Giovedì 29 novembre 2007
– Notiziario della Bonifica Renana
1) STATO DELLE
PRECIPITAZIONI
Nella settimana scorsa
sono state fortissime le precipitazioni sul settore occidentale della regione
mentre per i prossimi giorni sono previste alcune piogge irregolari anche
nell’area bolognese. Complessivamente finora i millimetri di pioggia caduti
dall’inizio del 2007 sono superiori a quelli dell’anno precedente ma manca
all’appello un terzo della pioggia media annuale sul dato 1991-2005. Questa
scarsità riguarda soprattutto la parte centro-orientale della regione.
Temperature in calo, con
pericolo di gelata.
2) Ripresa la frana a Castel San Pietro Terme:un’occasione
per fare il punto sugli interventi della Renana contro il dissesto
idrogeologico
Si è concluso nei giorni
scorsi l’intervento di ripristino da parte del Consorzio della Bonifica Renana
di un tratto della strada comunale via Tanari a Castel San Pietro Terme in
località Varano, che era franato a fine 2006. E per verificarne i risultati martedi
mattina c’è stato un sopralluogo con il sindaco Vincenzo Zacchiroli, il vicepresidente
della Renana con delega alla montagna, Giorgio Vitali, e il responsabile
tecnico ing. Francesca Dallabetta.
Si tratta dell’intervento
più rilevante seguito nel 2007 tra i molteplici interventi che la Renana
effettua tutti gli anni in collina e montagna e la complessità dell’opera
motiva i 590 mila euro complessivi dell’investimento.
La collina di Castel San
Pietro Terme presenta caratteristiche croniche di fragilità idrogeologica:
bastano brevi episodi di piovosità intensa per accelerare l’erosione
superficiale dei calanchi e provocare franamenti diffusi delle argille. E’ ciò
che si è verificato nell’autunno 2006 lungo il tracciato di via Tanari, che
collega il capoluogo con la frazione di Montecalderaro: le piogge hanno portato
via il terreno sotto la gabbionata di sostegno e provocato il lento svuotamento
della base stradale per oltre 60 metri di strada. Si è proceduto immediatamente
con intervento d’urgenza per mettere in sicurezza via Tanari ed i cittadini che
la percorrono quotidianamente.
“E’ un grande lavoro –
hanno concordato il sindaco Zacchiroli -. Non saremmo riusciti ad intervenire
così velocemente senza il Consorzio della Bonifica Renana che progetta e
realizza direttamente gli interventi. Stiamo pensando di invitare qualche
classe per far vedere ai ragazzi la fragilità del territorio e l’appropriatezza
delle risposte che vengono date, e come le strutture operative sono capaci di
intervenire in modo poderoso”.
“Castel San Pietro Terme
è uno dei comuni con cui abbiamo realizzato il maggior numero di interventi:
ben 14 dal 2000 al 2006 per 1.600.000 euro di investimenti da parte di Regione,
Comune e Consorzio – ha sottolineato il vicepresidente Giorgio Vitali -. C’è
una sinergia estremamente positiva. Nonostante la legge regionale non lo
preveda, dal 2002 è stata fatta la scelta di investire in montagna: in 6 anni
abbiamo realizzato oltre 100 interventi nel nostro comprensorio che comprende
metà dell’Appennino bolognese con 7 milioni di investimenti fino al 2007 e 13
cantieri attualmente aperti”.
Il Consorzio della
Bonifica Renana ha progettato e realizzato l’intervento sotto la guida
dell’ing. Francesca Dallabetta, responsabile della difesa del suolo e della
bonifica montana che così descrive l’imponente ’opera di ripristino: “In sei
mesi di lavoro ininterrotto si è riusciti a fermare il franamento, demolendo la
gabbionata sotto la strada (che era ceduta) e realizzando al suo posto una
scogliera in massi, alta ben 9 metri e lunga 36. Inoltre, per stabilizzare il
dissesto che interessava l’intera pendice dal piede del crinale (850 metri tra
base e sommità), si sono create ben 5 briglie di terra battuta dai 20 ai 50
metri lineari. Molto difficili sono state soprattutto le condizioni operative
di lavoro: con gli escavatori pesanti si è dovuta creare ex novo tra i calanchi
una pista di accesso al versante franato, lunga dieci km, per congiungere il
cantiere di sommità e con il piede della frana”.
Nel cuore del nuovo
sostegno, al ciglio della strada franata, sono stati collocati ben 134
micropali, fissati ad una profondità di 18 metri, connessi in sommità da una
trave di cemento armato per tutti i 60 metri di tratto stradale interessato.
2) CLIMA: ONU, OGGI QUASI 1 MLD PERSONE A
RISCHIO DISASTRI
Sono quasi un miliardo le
persone che già oggi che rischiano eventi catastrofici causati dall' emergenza
clima, dopo il ciclone che nelle settimane scorse ha devastato il Bangladesh. Ma sono in totale 344 milioni le persone
esposte a cicloni tropicali, 521 milioni a inondazioni, 130 milioni a siccita',
2,3 milioni a frane. Questa la fotografia scattata dal Rapporto sullo sviluppo
umano 2007-2008 delle Nazioni Unite
L'approccio attuale
all'emergenza clima sarà cruciale per il 40% più povero tra gli abitanti del
pianeta. E' nei Paesi poveri infatti che si concentrano le catastrofi
climatiche. Tra il 2000 e il 2004, circa 262 milioni di persone all'anno sono
state colpite da un disastro, di cui oltre il 98% nei Paesi in via di sviluppo.
Per dare un'idea delle proporzioni, nei Paesi sviluppati le catastrofi
climatiche hanno colpito un abitante su 1.500, mentre nei Paesi in via di
sviluppo il dato e' di 1 su 19.
Sul fronte della salute,
e' ancora nei Paesi in via di sviluppo che si avvertiranno gli impatti più
gravi dei mutamenti climatici, a causa dell'estrema poverta' e della limitata
capacità di risposta dei sistemi sanitari pubblici.
Secondo il Rapporto, la
diffusione delle principali malattie mortali potrebbe aumentare. Come nel caso
della malaria, che gia' causa circa un milione di decessi all'anno. Nell'Africa
sub-sahariana, circa quattro persone su cinque vivono in zone malariche. C'e'
poi una possibile diffusione della febbre di dengue, di cui gia' adesso si
riscontrano casi ad altitudini piu' elevate di quanto non succedesse in
passato, soprattutto in America Latina e in alcune aree dell'Asia orientale.
In Indonesia l'aumento
delle temperature ha provocato la mutazione del virus, con conseguente
incremento delle vittime nella stagione delle piogge.
Gli ecosistemi intanto si
stanno gia' trasformando. Meta' dei sistemi di barriere coralline e' soggetto
al fenomeno dello sbiancamento e i ghiacci si stanno sciogliendo, specie nella
regione artica. Con un aumento delle temperature cosi' veloce piante e animali
sono in pericolo: se il Pianeta dovesse scaldarsi di 3 gradi, il 20-30% delle
specie terrestri sarebbe a rischio estinzione
3) Chi
gestisce l’acqua impara a domare il fuoco
Le operazioni di
sicurezza che le squadre del consorzio sono chiamate a gestire sono in genere
legate all’emergenza. Ma a volte occorre saper domare il fuoco, nelle piccole
come nelle grandi occasioni di
incendio.
Per questo la
preparazione alla gestione della sicurezza necessità di competenze specifiche
che il Consorzio della Renana ha voluto far acquisire ai propri collaboratori.
Il 1° corso antincendio è
stato organizzato dalla Cooperativa CADIAI che ha messo a nostra disposizione
il docente e l' attrezzatura per svolgere le prove pratiche.
La prima tranche del
corso si è svolta nella sede distaccata presso gli impianti di Saiarino lunedì
12 novembre scorso impegnando l’intera giornata. Vi hanno partecipato 25 nostri
dipendenti, tra tecnici e operai provenienti da ogni sede distaccata del
Comprensorio; il secondo corso sempre di 25 persone ha avuto luogo lunedì 19
novembre 2007 avente le stesse finalità e modalità del primo.
Il corso proposto e
gestito per conto della Bonifica Renana dal responsabile interno della sicurezza, Paolo Piccioni, è
strutturato nel seguente modo: una prima fase teorica di 5 (ore al termine
della quale si è risposto ad un test per verificare il grado di apprendimento
dei corsisti) ed una fase pratica di spegnimento fuochi ed uso attrezzature
antincendio di 3 ore svolte nel piazzale di Saiarino.
Al termine del tutto è
stato rilasciato ai partecipanti un attestato di partecipazione che abiliterà i
presenti alla formazione delle varie squadre di lotta agli incendi o anche
detti di primo intervento.