Giovedì 18ottobre 2007 – Notiziario della Bonifica Renana

 

1) STATO DELLE PRECIPITAZIONI

Forse sarà possibile sperare in qualche pioggia nel prossimo fine settimana, in concomitanza con un abbassamento di temperature causato da un flusso di aria fredda che proviene dalla Siberia, attraversa i Balcani e porta con sè qualche nuvola.

 Intanto il bilancio idrico dei suoli è sempre più deficitario: allo stato attuale, se consideriamo le piogge dal primo di gennaio 2007 il “bilancio idroclimatico” cioè la differenza tra le precipitazioni e l’evaporazione potenziale (cioè tra l’acqua che cade e che vaporizza in atmosfera) presenta un valore fortemente negativo  in tutta la regione, con valori più elevati pari a – 700 millimetri di acqua disponibile per i suoli tra le province di Modena Bologna e Ferrara.

 

 

2) L’ACQUA NEL RAPPORTO ANNUALE SULLA QUALITA’ AMBIENTALE DELLE CITTA’

È stato presentato lunedì scorso 15 ottobre il rapporto “Ecosistema urbano”, indagine realizzata da Legambiente con la collaborazione scientifica dell’Istituto di ricerche Ambiente Italia e il supporto editoriale de Il Sole 24 Ore. Lo studio impiega 26 indicatori tematici per descrivere lo stato complessivo delle nostre città: ognuna di esse ottiene un punteggio normalizzato variabile da 0 a 100 in base alla qualità complessiva degli indici descrittivi.

Gli indicatori sono raggruppabili in tre classi principali: gli indicatori di pressione, che restituiscono il carico sull’ambiente derivante dalle attività umane (per esempio consumi di acqua potabile, produzione di rifiuti, tasso di motorizzazione, ecc); quelli di stato, che misurano invece l’ambiente fisico (smog, inquinamento delle acque, ecc) e, da ultimo, quelli di risposta, che invece consentono di valutare la qualità delle politiche attuate dalle diverse amministrazioni pubbliche (percentuale di raccolta differenziata, presenza di isole pedonali e piste ciclabili, trasporto pubblico, diffusione delle energie rinnovabili e via dicendo).

Ci siamo concentrati sugli indicatori 2006 relativi al sistema delle acqua di cui vi diamo una breve sintesi, con riferimento specifico alla posizione di Bologna nella classifica nazionale.

Il primo parametro riguarda i consumi idrici giornalieri procapite di acqua potabile: il dato medio nazionale è pari a 191 litri a persona, ma il 33% dei comuni si colloca al di sopra di questa media. Bologna risulta al 18° posto con 149 litri al giorno pro – capite. Consumano di meno i cittadini di Agrigento (100litri pro-capite) mentre al livello di massimo spreco si colloca Salerno con 263 litri per persona al giorno.

 

Un altro importante indicatore si riferisce alla dispersione delle reti, con una variabilità impressionante: dal 5% di Mantova al 70% di Cosenza. Bologna non è tra le eccellenze e si posiziona ad un poco dignitoso 65° posto nella classifica nazionale con una dispersione di acqua potabile dovuta allo stato delle condotte pari a ben il 38%.

 

Una performance addirittura peggiore quella relativa alla qualità delle acqua potabili: la nostra città è addirittura 72esima, con un contenuto medio di nitrati pari al 12,3 milligrammi per litro, seguita però da Reggio Emilia, Parma, Modena e Piacenza che presentano un livello di inquinanti maggiore.

 

L’ultimo dato significativo riguarda la capacità comunale di depurazione, in cui fortunatamente il capoluogo felsineo ritrova un onorevole 18esimo posto, con il suo 99% delle acque reflue depurate: ben 19 città italiane depurano il 100% delle acque potabili utilizzate mentre in fondo alla classifica troviamo Palermo con il 31%, Catania con il 21% e Benevento con il 12%

 

3) LA REGIONE VARA IL BANDO PER LA SOSTITUZIONE DI IMPIANTI IRRIGUI VECCHI E MALFUNZIONANTI

1 milione 350 mila euro dalla Regione per le aziende agricole dell’Emilia-Romagna che sostituiranno gli impianti irrigui attualmente in uso, con altri di maggiore efficienza, in grado di consumare meno acqua.

Presentando nei giorni scorsi a Bologna l’intervento, l’assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni ha spiegato che esso “è parte di un impegno più generale della Regione, per il contenimento del consumo di acqua in agricoltura, coerentemente con le nuove condizioni climatiche, che solo nell’ultimo anno hanno comportato una riduzione della piovosità del 30%. Siamo di fronte a un fenomeno di non breve periodo che mette a rischio una delle agricolture più specializzate d’Europa”.

COSA PREVEDE IL PROGRAMMA DI RISPARMIO IDRICO

Il nuovo Programma punta – attraverso un bando – al cofinanziamento di impianti irrigui a maggiore efficienza. Sono previsti contributi nella misura del 30% della spesa ammessa, elevabile al 40% nei territori montani. Un ulteriore abbattimento del 10% sarà possibile grazie all’intervento dei Consorzi fidi di garanzia agricoli.

Le domande vanno presentate , a partire dal 23 ottobre, giorno di pubblicazione del Programma sul Bollettino Ufficiale della Regione, entro le ore 12,00 del 30 novembre 2007 agli Enti territoriali competenti per territorio (Province e Comunità Montane), utilizzando preferibilmente l’apposito programma informatico che sarà scaricabile anche in Internet.

Sono previste due fattispecie di intervento: il passaggio dall’irrigazione per scorrimento,che comporta un notevole consumo d’acqua, ad una irrigazione attraverso acqua canalizzata o intubata, in grado di garantire una distribuzione più puntuale; oppure la sostituzione di impianti ad aspersione di vecchia generazione con altri a goccia o a spruzzo oppure con impianti ad aspersione più efficienti dotati di centralina elettronica di controllo.

Tutte le informazioni saranno disponibili alla pagina Internet del sito regionale ermesagricoltura dedicata al "Programma per il risparmio idrico – Contributi sugli impianti di irrigazione” (www.ermesagricoltura.it), nonché sul numero monografico del Bollettino Ufficiale della Regione Emilia-Romagna del 23 ottobre prossimo, in cui sarà pubblicata anche la relativa modulistica.

GLI OBIETTIVI

Con questo Programma la Regione punta a finanziare 300 interventi di sostituzione. Ulteriori bandi sono previsti nel 2008 grazie alle risorse del nuovo Programma regionale di sviluppo rurale, che metterà a disposizione per questo particolare settore diversi milioni di euro. In questo modo nell’arco di alcuni anni potranno essere sostituiti tutti gli impianti di irrigazione di vecchia generazione. Inoltre – ha detto Rabboni – “Stiamo lavorando con i Consorzi di bonifica per introdurre in modo generalizzato una tariffa legata anche al consumo effettivo di acqua e non solo, come ora, commisurata alla superficie irrigata”.

Tra le iniziative già avviate “erogazioni guidate di acqua” da parte dei Consorzi (con turni irrigui, priorità per le colture più idroesigenti, ecc.); SMS rivolti agli agricoltori attraverso il sistema Irrinet per “avvisarli” su quando e come è più opportuno irrigare; 18 progetti finanziati in Emilia-Romagna attraverso le risorse del Piano irriguo nazionale per l’adeguamento della rete di prelievo e di distribuzione dell’acqua, con un investimento complessivo di 124 milioni di euro. Nel 2006 solo con il sistema Irrinet sono stati risparmiati 90 milioni di metri cubi di acqua.

 

 

4) QUALITA’ DELL’ACQUA, FATTORE INDISPENSABILE PER UNO SVILUPPO SOSTENIBILE

Sono circa 322 milioni i cinesi che bevono acqua contaminata. Di questi, cinquanta milioni usano abitualmente acqua che contiene alti livelli di fluoro, e quasi tre milioni bevono acqua che contiene alte percentuali di arsenico. Lo rivela Lu Ming, vice presidente della Commissione per gli Affari Rurali dell’Assemblea Nazionale del Popolo. Lu Ming rivela inoltre che per ogni ettaro di terreno vengono utilizzati piu' di 360 chilogrammi di fertilizzante, piu' del triplo di quello utilizzato negli Stati Uniti, e 1,6 volte la quantita' che viene utilizzata all'interno. Solo il 30% del fertilizzante impiegato e' effettivamente utile, contro una percentuale che raggiunge il 60% nei Paesi avanzati. ''Le aree rurali stanno affrontando un forte inquinamento delle acque dovuto alla scarsita' di consapevolezza del problema e a possibilita' ridotte di porvi rimedio''. Piu' di 280 milioni di liquami prodotti ogni anno non viene trattato e finisce nei fiumi direttamente o, semplicemente, si accumula. Oltre nove miliardi di tonnellate di liquami vengono rilasciate ogni anno; tre miliardi di tonnellate provengono dal settore del pollame. La proposta di Lu e' quella che l|amministrazione delle acque rurali venga affidata a un ministro che se ne occupi direttamente: ''Ci dovrebbe essere spiega Lu - un ministro che prenda in mano la situazione delle risorse acquatiche e abbia un ruolo da supervisore all'interno dell'Amministrazione Statale per la Protezione Ambientale''.