalistica sono maggiori rispetto ai suoi costi''. In
occasione del viaggio e' stata realizzata una ricerca, i cui esiti saranno
comunicati nel corso delle 24 tappe previste, dal Monviso all'Adriatico.
L'iniziativa di Slow Food riguarda un bacino di 16 milioni di abitanti, area
nella quale si forma il 40% del pil italiano, che sostiene il 46% dei posti di
lavoro, il 55% della zootecnia e il 35% dell'agricoltura. Il tutto con un
impiego di energia elettrica stimato nel 48% dell'intero consumo nazionale.
Perche' e' ancora vero, come hanno ricordato gli organizzatori, che le civilta'
si sono sempre sviluppate intorno ai grandi fiumi.
4) CLIMA: ROMA 2007;
EMERGENZA ACQUA, E' SOS AGRICOLTURA
Per l'Italia
di questo secolo sara' sempre di piu' emergenza acqua e l'agricoltura sara' il
primo settore economico a farne le spese. I fiumi infatti anno dopo anno
rimangono a secco, mentre le temperature sono in aumento. E mentre al Nord la
siccita' sara' un fenomeno sempre piu' comune, nel Centro Sud continueranno a
diminuire le piogge. Di come affrontare questo punto di crisi si sta discutendo
nella Conferenza nazionale sui Cambiamenti climatici, promossa dal ministero
dell'Ambiente ieri e oggi, a Roma, al Palazzo della Fao.
''Secondo le
previsioni sul clima fino al 2080 - spiega Riccardo Valentini, docente di
ecologia forestale all' Universita' della Tuscia - lo scenario per l'Italia
presenta una riduzione in media del 20% delle precipitazioni rispetto alla
situazione attuale''. Inoltre a metterci lo zampino sara' l' aumento delle
temperature. ''Secondo gli scenari meno pessimistici - afferma Valentini - un
aumento tra i 2 e i 4 gradi avra' il risultato di incrementare l'evaporazione
dell'acqua e richiedere un maggiore fabbisogno idrico da parte delle colture
agricole''. E ''in Italia - sottolinea l'esperto - le risorse idriche non sono
infinite, anzi in alcune regioni, soprattutto del Sud, l' acqua per usi civili
e' razionata''. In particolare, spiega Valentini, ''in regioni come la
Sardegna, secondo alcuni scenari elaborati dal Centro euromediterraneo sui
cambiamenti climatici, le aree piu' idonee all'agricoltura, oggi potenzialmente
l'80% del territorio regionale, si ridurranno soltanto a un 30%, contraendo
soprattutto le colture vitivinicole e la produzione di cereali irrigui''. Poi
c'e' la Puglia: ''Qui alcune colture come gli agrumi - afferma l'esperto -
passano da un fabbisogno di circa 340 millimetri di acqua di oggi a 500 nel
2090, la vite da 320 a 480 millimetri, la barbabietola da 650 a 830 millimetri
di acqua''. Quindi per contrastare questo fenomeno bisogna ridefinire la mappa
delle colture e rendere piu' efficiente l'irrigazione e la rete idrica. Oggi e'
possibile infatti conoscere in modo scientifico quanto consumano le piante, ma
anche come distribuire l'acqua con tecnologie moderne. Di questo argomento si è
parlato anche alla Festa Nazionale dell’Unità di Bologna in un convegno
dedicato ai cambiamenti climatici e agricoltura. Sia il ministro De Castro che
il presidente nazionale delle Bonifiche, Massimo Gargano hanno ricordato il
ruolo fondamentale dell’utilizzo dell’acqua per il mondo vegetale, che a sua
volta contribuisce a mitigare le conseguenze dell’effetto serra. Un terreno
agricolo irrigato, coltivato e vitale presente una differenza di 4-5 gradi
centigradi, rispetto ad un’area urbana, a parità di temperatura.