Giovedì 14 febbraio 2008 – Notiziario della Bonifica Renana

 

1) STATO DELLE PRECIPITAZIONI

Ci attende un’altra settimana con cielo sereno e una certa escursione termica tra notte e giorno. Non sono previste piogge. Dall’inizio dell’anno le precipitazioni sono da considerarsi nella norma, ma la preoccupazione rimane: siamo di fronte ad una tendenza decennale di riduzione delle risorse idriche''. secondo Giampiero Maracchi, direttore dell'Istituto di Biometeorologia del Cnr di Firenze,''le piogge si sono ridotte di circa il 50% fra settembre e dicembre 2007 e in generale negli ultimi anni si registra una riduzione della meta' delle precipitazioni fra autunno e inverno''. Mentre pero' ''nel 2007 il fenomeno ha interessato sia il Nord che il Sud, nel 2006 e' stato piu' rilevante al Nord''. Questo mese di febbraio ''rientra nella norma - afferma l'esperto - ma l'augurio e' che continui a piovere almeno fino ad aprile, quando l'evaporazione diventera' alta e a beneficiare delle precipitazioni saranno solo gli strati superficiali del terreno, quindi le colture e gli invasi, ma non i fiumi e le falde freatiche'.

 

2) RISPARMIO IDRICO, NEL 2007 L’AGRICOLTURA  BOLOGNESE HA FATTO LA SUA PARTE

Mentre siamo alle prese con un altro inverno fuori media nelle temperature, anche se con qualche piovasco in più di quello scorso, nelle aziende agricole cominciano le prime preoccupazione per la prossima annata colturale.

Ecco una buona occasione per fare il bilancio idrico per un settore – quello agricolo della pianura bolognese – in cui la possibilità irrigua fa la differenza tra un’azienda e l’altra.

Secondo il Consorzio della Bonifica Renana (il cui comprensorio assorbe quasi integralmente i terreni coltivabili di Bologna tra la via Emilia e il Reno) nel 2007 sono stati distribuiti oltre 50 milioni di metri cubi d’acqua destinati all’irrigazione, con un picco distributivo concentrato tra maggio e luglio, quando le colture sono al massimo delle loro esigenze. Sono quasi 2.000 le imprese agricole che lo scorso anno hanno irrigato utilizzando l’acqua che la Bonifica Renana eroga nel comprensorio di pianura, ad oltre 15 mila ettari coltivati e destinati in gran parte a colture ortofrutticole e foraggere di qualità.

Senza l’acqua che la Renana distribuisce ogni anno, canali e scoline resterebbero a secco, con danni economici incalcolabili per le aziende e danni rilevanti all’ambiente causati da un progressivo inaridimento dei suoli.

Ma occorre sottolineare un altro aspetto: in un anno particolarmente siccitoso come quello scorso le istituzioni hanno chiesto a tutti gli operatori di fare uno sforzo particolare nella direzione del risparmio idrico. Secondo Paolo Pini, responsabile del servizio agrario del Consorzio Bonifica Renana: “Renana e mondo agricolo insieme hanno fatto la loro parte. In un anno caldo e con un forte anticipo di maturazione per tutte le colture, si è risparmiato oltre un 18% nell’uso della risorsa idrica. Ciò è stato possibile grazie ad una chiusura parziale delle paratoie di connessione con il Canale Emiliano Romagnolo e quindi ad una riduzione dei volumi disponibili che però non ha inciso sulle esigenze colturali ed aziendali.” Un ottimo risultato, quindi, che vede la Renana e le sue aziende tra i componenti virtuosi dell’Alleanza per l’Acqua, partita lo scorso anno a livello provinciale per far fronte all’emergenza di un 2007 particolarmente critico.

3) Un continente di plastica sta galleggiando nell’oceano pacifico

In mezzo all’oceano sta vagando come un immenso drago marino, un’isola di plastiche galleggianti ormai con la mostruosa dimensione del doppio del nord america. E continua a crescere, giorno dopo giorno. È il continente galleggiante formato da oltre 100 milioni di tonnellate di rifiuti di plastica (bottiglie e sacchetti in maggioranza) che giungono all’oceano pacifico dalle coste del nord america e dell’estremo oriente. La rilevò per primo un velista – Charles Moore- dieci anni fa e da allora, grazie al satellite, è stata identificata e costantemente monitorata.

Del resto, la plastica – lo sappiamo – impiega millenni a biodegradarsi e, quindi,tutta quella che viene gettata nei corsi d’acqua finisce in mare. Secondo un rapporto dell’Onu del 2006 ogni miglio quadrato di oceano contiene almeno 46 plastica galleggiante e sono centinaia di migliaia gli esemplari marini (mammiferi, pesci ed uccelli) che muoiono a causa dell’ingestione di detriti plastici.

4) Governi cinese e australiano decidono la riduzione dell'utilizzo delle buste di plastica.

Nelle scorse settimane è stata la Cina a dare l'annuncio del programma che partirà da inizio giugno e che prevederà anche il divieto di produrre sacchetti ultra sottili, per ridurre l'inquinamento e risparmiare risorse naturali.
Seguita a ruota dall'Australia. Il ministro dell'Ambiente ha dichiarato che la decisione è importante, perché le buste di plastica stanno danneggiando l'intero territorio australiano. "Quattro miliardi di sacchetti – ha spiegato il ministro– invadono il territorio australiano.  Parte di essi arriva nelle discariche, ma il grosso finisce per inquinare l'ambiente, persino le spiagge prese d'assalto durante il periodo estivo".

Molti altri Paesi stanno pensando di adottare le stesse misure per la lotta all'inquinamento. Ieri il Comune di New York ha approvato un regolamento per imporre ai grandi negozi di munirsi di contenitori per la raccolta differenziata dei sacchetti di plastica. In altre città americane, invece, le buste sono già state bandite nelle drogherie. In Irlanda dal 2002 è obbligatorio il pagamento delle buste da parte dei consumatori. L'Unione europea non ha ancora messo a punto un programma comunitario per la lotta all'inquinamento da buste di plastica, ma i singoli Paesi stanno prendendo iniziative. In Francia e Germania, per esempio, dal 2010 dovrebbe essere vietata la commercializzazione dei sacchetti. In Italia, invece, la finanziaria dello scorso anno prevede la possibilità di sostituire le buste di plastica con altre di materiali biodegradabili di origine nazionale sempre a partire dal 2010.

5) La lavatrice ecologica che usa le noci

PARIGI - Una lavatrice che lava senza detersivi chimici e usando solo del normale sapone. Un sogno ecologico che potrebbe tradursi in realtà entro pochi anni, ovvero non appena verrà messa in commercio la E-wash, vincitrice della quinta edizione dell’Electrolux Design Lab 07, che come ogni anno premiava la miglior invenzione eco-compatibile ed eco-sostenibile per la casa svedese. Creata dall’ungherese Levente Szabo, questa nuova lavatrice «verde» ha una capacità di carico uguale a quelle tradizionali e pari giri di centrifuga, malgrado sia più piccola e compatta, ma anziché le classiche polveri inquinanti che si trovano al supermercato utilizza le «noci lavanti» dell’albero Sapindus mukorossi, il cui potere detergente è noto da millenni in India e Nepal. La loro azione è semplice: il guscio contiene, infatti, una sostanza chiamata saponina che, a contatto con l’acqua, si scioglie e sviluppa un elevato potere detergente, disinfettante e antibatterico. La saponina è contenuta anche nei detersivi industriali, dove però viene mischiata con sostanze chimiche, nocive tanto per l’uomo quanto per l’ambiente. In questo caso, invece, viene usata pura e le noci di sapone vengono inserite in un sacchetto di stoffa posizionato direttamente nel cestello della lavatrice.

Le noci di Sapindus mukorossi (da Flora-toskana.de)

NOCI DI SAPONE - Per la verità, le »lavanoci» sono in vendita da tempo anche in Italia e sul web sono numerosi i siti che ne reclamizzano le eccezionali virtù lavanti (un chilo costa circa 20 euro), ma la vera novità sta nel fatto che la E-wash le aggiunge al lavaggio al momento giusto e che ogni pezzo di sapone viene lavato via prima che il ciclo abbia fine.  Come lui stesso ha raccontato, l’inventore della lavatrice verde stava pensando a un modo per tagliare i costi di confezionamento, produzione e trasporto delle tradizionali polveri, quando è stato folgorato dall’idea delle lavanoci. «Un chilo di queste noci di sapone basta per un anno», ha spiegato «e poi sono assolutamente innocue e, quindi, ideali per chi è affetto da allergie o problemi alla pelle». Non solo. Le lavanoci eliminano anche l’uso dell’ammorbidente, perché garantiscono panni morbidi e profumati, con un risparmio del 50% rispetto ai tradizionali sistemi di lavaggio usati finora. In attesa che la E-wash arrivi sul mercato, si possono sperimentare le lavanoci con le solite lavatrici: chi lo ha fatto, ne dice meraviglie. Provare per credere.

 

6)  Appuntamenti

Appuntamento sabato 16 febbraio a Ravenna con un workshop dedicato agli strumenti di gestione e conservazione del Parco del Delta del Po: verranno presentati il Master Plan e le Linee Guida per uno sviluppo sostenibile dell´area umida protetta.
Interverranno tra gli altri, sindaci dell´area interessata dal Parco, Alessandro Bratti, direttore Generale ARPA Emilia-Romagna e Massimo Medri, presidente Parco Delta del Po Emilia-Romagna.

Le conclusioni dei lavoro saranno affidate all´assessore regionale all´Ambiente Lino Zanichelli.

Ricordiamo che le valli e le casse di espansione della Bonifica Renana di Campotto e Vallesanta, vicino ad Argenta, sono una stazione importante del parco del delta del po’ e la più vicina alla città di Bologna.
Per informazioni scrivere a parcodeltapo@parcodeltapo.it oppure telefonare allo 0533.314003.

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