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Capacità
d'invaso e la dipendenza della rete scolante dalle quote idrometriche del fiume
Reno
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I
sistemi di bonifica a scolo intermittente sono condizionati, oltre che dalla
propria capacità d'invaso, anche dal funzionamento delle chiaviche emissarie,
le cui porte "vinciane" vengono chiuse per effetto dell'andamento
idrometrico del ricevente.
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Non
basta pertanto dimensionare i collettori scolanti
perché siano in grado di smaltire le portate massime prestabilite, ma occorre
anche dotare il sistema di apposite casse di espansione atte ad invasare
temporaneamente il volume d'acqua non scaricabile durante la piena.
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La
capacità
d'invaso della rete di bonifica non può essere calcolata come volume
geometrico dei canali, supposti vuoti, sia per il fatto che, specie nei
collettori terminali, sono sempre presenti le colatizie o, nella stagione
primaverile, ed estiva, gli invasi ad uso plurimo (irriguo e non), sia perché
il moto delle acque non è sincrono, cioè al colmo della piena la rete non è
tutta invasata alla sua massima capacità.
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Numerose
reti di bonifica in Italia sono state
realizzate con gli scarichi condizionati dal corso d'acqua ricevente.
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Tale
soluzione
tecnica, adottata anche nel caso della Bonifica Renana, rispondeva
all'esigenza di non dover innalzare arginature alla stessa quota degli argini
del fiume ricevente e, in caso di scolo meccanico, anche di evitare
l'installazione di macchine idrovore di elevata prevalenza.
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La
scelta tecnica era
allora facilitata dal ridotto costo dei terreni vallivi e dalla tecnologia delle
pompe, che, per quei tempi, rendeva proibitiva la costruzione di macchine che
avessero contemporaneamente grande portata e alta prevalenza.
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Al
superamento del
livello idrometrico del canale emissario, la piena del fiume ricevente provoca
una corrente inversa che fa immediatamente chiudere le porte vinciane di
scarico.In tale modo alle acque interne del comprensorio di bonifica viene precluso
lo scarico anche per più giorni.
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Il
dimensionamento delle casse di espansione
terminali è funzione della durata di chiusura delle chiaviche, che, nei regimi
torrentizi è di norma molto breve, mentre i regimi fluviali impongono tempi più
lunghi.
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Se
poi, come è avvenuto per il Reno, si realizzano opere idrauliche che
riducono la pendenza motrice dell'acqua, l'onda di piena si appiattisce e i
tempi di chiusura aumentano, come avvenuto dopo l'entrata in funzione della
traversa di Volta Scirocco ed anche, in misura più limitata, dopo la
costruzione dello scaricatore del Reno a S. Agostino.
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In
occasione di uno studio
effettuato dal Consorzio(1981) si è calcolata la durata media della chiusura
delle porte vinciane delle chiaviche di scarico nel Reno e nel Sillaro, in
occasione delle massime piene annuali, ottenendo per un ventennio di
osservazioni i seguenti risultati:
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Beccara
Nuova 74,6
ore 3,1
giorni
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Bastia
65,4 ore
2,72 giorni
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Lorgana
90
ore 3,75
giorni'
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L'analisi
statistica degli eventi estremi di chiusura dei portoni fornisce i seguenti dati
di frequenza:
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ore/tempi
di ritorno 15
20 50
100
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Chiavica
Beccara
48 72
100 120
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Chiavica
Bastia
48 72
120 168
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Chiavica
Lorgana 72
96 140 168