Giovedì 5 luglio 2007 – notiziario della
Bonifica Renana
1) STATO DELLE
PRECIPITAZIONI
I valori di temperatura
massima sono fortunatamente scesi e nei giorni scorsi siamo rientrati nelle
medie storiche stagionali. Anche la disponibilità idrica nei terreni è
rientrata nelle normalità, ma occorre in ogni caso fare attenzione per
salvaguardare l’acqua disponibile.
Tra i suggerimenti in
materia di risparmio idrico vi segnaliamo una possibilità per chi debba
sistemare un giardino o un cortile domestico: quando si deve scegliere il
tappeto erboso, invece di scegliere varietà di moda (pensiamo al tipico prato
all’inglese) possiamo orientarci su un miscuglio di sementi che derivi dai
prati stabili tradizionali delle nostre zone. Infatti le varietà utilizzate in
campagna e soprattutto nelle nostre colline, per la semina dei prati sono molto
meno esigenti in materia di irrigazione e riescono a superare brillantemente
anche le estati siccitose, dando al nostro giardino senz’altro un aspetto più
naturale e meno artificioso. Per trovare queste sementi possiamo rivolgerci
anche ai consorzi agrari, dove si trovano si trovano i mezzi tecnici per
l’agricoltura.
2) Kit risparmio idrico:
una iniziativa interessante dell’Emilia-Romagna
Riduttori di flusso e
lampadine a basso consumo energetico per tutti i dipendenti regionali: è il
“kit risparmioso”, composto da 3 lampade e 4 riduttori di flusso, che
l’Assessorato regionale all’ambiente e sviluppo sostenibile, in collaborazione
con il Circolo dei Dipendenti della Regione Emilia-Romagna distribuirà
gratuitamente in questi giorni ai circa 3 mila collaboratori regionali. Per
dare una mano all’ambiente, usando in modo più razionale le risorse naturali.
“Risparmiare acqua ed
energia è possibile e molto più semplice di quello che si crede – ha commentato
l’assessore regionale all’ambiente Lino zanichelli – e le “bollette “ più
leggere di acqua ed energia elettrica lo confermeranno. Non è solo un omaggio
quello che la Regione fa ai propri dipendenti, ma un piccolo ulteriore investimento
sul risparmio volto a dimostrare che la difesa dell’ambiente passa anche dai
comportamenti più attenti e virtuosi di ognuno di noi”.
La Regione
Emilia-Romagna sostiene da anni iniziative sul fronte del risparmio idrico. In
particolare alcuni progetti pilota come quelli di Bagnacavallo (RA), Castel San
Pietro Terme (BO) e Ozzano Emilia (BO), sviluppati nell’ambito della campagna
regionale “Acqua, risparmio vitale” hanno dimostrato che l’utilizzo di semplici
tecnologie domestiche, come appunto i riduttori di flusso o i frangigetto,
possono portare a una concreta diminuzione del consumo di acqua (almeno il 10%
di quella utilizzata quotidianamente a livello domestico) e a un’ altrettanto
importante diminuzione del consumo di energia, legata soprattutto all’acqua
calda.
3) Il Consorzio della
Bonifica Renana partecipa all’iniziativa “Alleanza per l’Acqua”
La scarsità delle piogge
invernali ed i cambiamenti climatici in atto sono alla base di un percorso che
la Provincia di Bologna ha avviato per attivare tutte le sinergie possibili tra
enti locali ed istituzioni che si occupano della gestione della risorsa idrica.
“Alleanza per l’acqua” è il nome dell’iniziativa che oltre alla Bonifica Renana
coinvolge gli assessorati all’agricoltura e all’ambiente della provincia, la
Regione Emilia Romagna ed i servizi tecnici del bacino del Reno, l’Ato e i
Comuni, oltre ai gestori della rete potabile (Hera, Conami e Sorgea) e della
rete elettrica (Enel). Gli obiettivi di questo tavolo comune sono molteplici e
vanno dal coordinamento per aumentare
l’offerta, alle iniziative partecipate per ridurre la domanda e per favorire
gli usi plurimi, oltre che il potenziamento delle attività di monitoraggio
sulla qualità e la definizione degli interventi sulle tariffe. L’alleanza per
l’acqua è stata promossa dall’assessorato all’ambiente della Provincia; i
lavori del tavolo sono partiti all’inizio di giugno e per il consorzio della
bonifica renana vi è delegato il presidente Giovanni Tamburini.
4) CLIMA: IN 20 ANNI
PERSO 20% ESTENSIONE GHIACCIAI ALPI
Secondo quanto riportato dall’ansa in
questi giorni, i ghiacciai alpini hanno perso negli ultimi 20 anni il 20% della
loro estensione ed il fenomeno della deglaciazione e' destinato a peggiorare
con l'avanzare dei mutamenti climatici. Di piu', gli 800 ghiacciai italiani si
sciolgono, il caldo cresce sulle Alpi a un ritmo doppio rispetto alle pianure e
alle coste europee. Dati e considerazioni emergono da uno studio presentato
questa mattina a Saint Vincent (Aost), in apertura del seminario sul tema
'Cambiamenti climatici e ambienti nivo - glaciali: scenari e prospettive di
adattamento''. L'appuntamento rappresenta laquarta tappa di avvicinamento alla
Conferenza Nazionale sui Cambiamenti Climatici, voluta dal ministero
dell'Ambiente e in programma a Roma il
12 e 13 settembre prossimo.
L'aumento delle temperature provocato dai
cambiamenti climatici globali sara' piu' veloce sulle Alpi che sul resto del
Paese. ''Gia' oggi - e' stato riferito nel corso del seminario - procede a un
ritmo doppio, con un tasso di crescita delle temperatura media compreso tra 1,5
e 2 gradi nell'ultimo secolo mentre nel resto d'Europa si e' attestato a meno
di un grado (0,95 gradi)''. Studi condotti sul versante francese delle Alpi,
mediamente meno esposto alla radiazione solare e alle ondate di caldo, hanno
stimato che un aumento della temperatura di 1,8 gradi determina una riduzione
della durata del manto nevoso del 20% (30-40 giorni) a 1500 metri di quota. La
regola del 20% vale anche a livello generale per la riduzione dei giorni di
gelo, dei periodi cioe' in cui la temperatura va sotto zero: fra il 1961 e
2004, sono diminuiti appunto di circa il 20%.
4) Scoperto il gene che
fa resistere le piante alla siccità
E' stato scoperto nella piantina veterana
dei laboratori di biotecnologie, l'Arabidopsis thaliana, e si chiama AtMYB60: è
il gene che, se mutato, è capace di ridurre fortemente il disseccamento della
pianta in condizioni di siccità. La scoperta si deve al gruppo italiano del
dipartimento di Scienze Biomolecolari e Biotecnologie dell'università di
Milano. La ricerca apre nuove possibilità per incrementare la sopravvivenza e
la produttività delle piante coltivate in condizioni di carenza idrica.
Siccità ed elevate temperature limitano fortemente le potenzialità produttive
delle piante coltivate. A fronte dei crescenti fabbisogni agricoli, la
disponibilità mondiale di acqua per l'irrigazione è fortemente diminuita negli
ultimi decenni. Nell'agricoltura moderna, osservano i ricercatori, risulta
quindi importante disporre di nuove varietà con un consumo d'acqua più
sostenibile e con un'aumentata tolleranza alla disidratazione. Una delle prime
risposte della pianta all'insorgere di una carenza idrica è rappresentata dalla
rapida chiusura degli stomi, cioè dei pori presenti sulla superficie delle
foglie, attraverso i quali penetra l'anidride carbonica necessaria alla
fotosintesi e dai quali avviene la perdita d'acqua per traspirazione.
L'apertura e chiusura degli stomi è determinata da cambiamenti di volume di due
cellule altamente specializzate.
I ricercatori hanno dimostrato che il gene gioca un ruolo fondamentale nel
regolare i movimenti degli stomi. Piante mutanti, prive dell'attività di questo
gene, presentano stomi parzialmente chiusi anche in assenza di stress idrico.
Questo determina, in condizioni di siccità, una drastica riduzione del tasso di
traspirazione e, di conseguenza, una maggior resistenza al disseccamento. è
interessante notare, concludono i ricercatori, come le forme mutate del gene
non presentino, in condizioni standard di crescita, nessuna anomalia
morfologica e di sviluppo rispetto alle piante non geneticamente modificate.