Giovedì 6 dicembre 2007
– Notiziario della Bonifica Renana
1) STATO DELLE
PRECIPITAZIONI
Dal
punto di vista meteorologico siamo ormai entrati nell'inverno, che sara' molto
diverso da quello dello scorso anno e decisamente meno ''caldo'' e anche un po'
meno siccitoso al Nord. Il 2006, infatti, e' passato alla storia come il piu'
mite degli ultimi 50 anni e fra i meno piovosi, con un deficit idrico del 35%.
Secondo uno studio realizzato dal meteorologo, Andrea Giuliacci del centro
Epson Meteo, la presenza del fenomeno ''La Nina'', ovvero un anomalo
raffreddamento della superficie marina del Pacifico Tropicale, causerà una
periodica inversione della direzione di provenienza dei venti stratosferici ai
Tropici.
Per
la prossima stagione invernale si prevede quindi l'alternanza di periodi miti,
con temperature sensibilmente al di sopra delle medie stagionali, e altri molto
freddi, con il gelo che interessera' in particolare il Nord e il versante
adriatico della Penisola. Il passaggio da un periodo mite ad uno gelido
avverra' talvolta in modo brusco e repentino
e il vero rischio, soprattutto per i vegetali saranno le gelate.
La
pioggia interessera' soprattutto le regioni del versante adriatico e il Sud
mentre, come spesso e' accaduto negli ultimi anni, ci saranno meno precipitazioni
del normale al Nordovest. La neve cadra' in piu' occasioni, anche abbondante,
sul versante adriatico dell'Appennino Centrale.
Sara' un inverno piuttosto nevoso anche al Sud, mentre cadra' poca neve sulle
Alpi: anche se più del 2006. Venti intensi e gelidi, provenienti da nord
(Tramontana) o nordest (Bora o Grecale) spazzeranno il Centro-sud; meno
probabili le giornate di vento forte al Nord e, soprattutto, periodi
caratterizzati da intensi venti ''sciroccali''. Prepariamoci quindi a vestirci
a strati, per essere preparati agli sbalzi di temperatura.
2) L’ambiente nell’Europa allargata: l’acqua nel IV
rapporto comunitario
Più
di 100 milioni di persone nella regione paneuropea non hanno accesso ad acqua
potabile pulita e a condizioni igienico-sanitarie adeguate. Nei paesi dell’Unione,
dei Balcani e dell’Europa orientale la qualità dei servizi idrici e
igienico-sanitari è andata deteriorandosi negli ultimi 15 anni, perlopiù a
carico della popolazione rurale. Un terzo infatti della popolazione pan-europea
vive in paesi dove le risorse idriche sono sottoposte a pressioni notevoli.
Un’elevata percentuale di perdite nelle condutture della rete idrica, una
gestione poco efficace e la scarsa manutenzione dei sistemi di irrigazione, sono
solo alcune delle cause di questo deterioramento della situazione idrica che il
rapporto europeo dell’autunno 2007 fotografa.
3) L’ambiente nell’Europa allargata: l’acqua nel IV
rapporto comunitario
Bologna
- Aumentare il prelievo dalle acque superficiali, in particolare quelle del
fiume Bidente e del Canale Emiliano-Romagnolo, per contenere l’utilizzo dei
pozzi, tutelando così le falde acquifere, e per preservare l’acqua della diga
di Ridracoli, che deve rimanere una riserva strategica per la gestione idrica
romagnola.
E’
questa l’indicazione che è emersa nei giorni scorsi dalla riunione del Comitato
istituzionale per l’emergenza siccità presieduto dall’assessore regionale alla
difesa del suolo e protezione civile Marioluigi Bruschini.
“Anche
se siamo usciti dalla fase più critica dell’emergenza tuttavia deve permanere
il livello di attenzione – ha detto l’assessore, che ha ribadito la richiesta
avanzata al Governo di prolungamento dello stato di emergenza per i primi
cinque mesi del 2008 - “Purtroppo le previsioni pessimistiche circa la
piovosità del mese di novembre sono state confermate. Secondo i dati forniti da
Romagna Acque la diga Ridracoli ha attualmente un volume invasato di 9 milioni
168 mila metri cubi.
Le
precipitazioni in diga – da cui dipende l’acqua potabile di gran parte della
costa romagnola -da novembre 2006 a ottobre 2007 sono state inferiori del 19%
alla media del periodo, e l’apporto idrico nello stesso periodo è stato del 43%
in meno rispetto alla media.
La
riunione è stata l’occasione per fare il punto sullo stato di attuazione degli
interventi urgenti per fronteggiare l’emergenza idrica previsti nei Piani di
Protezione Civile.
Sono
già stati attivati due potabilizzatori mobili per l’utilizzo a scopo
idropotabile delle acque del Canale emiliano romagnolo, ognuno dei quali ha una
portata di 40 litri al secondo. A questi si aggiungerà nei prossimi giorni
l’impianto di sollevamento di acqua dal fiume Bidente che sarà convogliata
direttamente nel potabilizzatore di Ridracoli.
Ma
i piani degli interventi urgenti di Protezione Civile riguardano anche le
province appenniniche dell’area occidentale della Regione, dove sono stati
realizzati interventi riguardanti l’installazione di serbatoi e
potabilizzatori.
I serbatoi sono stati già installati in alcuni
comuni parmensi ed entro dicembre ne saranno predisposti due anche nel
Bolognese (Monte San Pietro e Loiano). In fase di installazione altri 2
potabilizzatori in provincia di Reggio Emilia, mentre il servizio di autobotti
rimane ora limitato a pochissimi comuni appenninici nel modenese
e nel reggiano
4) BANGLADESH, parte una bonifica idraulica integrale. Stanziati 117
MLN DOLLARI PER PREVENIRE DISASTRI
I
delta dei fiumi del Bangladesh sono in prima linea sul fronte dei cambiamenti
climatici e per mettere in sicurezza le zone in pericolo occorrono 117 milioni di
dollari. Questo secondo i calcoli dell’Onu. Mentre è in corso il vertice
internazionale sul clima di Bali, in questa area asiatica 2,5 milioni di
persone vivono l'incubo di un'inondazione nelle cosiddette ''char'', le aree
piu' minacciate, isole e terre poco al di sopra del livello del mare nei delta
dei fiumi Gange e Brahmaputra.
La
vita degli abitanti delle char e' strettamente legata all’andamento dei fiumi,
dove il territorio stesso viene continuamente eroso e ridefinito dall' acqua,
come accadeva nell’antica Padusa padana, prima delle bonifiche.
La
capacita' di adattamento in tutto il Paese e' fortemente condizionata
dall'estrema poverta' (il 23% della popolazione e' la media del Bangladesh), ma
nelle char la poverta' diventa estrema, arrivando all'80% della popolazione.
Gli
eventi piu' gravi, come le inondazioni del 1998, del 2004 e quella di
quest'anno, distruggono la produzione agricola e le case su vasta scala.
Attualmente
si sta sperimentando un progetto pilota mirato a rendere case e terreni ''a
prova di inondazione'' contro le alluvioni con ricorrenza probabile ventennale
(al momento, gran parte delle case e' vulnerabile a eventi con ricorrenza
probabile di due anni). L'obiettivo e' quello di erigere terrapieni per
ospitare abitazioni per quattro famiglie ciascuna, piantando alberi ed erba a
proteggere il suolo dall'erosione. Si forniscono inoltre pompe manuali e
semplici latrine per garantire l'accesso all'acqua pulita e ai servizi igienico-sanitari.
Finora il programma ha dato una nuova abitazione a circa 56.000 abitanti delle
isole char. Se si estendesse l'iniziativa a tutti, circa 2,5 milioni di
persone, il costo del progetto sarebbe di circa 117 milioni di dollari, per un
totale di 125.000 terrapieni. La stima e' che con ogni dollaro speso si possano
tutelare 2-3 dollari di beni e prodotti che altrimenti andrebbero distrutti
durante le inondazioni.
3) Il notiziario di radio budrio integralmente sul sito della
Renana
vi
segnaliamo che nel sito del consorzio (www.bonificarenana.it)
potete trovare nella pagina delle news i testi del notiziario del giovedì letti
a radio budrio.
Inoltre
è presente sul sito lo SPORTELLO ON LINE
della Renana che consente la visione in diretta della proprio situazione
contributiva con i dati della proprio cartella ed un semplice clik.