• Capitoli 4 e 5
  • Indice:
  • 4 PIANO DI CLASSIFICA DEGLI IMMOBILI PER ILRIPARTO DELLA CONTRIBUENZA CONSORTILE
  • 4.1 LE CARATTERISTICHE OPERATIVE DEL CONSORZIO
  • 4.1.1 DESCRIZIONE DELLE ATTIVITA' DEL CONSORZIO

    Il Consorzio, con la propria attività, provvede alla manutenzione dei canali di bonifica, delle idrovore e dei manufatti di regolazione, oltre che delle reti irrigue e delle stazioni di pompaggio. La manutenzione delle idrovore e degli impianti di pompaggio irriguo comporta l'esigenza di disporre di un adeguato apparato organizzativo costituito da mezzi e personale specializzato, in grado di effettuare il pronto intervento in caso di guasto elettromeccanico. La manutenzione ordinaria dei canali di bonifica è costituita dallo sfalcio e decespugliamento delle sponde e delle arginature e dallo spurgo e dalla ripresa di frane all'interno degli alvei, mentre l'intervento di manutenzione straordinaria, sovente eseguita con contributo pubblico, consiste nel risezionamento dell'intera sezione idraulica dei cavi consortili. Il rinnovamento dell'apparato organizzativo del Consorzio e l'affermarsi di una sempre maggiore coscienza ambientale hanno contribuito, fin dagli anni 70, ad eliminare la pratica del diserbo chimico e ad estendere l'uso dei mezzi meccanici per la manutenzione dell'intera rete. Il diserbo annuale viene effettuato sulla rete idraulica per una superficie spondale annua di circa 850 ha su complessivi 1959 ha; nei canali ad uso promiscuo vengono effettuati due interventi di sfalcio all'anno. Con la manutenzione dei canali si riduce la scabrezza delle sponde, si proteggono gli argini da fontanazzi, provocati anche dall'azione dei roditori, e si garantisce il contenimento delle piene negli alvei. L'attività di diserbo favorisce infine lo scorrere dell'acqua durante la stagione irrigua eliminando ristagni maleodoranti (causate dalle immissioni fognarie) e contribuendo a ridurre i costi dei trattamenti biologici contro le zanzare. Nei grandi collettori, tenuto conto della grande disponibilità di volume d'invaso, gli interventi sono meno frequenti e ciò favorisce la crescita di alberature che costituiscono habitat di rifugio per gli animali e che abbelliscono il paesaggio circostante. L'attività di manutenzione è affidata prevalentemente a personale e mezzi del Consorzio, riducendo a casi particolari gli affidamenti in appalto, ciò per consentire il now how del personale e, soprattutto, per poter disporre in ogni momento di una organizzazione operativa del Consorzio da utilizzare per l'esercizio e la vigilanza delle opere di bonifica idraulica (specie durante il periodo autunnale e invernale) e per la distribuzione irrigua (nel periodo estivo). L'esercizio delle opere di bonifica idraulica è costituito prevalentemente dal funzionamento delle idrovore o degli impianti di pompaggio per uso irriguo (l'energia elettrica assorbita dalle pompe rappresenta una voce non trascurabile nel bilancio consortile), nonchè dalle manovre di regolazione idraulica, che, oltre ad essere destinate allo smaltimento delle acque di piena, nonchè all'invaso ed allo svaso per l'uso irriguo, sono volte a mantenere i livelli idrici costantemente entro i limiti del cosidetto "franco di bonifica", a garantire cioè che l'apparato radicale delle colture sia sufficientemente alimentato e non rimanga per troppo tempo soffocato dall'acqua. Tale intervento favorisce anche il corretto scarico delle reti fognarie che, al contrario, sarebbero sottoposte a deflusso in pressione o rigurgitato. Momento particolare dell'esercizio è il "servizio di piena", attività in cui, oltre alle normali manovre idrauliche, si impongono turni di guardiania alle arginature dei canali "alti" e delle casse, anche in collaborazione con l'Ufficio Regionale del Reno per le opere idrauliche di II° categoria e con la Protezione Civile. Il servizio di piena è assistito da un sistema di telemisure che consente agli operatori di valutare in tempo reale l'evolversi delle piene nella rete idraulica consortile e dare modo ai responsabili di prendere le opportune e tempestive decisioni in tema di manovre idrauliche. Un altro momento importante dell'esercizio delle opere è costituito dalla distribuzione delle risorse idriche derivate dai corsi d'acqua pubblici e addotte nel Comprensorio mediante infrastrutture irrigue e promiscue. Tali risorse, in gran parte invasate nei canali di bonifica o trasportate a mezzo di condotti irrigui, sono destinate all'uso agricolo e, in misura minore, all'uso extra-agricolo (zuccherifici, acquacoltura, caccia e pesca, lavaggio piazzali, antincendio e cicli produttivi di varia natura), nel rispetto di quanto previsto dalla L. 5 gennaio 1994, n. 36, sulle risorse idriche. Il Consorzio, per tale attività, è organizzato con personale e mezzi per la regolazione degli organi di manvora e degli impianti di sollevamento, nonchè per la verifica delle superfici irrigate o dei volumi consegnati agli utenti extra-agricoli. La vigilanza sulle opere si esplica in modo differente a seconda del tipo di opera idraulica e del contesto ambientale e si basa sulla verifica del rispetto del regolamento di Poliza Idraulica consortile[1] attualmente in vigore. Costituisce attività di vigilanza l'azione di polizia idraulica esercitata dal Consorzio anche attraverso il rilascio delle concessioni d'uso del suolo demaniale e delle pertinenze dei canali di bonifica, su richiesta di soggetti privati o pubblici. Tale attività assume particolare impegno organizzativo quando è volta al controllo degli scarichi fognari nei canali di bonifica (regolato, per quanto attiene agli scarichi pubblici, dalla L.R. n. 42 / 86). Il Consorzio, una volta verificati i progetti fognari allegati alle domande di concessione di scarico, verifica la riduzione del volume d'invaso che inevitabilmente si produce per effetto della impermeabilizzazione del suolo indotta dalle urbanizzazioni e propone al soggetto richiedente di farsi carico di effettuare gli interventi atti a conservare la sicurezza idraulica preesistente l'intervento di scarico fognario. L'attività di vigilanza sulle opere e sui territori di bonifica montana si esercita con la costante presenza del personale e dei mezzi consortili sul Comprensorio di Montagna, nel quale sono situate due sedi operative a Monghidoro e a Monterenzio. Tale attività consiste in pratica nella verifica diretta dello stato di manutenzione e di efficacia delle opere di difesa del suolo e di bonifica agraria e forestale e nella classificazione di tutti i dissesti in atto e potenziali, direttamente constatati o di cui si sia avuta notizia a mezzo di segnalazioni di privati consorziati o Enti locali, nonchè nell'individuazione delle soluzioni e nella formulazione di proposte, fino alla redazione di progetti preliminari da sottoporre al giudizio dell'Autorità Regionale per l'eventuale finanziamento a totale o parziale carico pubblico. La pianificazione degli interventi di bonifica si basa sulla conoscenza approfondita del territorio consorziale e delle sue esigenze in termini di sicurezza idrogeologica e di valorizzazione e tutela delle proprie risorse. La conoscenza del territorio è oggi indispensabile per l'ente pubblico e non può, come in passato, costituire patrimonio esclusivo di pochi operatori. Strumento indispensabile per la conoscenza, e quindi per la pianificazione degli interventi è il Sistema Informativo Territoriale che, interfacciato e collegato con gli altri sistemi territoriali locali, consente la gestione di dati geografici in forma numerica, mediante quattro funzioni principali : acquisizione dati, analisi, gestione dati, presentazione dei risultati in forma numerica o cartografica. L'uso di tecniche di pianificazione basate su sistemi informativi geografici, è utile sul piano operativo, consente un processo di analisi più approfondito e puntuale di tutte le tematiche della bonifica e dell'irrigazione, che richiedono nuovi interventi sul territorio, e assicura inoltre una minore soggettività nelle scelte decisionali e nella formulazione delle priorità d'intervento da indicare nel programma poliennale delle opere di bonifica e irrigazione di cui all'art. 6 della L.R. 2 agosto 1984, n. 42, che costituisce parte integrante del piano di bacino idrografico. Per la gestione di strumenti informatici utilizzati nelle applicazioni tecniche e amministrative dell'ente, ed in particolare per l'assistenza all'attività di studio, pianificazione e progettazione, è stato costituito un apposito Centro Elaborazione Dati consorziale, ed è stata data notevole diffusione agli apparati hardware e software, allo scopo di rendere sempre più efficace la capacità propositiva, progettuale ed esecutiva degli uffici consortili. Fra i compiti del C.E.D., vi è la tenuta e l'aggiornamento degli archivi dati relativi ai valori di pioggia e di deflusso registrati dalla rete di monitoraggio idrologico del Consorzio, essendo tali informazioni patrimonio indispensabile per la conoscenza dei fenomeni idraulici che interessano il Comprensorio e, indirettamente, strumento di vigilanza delle opere di bonifica. L'assistenza ai consorziati, con particolare riguardo a quelli agricoli, si attua con il coinvolgimento diretto delle singole aziende agricole, nella fase di pianificazione e progettazione degli interventi di bonifica e irrigazione da realizzare, istituendo, se necessario, appositi comitati locali o commissioni con il compito di trattare problemi specifici quali la determinazione delle priorità d'intervento, le modalità di scolo o di consegna dell'acqua irrigua, i criteri di riparto delle spese per opere private obbligatorie. In fase esecutiva, il rapporto coi consorziati attiene di norma ai problemi di occupazione di cantiere, di servitù od esproprio, per i quali è costituito, all'interno dell'organizzazione consorziale, un apposito ufficio espropriazioni che cura fra l'altro anche le stime dei danni di occupazione temporanea degli immobili interessati alle nuove costruzioni. Nella fase successiva alla costruzione, cioè in corso di esercizio e manutenzione, l'attività di assistenza si esplica nell'individuare le modalità di gestione delle opere che risultino più convenienti per i consorziati, nel concordare con essi la data d'inizio e fine della campagna irrigua, ovvero delle manovre di regolazione idraulica necessarie all'irrigazione e nell'indicare i criteri di utilizzo ottimale delle risorse, anche allo scopo di favorire lo sviluppo del programma di assistenza tecnica all'irrigazione attuato, anche con l'uso di sistemi telematici, dal Consorzio con fondi pubblici. Gran parte di queste attività è svolta dal Servizio Agrario consortile, cui è demandato inoltre il compito di gestione dell'azienda agricola consorziale di Campotto. Un discorso specifico merita l'attività di progettazione e costruzione delle opere di bonifica e irrigazione. Senza escludere la possibilità di affidare a competenze esterne la redazione dei progetti, il Consorzio, nella convinzione di non poter delegare ad altri il compito di conservare e approfondire le conoscenze tecniche e tecnologiche della bonifica e dell'irrigazione, si è organizzato con un ufficio progettazione articolato in due settori operanti rispettivamente nel distretto di pianura ed in quello di montagna, affidando per competenza la responsabilità di questi uffici ad ingegneri. Per quanto attiene ai temi progettuali dell'irrigazione, del drenaggio, della forestazione e della rinaturalizzazione dell'ambiente, gli uffici possono contare sulle competenze degli agronomi consorziali cui è demandata inoltre l'attività di assistenza alle aziende agricole del Comprensorio. La consapevolezza di dover produrre elaborati progettuali a carattere esecutivo e le responsabilità derivanti al Consorzio da tale attività, hanno portato a considerevoli investimenti con particolare riguardo alle nuove strumentazioni topografiche-elettroniche, ai programmi per il calcolo automatico delle reti idrauliche e acquedottistiche ed alle procedure per il disegno automatico assistito, collegato direttamente con il Sistema Informativo Territoriale, nonchè alle procedure automatizzate per l'analisi dei prezzi e la contabilità dei lavori pubblici. La disponibilità di maestranze specializzate e mezzi d'opera impiegati per la manutenzione ordinaria e l'esercizio in pianura e per la vigilanza in montagna, mette il Consorzio in grado di eseguire opere pubbliche in amministrazione diretta. In caso di realizzazione di opere pubbliche di particolare rilievo o onerosità, i lavori vengono eseguiti in appalto, assumendo il Consorzio la funzione pubblica di Amministrazione aggiudicatrice. La direzione lavori è affidata a funzionari dell'Ente, potendo contare su una adeguata assistenza di cantiere da parte di personale del Consorzio (geometri e assistenti), la cui professionalità trae origine anche dal trasferimento di conoscenze e di esperienze acquisite dal Consorzio fin dalla costruzione stessa delle prime opere di bonifica. L'utilizzazione prevalente di personale consorziale per la direzione lavori è motivata anche dalla necessità di svolgere una funzione di garanzia per i consorziati interessati dalla costruzione delle nuove opere, nel rapporto con l'Impresa appaltatrice. Il funzionamento di tutte le attività sopra descritte, compresa la riscossione dei contributi di bonifica in ragione del beneficio conseguito dai singoli immobili, richiede la presenza di un apparato amministrativo con compiti di segreteria, ragioneria, affari generali.
  • 4.1.2 ORGANIZZAZIONE E STRUTTURE DEL CONSORZIO

    La struttura organizzativa del Consorzio è basata su tre Servizi operativi : Servizio Amministrativo, Servizio Tecnico, Servizio Agrario, articolati in uffici che svolgono le mansioni indicate nel seguente quadro.
    SERVIZIO AMM.VO SERVIZIO TECNICO SERVIZIO AGRARIO
    UFFICIO RAGIONERIA UFFICIO DIFESA IDRAULICA E IRRIGAZIONE UFFICIO ASSISTENZA
    - Ragioneria - Paghe - Economato - Controllo piene - Distribuzione irrigua - Manutenzione opere - Vigilanza opere - Assistenza alla aziende agricole - Supporto delle aziende tramite servizi telematici* - Contrib. di conoscenza per il territorio - Studi ed indagini di carattere agro-ambientale - Gestione pertinenze idrauliche (azienda agric. consorziale) **
    UFFICIO SEGRETERIA E AFFARI GENERALI UFFICIO IMPIANTI
    - Delibere e Contratti - Protocollo - Patrimonio UFFICIO PROGETTAZIONE E LAVORI PIANURA  
      - Studi idraulici - Pianificazione - Progettazione - Direzione ed esecuz.lavori - Manutenzione opere * - Vigilanza opere
    UFFICIO PROGETTAZIONE E LAVORI MONTAGNA
    ESPROPRIAZION E CATASTO
    - Studi Idraulici - Pianificazione - Progettazione * - Direz. ed esecuz.lavori * - Manutenzione opere * - Vigilanza opere Espropriazioni
     
    CENTRO ELABORAZIONE DATI
    - Gestione sistema informat. e archivi dati tecnico- amministrativi - Sistema di telemisure
    (*) attività a carico pubblico (**) gestione di bilancio separata L'organico di ciascun Servizio è costituito da personale di ruolo e personale fuori ruolo a tempo indeterminato nonchè da personale fuori ruolo a tempo determinato. Il numero dei posti di ruolo rappresenta l'organico minimo necessario allo svolgimento dei compiti indefettibili dell'Ente, mentre il numero dei dipendenti a tempo indeterminato, la cui entità può variare al modificarsi degli impegni e dei compiti affidati al Consorzio, è dimensionato sulle attuali necessità operative dell'Ente. In caso di impegni particolarmente gravosi per l'organizzazione, il Consorzio fa ricorso a personale straordinario assunto a tempo determinato. Per lo svolgimento dell'attività precedentemente descritta, il Consorzio è dotato di mezzi e attrezzature ed è presente sul territorio con 9 sedi operative. L'ambito di servizio del personale di campagna è delimitato da zone operative (denominate Cantieri), facenti capo ad un edificio di proprietà consorziale che costituisce l'indirizzo stesso del Cantiere, la sede operativa per il personale di campagna assegnato al Cantiere ed anche il punto di riferimento per i consorziati. La sede legale è in Palazzo Zani, sito in Via S.Stefano, 56, a Bologna, dove si riunisce l'amministrazione e dove hanno sede gli uffici tecnici e amministrativi. Oltre alle sedi suddette, occorre aggiungere quella dell'Azienda Agricola consorziale di Campotto (Argenta), la cui gestione tecnica ed economica costituisce attività separata da quella istituzionale, pertanto non concorre a formare la spesa da sottoporre a ruolo di contribuenza. Il Consorzio annovera anche diverse altre proprietà immobiliari, non utilizzate a scopo di servizio, che fanno parte del patrimonio dell'Ente.
  • 4.1.3 CRITERI DI INDIVIDUAZIONE DEL COSTO DELL'ATTIVITA'

    Il costo complessivo dell'attività dell'Ente è composto dalle spese sostenute direttamente a carico dei due Distretti e dalle spese generali comuni. Le spese attribuibili alle diverse attività settoriali sono illustrate nella tabella 22, suddivisa in spese fisse di funzionamento dell'Ente e di manutenzione delle opere, risultante dalla media del triennio 1991-1992-1993. Le spese generali comuni sono in particolare rappresentate dalle spese di funzionamento della sede consortile, le spese per l'attività del Servizio Amministrativo e dell'Ufficio Catasto, quelle per la gestione del Patrimonio e da quella parte di spesa dell'attività del Servizio Tecnico ed Agrario, non suddivisibile fra i due distretti di Montagna e Pianura. Il criterio di riparto delle spese generali comuni fra i due Distretti è fissato da norme statutarie ed è computato, per il 35%, in proporzione alle rendite censuarie degli immobili iscritti, e, per il 65%, in proporzione alla media dei costi dell'attività lavorativa effettuata negli ultimi 5 anni da ciascun distretto. Le spese generali comuni incidono in media per circa il 28% sul costo complessivo dell'attività. Tale incidenza può assumere valori diversi di anno in anno per i tre centri di costo principali (Pianura, Montagna e Irrigazione). L'imputazione delle diverse spese è motivata dalle seguenti considerazioni. Il costo di funzionamento del C.E.R., posto a carico del I° Distretto, è indipendente dall'esercizio e dalla manutenzione e rappresenta la quota di spesa generale del Consorzio di II° grado posta a carico del Consorzio della Bonifica Renana, in ragione della dotazione o della portata massima derivabile da parte del Consorzio. Il sistema del C.E.R. investe come realtà tutto il Comprensorio di Pianura, essendo fonte idrica potenzialmente disponibile per tutto quel territorio, con tutti i vantaggi di carattere produttivo e ambientale che essa comporta. Le spese di manutenzione e di gestione del Canale, sono invece imputate integralmente all'Irrigazione, concorrendo a produrre beneficio solo per gli immobili agricoli irrigabili. Come è possibile notare le spese inerenti la manutenzione del sistema idraulico (sia scolante che irriguo) della Bonifica Renana, sono in gran parte addebitate al centro di costo della Bonifica di Pianura, essendo, le reti scolanti e i manufatti ad uso promiscuo, strutture che in gran parte richiederebbero la medesima attività manutentoria, anche se non venissero utilizzate a scopo irriguo. Per il settore di Montagna, le spese prevalenti sono quelle fisse per il personale e quelle generali comuni, in quanto l'attività istituzionale è rappresentata prevalentemente dalla vigilanza e dalla pianificazione delle opere. Le attività di progettazione esecutiva e costruzione delle opere di montagna, così come quella di manutenzione sono a totale carico della Regione, pertanto non danno luogo a carichi contributivi ,fatta eccezione per la quota di contributo , a carico dei consorziati,per le opere private obbligatorie. TABELLA 22 - RIPARTO DEI COSTI DELL' ATTIVITA' DI BONIFICA
    PROSPETTO DEI COSTI ATTRIBUIBILI ALLA BONIFICA IDRAULICA (1° DISTRETTO) Importi in milioni di lire
    ATTIVITA' PERSONALE ENERGIA MATERIALI SPESE GENERA TOTALE PESO
    Manutenzione 4.020 100 150 1.700 5.970 0,844
    Esercizio 250 180 310 360 1.100 0,156
    TOTALE 4.270 280 460 2.060 * 7.070 **  
    PROSPETTO DEI COSTI ATTRIBUIBILI ALLA IRRIGAZIONE (1° DISTRETTO) Importi in milioni di lire
    ATTIVITA' PERSONALE ENERGIA MATERIALI SPESE GENERALI TOTALE
    Manutenzione 80 50 30 20 360
    Esercizio 120 18 100 20 420
    TOTALE 200 230 130 220 * 780 **
    * nelle spese generali sono compresi gli oneri per la pianificazione delle opere, mentre sono esclusi quelli per la progettazione e la direzione lavori, che rimangono a carico pubblico ** importo comprensivo dell'attività di vigilanza sulle oper
    PROSPETTO DEI COSTI SOSTENUTI PER IL FUNZIONAMENTO E L'UTILIZZAZIONE DELLE ACQUE DEL CANALE EMILIANO ROMAGNOLO Importi in milioni di lire
    ATTIVITA' BONIFICA IDRAULICA IRRIGAZIONE TOTALE
    Funzionamento e manutenzione 300 200 500
    Esercizio 0 340 340
    TOTALE 300 540 840
    PROSPETTO DEI COSTI COMPLESSIVI ATTRIBUITI AL 1° DISTRTRETTO Importi in milioni di lire
    ATTIVITA' BONIFICA IDRAULICA IRRIGAZIONE TOTALE
    Manutenzione 6.270 560 6.830
    Esercizio 1.100 760 1.860
    TOTALE 7.370 1.320 8.690
    PROSPETTO DEI COSTI COMPLESSIVI ATTRIBUITI AL 2° DISTRETTO Importi in milioni di lire
      TOTALE PESO
    Pianificazione 192 20%
    Vigilanza 768 80%
    TOTALE 960  
    ANALISI DEI COSTI UNITARI DI MANUTENZIONE ED ESERCIZIO DELLE OPERE DI BONIFICA IDRAULICA (comprenivi degli oneri di vigilanza e pianificazione)
    IMPIANTI POTENZA [ KW ] COSTO DI MANUTENZ. [mil. di lire ] COSTO UNITARIO [ L/KW ] CONSUMO ANNUO [ KW . h ] COSTO DI ESERCIZIO [mil.di lire] COSTO UNITARIO [ L/KW.h ]
      6.466 1.567,5 242.421 1.152.565 385 334
    CANALI SUPERFICIE [ mq ] COSTO DI MANUTENZ. [ mil. di lire ] COSTO UNITARIO [ L/mq ] LUNGHEZZA [ m ] COSTO DI ESERCIZIO [ mil. di lire ] COSTO UNITARIO [L/m ]
      19.900.000 4.702,5 236 1.162.947 715 615
    TOTALE   6.270     1.100  
  • 4.2 PARAMETRI DI RIFERIMENTO PER LA VALUTAZIONE DEL BENEFICIO

    Le opere di bonifica idraulica di pianura garantiscono, tramite l'attività del Consorzio, lo scolo, la regimazione idraulica, la tutela, la valorizzazione delle risorse idriche, la difesa del suolo e quindi la sicurezza idraulica degli immobili e la loro possibilità di utilizzazione. Esse consentono e favoriscono in definitiva lo sviluppo economico produttivo, in virtù del quale aumenta e si consolida il valore patrimoniale dei singoli immobili. Il beneficio arrecato dalle opere di bonifica, ed in particolare dalle opere di bonifica idraulica, è come si è già detto un beneficio di tipo fondiario e può essere quantificato tramite due parametri : il primo è relativo all'effetto di crescita attuale e/o potenziale della capacità produttiva specifica dell'immobile e, insieme, al pieno e sicuro utilizzo dello stesso, ossia al godimento dei prodotti e dei servizi che esso può dare. E' pertanto proporzionale alla dimensione dell'immobile, rappresentata dalla superficie; il secondo parametro è relativo all'effetto di crescita del valore capitale immobiliare conseguente agli incrementi di reddito perpetui che seguono ogni opera specifica, non solo nell'attività che ha direttamente usufruito delle opere, ma anche nelle attività che sono cresciute per effetto delle prime.[2] Dato che il mutamento dell'economia del territorio investe tutti i redditi della popolazione e i consumi, oltre che le condizioni di consumo (i cosiddetti "comodi"), che poi si riflettono sui valori immobiliari, anche di quelli non utilizzati a scopo direttamente produttivo, questo secondo parametro può essere individuato nella rendita media costante continuativa rilevata dal catasto fondiario o dal catasto urbano a condizione naturalmente di renderle fra loro omogenee. Il rapporto tra i due parametri può essere valutato se si esprime l'incremento patrimoniale in termini di incremento medio annuo. Ora, l'esperienza storica dei territori in cui esistono o sono state create le condizioni di una crescita di lungo periodo dimostra che il reddito degli immobili può essere valutato in media del 4-5% annuo e che, invece, l'incremento medio annuo patrimoniale è stimabile intorno all'1-2%, dunque il rapporto tra il primo e il secondo è come da 7 a 3. La tabella 23 illustra schematicamente il metodo di determinazione dei pesi sopra citati fatto uguale a 100 il peso complessivo.
    TABELLA 23
    Elementi del Beneficio Fondiario Parametro di Riferimento Misura Media del Beneficio Valore % PESO % PESO % Arrotondato
    Rendita media annua Superficie 5 100*5/7=71.43 70
    Incremento di valore del capitale Rendita censuaria 2 100*2/7=28.57 30
    La determinazione dei parametri di riferimento per la valutazione del beneficio fondiario dovuto alle opere di montagna parte da una situazione diversa, rispetto a quella riscontrabile nel Comprensorio di Pianura, per il tipo di attività svolta dal Consorzio in questo settore. Oltre all'attività di valorizzazione generale del territorio e di interventi infrastrutturali e di carattere ambientale svolta in collaborazione con gli Enti locali e gli Uffici regionali, l'attività del Consorzio il cui costo è da porre a carico dei consorziati è riconducibile essenzialmente ai due compiti della vigilanza del territorio e della pianificazione delle opere. Il beneficio delle opere di Montagna potrà quindi essere attribuito in parte all'uno e in parte all'altro compito d'istituto. Considerato che l'attività di pianificazione degli interventi, che assorbe circa il 20% dell'impegno del Consorzio[3], riguarda uniformemente l'intero comprensorio di Montagna, si può ancora assumere, come parametro di riferimento del beneficio da essa derivante, la Superficie. Al contrario l'attività di vigilanza, che assorbe circa l'80% dell'impegno del Consorzio, non viene effettuata in modo uniforme sull'intero Comprensorio, ma è concentrata in corrispondenza delle aree a rischio o delle opere particolarmente importanti. Essa pertanto contribuisce a creare e a mantenere le condizioni sufficienti allo sviluppo economico del Comprensorio ed alla valorizzazione dei beni immobili in modo, non direttamente proporzionale alla loro superficie, bensì alla loro suscettività ad essere valorizzati. Ne consegue che il beneficio relativo all'attività di vigilanza dovrà essere correlato al valore dell'immobile e quindi, come in Pianura, alla sua Rendita censuaria. In sostanza, per il Comprensorio di Montagna il peso relativo dei parametri che concorrono alla determinazione del beneficio coincide con il peso delle singole attività, come esposto nella tabella seguente :
    TABELLA 24
    Parametro di riferimento Fattore di beneficio PESO %
    Superficie Pianificazione 20
    Rendita Censuaria Vigilanza 80
    Il beneficio dell'Irrigazione è anch'esso beneficio di tipo fondiario quantificabile però solo in relazione alla irrigabilità del terreno e quindi alle maggiori potenzialità produttive offerte dalle opere irrigue. Il parametro di riferimento sarà quindi rappresentato dalla sola Superficie.
  • 4.2.1 AMBITI TERRITORIALI OMOGENEI PER BENEFICI

    Nel Comprensorio della Bonifica Renana, si individuano i seguenti ambiti territoriali i cui immobili hanno uguale tipo di beneficio : A) Zona avente beneficio diretto dalla rete scolante consorziale ed dalle opere di presidio poste nel bacino imbrifero di appartenenza. Tale zona si suddivide nelle seguenti sottozone : A1) territorio di pianura, classificato di 1° categoria (D.R. 11 febbraio 1909, N. 535 e R.D. 215/33 (Fig. 12) A2) territorio di pianura, classificato di 2° categoria (D.R. 215/33) ai sensi dell'art. 3 della L.R. 16/87, coincidente con l'area dell'ex terzo Distretto consorziale (Fig. 12) A3) territorio di pianura, classificato di 2° categoria (D.R. 215/33), ai sensi dell'art. 3 della L.R. 16/87, coincidente con i territori dell'Alta Pianura, anticamente compresi nei circondari idraulici di pianura (Fig. 21), attualmente non contribuente. A4) territorio di pianura, classificato di 2° categoria (D.R. 215/33), ai sensi dell'art. 3 della L.R. 16/87, coincidente con i bacini scolanti del Canale di Reno, Canale di Savena, Canale delle Moline, Canale Navile, Ghisiliera, Venenta e Castagnolino, attualmente contribuenti ad altri Enti idraulici. B) Zona avente beneficio diretto dalle opere di presidio poste nel comprensorio di montagna, a Sud della Via Emilia; fanno parte di questa zona le seguenti sottozone : B1) territorio di montagna, già classificato in base alla Legge 30.12.1923, n.3267, classificato di 1° categoria (R.D. 215/33) nonchè di Bonifica Montana (L. 991/52) (Fig.8) B2) territorio di montagna, già classificato in base alla citata Legge 30.12.1923, n. 3267, classificato di 1° categoria (R.D.215/33) (Fig. 8); B3) territorio di collina, classificato di 1° categoria (R.D. 215/33) (Fig. 9) B4) territorio di collina, classificato di 2° categoria art. 3 L.R. 16/87 (Fig. 21) attualmentenon contribuente. B5) territorio di collina, classificato di 2° categoria, ai sensi dell'art. 3 L.R. 16/87, costituente la collina bolognese, non contribuente. Il territorio di cui al punto A3 è attualmente non contribuente. Esso trae beneficio dalle opere di presidio del bacino imbrifero di appartenenza e dalla rete dei canali di bonifica circostante. I canali di scolo che circondano questo territorio garantiscono infatti la sicurezza delle comunicazioni e il drenaggio delle acque di falda provenienti dalle zone sovrastanti. Quest'area contribuisce infine ad incrementare i colmi di piena dei fiumi, allungando i tempi di scarico della rete scolante consortile posta più a valle. Allo stato attuale, fino alla completa applicazione dell'art. 4 della L.R. n 16 /87, il territorio di cui al punto A4, costituito dai bacini scolanti del Canale di Reno, del Canale di Savena, del Canale delle Moline, del Canale Navile, della Ghisiliera, della Venenta e del Castagnolino, trae beneficio da opere idrauliche di scolo attualmente gestite da altri Enti idraulici.
  • 4.2.2 IMMOBILI CHE TRAGGONO BENEFICIO DALLA BONIFICA

    Gli immobili che traggono beneficio dalle opere di bonifica e irrigazione sono tutti i beni immobili censiti e non censiti, presenti all'interno del perimetro consorziale, con la sola eccezione di quelli esentati dal pagamento del contributo, perchè appartenenti al Demanio acque. Ai fini della determinazione di parametri caratteristici degli immobili da adottarsi in sede di riparto delle spese, si possono individuare le seguenti categorie : 1. terreni 2. strade, autostrade, ferrovie e aereoporti 3. fabbricati dei gruppi A, B, C, D, E Per quest'ultimo gruppo, essendo i dati di superficie e rendita catastale forniti dall'U.T.E. in modo incompleto, si prevede al momento l'attribuzione di valori convenzionali della rendita e della superficie, tali da rendere minima l'aliquota di contribuenza.
  • 4.2.3 IL VALORE ECONOMICO DEI BENI IMMOBILI

    Per la determinazione del valore economico patrimoniale di singoli immobili, come si è detto al cap. 4.2, si è presa come riferimento la rendita censuaria (reddito dominicale per i terreni e rendita catastale per i fabbricati). Tale scelta si rende necessaria per le seguenti considerazioni : 1. Il valore di mercato dei beni immobili risente molto delle variazioni della domanda e dell'offerta, le quali sono influenzate da talune condizioni generali, come l'inflazione monetaria presente ed attesa (gli immobili sono "beni rifugio"), o da leggi fiscali o da altre limitazioni legali (ad esempio quelle relative alla conservazione ambientale). In più, può essere rilevato - con difficoltà, data l'opacità del mercato - solo relativamente alla infima quantità di immobili compra-venduti. L'estensione di questi valori a tutto l'universo dei beni immobili, come se tutti fossero compravenduti, è un'operazione difficile, perchè non può tenere conto di tutti i parametri che per ognuno dei beni determina il valore. 2. Le rendite censuarie sono state rilevate in modo da rappresentare le differenti redditività medie e continuative dei beni immobiliari, sicchè si può supporre ragionevolmente che il valore degli stessi e, quello che più conta le differenze di valore, siano ad essere correlate positivamente. In più, le rendite censuarie sono note per tutti gli immobili, sono ufficiali perchè approvate dallo Stato e, infine, su base empirica si può rilevare che - almeno nel comprensorio considerato - esiste un rapporto sufficientemente costante nel tempo tra rendita catastale e valore patrimoniale dell'immobile. 3. Le rendite censuarie rilevate dal catasto terreni non sono omogenee rispetto a quelle rilevate dal Catasto urbano. In altre parole le proporzioni esistenti fra rendita e valore sono diverse nei due casi. Pertanto occorre omogenizzare, con apposito coefficiente, le rendite dei fabbricati rispetto a quelle dei terreni. L'indice di omogeneizzazione è costitutito dal rapporto tra il valore medio di mercato dei fabbricati e il valore medio di mercato dei terreni, così come esposto in tabella 25. Si determina così il valore economico convenzionale Vec degli immobili con la seguente relazione : Vec = Rc x Ko dove Rc = rendita censuaria Ko = coefficiente di omogeneizzazione (tab.25)
    TABELLA 25 - RAPPORTI DI OMOGENEIZZAZIONE FRA VALORE IMMOBILIARE E RENDITA CENSUARIA (valori medi del comprensorio della Bonifica Renana)
    Distretto Immobili Tipo di Immobili R. Rendita Censuaria in L/mq V. Valore di mercato in L/mq KfoKt=V./R. Ko=Kf/Kt
    PIANURA A 10.000 2.000.000 Kf 200 2
    Fabbricati B 6.000 900.000 Kf 150 1.5
    C * 10.000 2.000.000 Kf 200 2
    Terreni 20 2.000 Kf 100 1
    * per tutti gli altri fabbricati e per la categoria C1 si adotta un rapporto di omogeneizzazione =1
    Distretto Immobili Tipo di Immobili R. Rendita Censuaria in L/mq V. Valore di mercato in L/mq KfoKt=V./R. Ko=Kf/Kt
    MONTAGNA A 8.000 1.600.000 Kf 200 2
    Fabbricati B 6.000 900.000 Kf 150 1.5
    C * 8.000 1.600.000 Kf 200 2
    Terreni 10 2.000 Kf 100 1
    * Per tutti gli altri fabbricati e per la categoria C1 si adotta il coeff. di omogeneizzazione = 1
  • 4.2.4 LA SUPERFICIE DEGLI IMMOBILI

    La superficie degli immobili da prendere a riferimento per la determinazione del contributo di bonifica è, in Pianura, rappresentata dal terreno scolante nei cavi consorziali, sui cui insiste l'immobile, mentre, in Montagna, dalla superficie imbrifera del terreno presidiato dalle opere di difesa e conservazione. Per gli immobili iscritti in Catasto alla partita "terreni" o alla partita "strade", la superficie scolante o imbrifere coincide con quella catastale. La superficie scolante o imbrifera di una unità immobiliare, appartenente a un fabbricato urbano, è costituita dalla somma della quota di superficie coperta e di superficie cortiliva che competono alla unità immobiliare stessa. Per ottenere il valore di questa superficie si è proceduto : 1. determinando la superficie delle singole unità immobiliari 2. determinando la porzione di superficie coperta corrispondente alla singola unità immobiliare 3. amplificando la superficie coperta sopra citata in base all'indice medio di edificabilità per calcolare la superficie scolante complessiva che compete all'unità immobiliare stessa, ivi comprese le pertinenze cortilive.
  • 4.2.4.1 CALCOLO DELLA SUPERFICIE DI UNA UNITA'IMMOBILIARE URBANA

    Gruppo A Attualmente per gli immobili del gruppo A, l'U.T.E. fornisce il numero di vani e, non per tutte le categorie, la superficie minima e massima di un vano. Il valore medio della superficie di un vano è quindi determinabile in alcuni casi come media aritmetica fra il minimo ed il massimo, in altri con criterio di omogeneità fra le categorie simili dello stesso gruppo. La superficie di un immobile del gruppo A è pertanto determinata con la relazione : Sui = Nv x Smv dove Sui = superficie dell'unità immobiliare Nv = numero dei vani Smv= superficie media dei vani desunta dalla tabella n. 26 Gruppo B Degli immobili del gruppo B l'U.T.E. fornisce il volume in mc, pertanto per determinare la superficie effettiva occorre conoscere l'altezza media dell'unità immobiliare. Tenuto conto della tipologia degli immobili di questo gruppo, si assume come altezza media un valore compreso fra 4 e 5 m, a seconda delle diverse categorie del gruppo. La superficie di un immobile del gruppo B, è pertanto determinata con la relazione : Sui = Vui/hm dove : Sui = superficie dell'unità immobiliare Vui = volume dell'unità immobiliare hm = altezza media desunta dalla tabella 27
    TABELLA 26 - TABELLA DEI VALORI DELLA SUPERFICIE MEDIA PER VANO PER LE UNITA' IMMOBILIARI DEL GRUPPO A
    CATEGORIA SUPERFICIE MEDIA mq/vano
    A1 25
    A2 20
    A3 15
    A4 14
    A5 13
    A6 12
    A7 18
    A8 20
    A9 25
    A10 20
    A11 15
    TABELLA 27 - TABELLA DEI VALORI DELL'ALTEZZA MEDIA DEI FABBRICATI DEL GRUPPO B
    CATEGORIA ALTEZZA MEDIA (m)
    B1 4
    B2 4
    B3 4
    B4 4
    B5 4
    B6 5
    B7 5
    B8 4
    Gruppo C Per questo gruppo di immobili, come per i terreni, è disponibile la superficie e pertanto non è necessario effettuare alcun calcolo per la determinazione della Sui. Gruppo D Per il gruppo D si procede di norma come per il gruppo C. Nei casi in cui l'U.T.E. non fornisce il valore della superficie dell'immobile, ma soltanto quello della rendita catastale, si utilizza la seguente relazione : Sui = 0.003 x (R.C.) ^ 0,746 Tale relazione è stata ottenuta come ragionevole interpolazione di un campione significativo di coppie di dati di rendita catastale e superficie delle unità immobiliari rilevati su fabbricati del gruppo D presenti all'interno del Comprensorio. Gruppo E Per i fabbricati del gruppo E, come si è già detto al punto 4.2.2, ove non sia indicata dall'U.T.E. una rendita, si adottano i seguenti valori convenzionali di Rendita Catastale e di superficie, tali da rendere minimo il contributo di bonifica R.C. = 10.000 L. Sui = 1 mq
  • 4.2.4.2 CALCOLO DELLA SUPERFICIE COPERTA DI COMPETENZADELLA SINGOLA UNITA' IMMOBILIARE

    La porzione di superficie coperta del fabbricato (Fig. 22)che compete alla singola unità immobiliare dipende dal numero di piani di cui è composto il fabbricato. Tenuto conto che il numero medio di piani di tutti i fabbricati urbani compresi nel Comprensorio è compreso fra 2 e 3, si può assumere convenzionalmente il numero di piani medi Np = 2,5. La superficie coperta di competenza di una singola unità immobiliare si ottiene dalla relazione : Scui = Sui/Np = Sui/2,5 dove Scui = superficie coperta di competenza dell'unità immobiliare Np = numero medio dei piani dei fabbricati presenti nel Comprensorio contribuente
  • 4.2.4.3CALCOLO DELLA SUPERFICIE SCOLANTE COMPLESSIVADI COMPETENZA DELLA SINGOLA UNITA' IMMOBILIARE

    Per determinare la superficie complessiva scolante di ciascuna unità immobiliare occorre conoscere il rapporto fra le superfici coperte e le superfici urbanizzate, o indice di edificabilità. Dalle tabelle 28 e 29, ottenute dall'analisi della carta d'uso del suolo, si desume che l'indice di edificabiltà medio nell'ambito dell'intero comprensorio di bonifica è : I = 0,4 pertanto la superficie scolante si ottiene dalla seguente relazione : Ssui = Scui/I = Sui/(Np . I) dove Ssui = superficie scolante che compete all'unità immobiliare (fabbricati) Nel caso specificio essendo Np = 2,5 ed I = 0,4 il loro prodotto è uguale a 1 pertanto si ha Ssui = Sui
    TABELLA 28 - INDICI DI EDIFICABILITA' NEL COMPRENSORIO DI PIANURA (con esclusione della città di Bologna e del suo hinterland)
    Uso del suolo Superficie (Ha) % sulla superficie del comprensorio di pianura (*) I medio
    Aree industriali o artigianali 1155,21 0,970% 0,4
    Insediamenti dei centri storici 1300,00 * 1,091 0,8
    Insediamenti sparsi e in zone periferiche 3098,82 2,601 0,25
    TOTALE 5554,03 4,662
    (*) SUPERFICIE DEL COMPRENSORIO DI PIANURA 119.129 ha (**) VALORE LIMITATO AI PRINCIPALI CENTRI ABITATI INDICE DI EDIFICABILITA' 0,4.0,97+0,8.1,091+0,25 .2,601 MEDIO PONDERALE = ___________________________ = 0,409 4,662
    TABELLA 29 - INDICI DI EDIFICABILITA' NEL COMPRENSORIO DI MONTAGNA
    Uso del suolo Superficie (Ha) % sulla superficie del comprensorio di pianura (*) I medio
    Aree industriali o artigianali 547 0,79 0,4
    Insediamenti dei centri storici 600 * 0,87 0,8
    Insediamenti sparsi e in zone periferiche 1400 2 0,25
    TOTALE 2547 4,66
    (*) SUPERFICIE DEL COMPRENSORIO DI PIANURA 68.474 ha (**) VALORE LIMITATO AI PRINCIPALI CENTRI ABITATI INDICE DI EDIFICABILITA' 0,4.0,79+0,8.0,87+0,25 . 2 MEDIO PONDERALE = ______________________ = 0,413 3.66
  • 4.2.5 SUPERFICIE VIRTUALE

    Il parametro superficie preso a riferimento per la valutazione del beneficio richiede, nel caso della bonifica idraulica e della bonifica montana, l'introduzione di un diverso peso a seconda che si tratti di fabbricati, strade o terreni agricoli. E' noto infatti che in un corso d'acqua la portata massima al colmo dipende, a pari pendenza e intensità di pioggia, dalla impermeabilizzazione delle superfici scolanti (coefficiente di deflusso), dal volume d'invaso e dal tipo di collettore scolante. Le superfici impermeabilizzate urbane, ivi comprese le strade dei centri abitati, sono dotate di un volume d'invaso costituito dalle fognature, ma l'effetto di laminazione prodotto dall'invaso stesso è parzialmente annullato dalla riduzione dei tempi di corrivazione lungo il percorso fognario, pertanto le portate massime sono notevolmente superiori a quelle analoghe che si ottengono per i terreni agricoli. Diversa è la situazione per le superfici asfaltate delle strade che, pur essendo impermeabili, possono contare di norma sulla presenza dei fossi stradali in terra, che rappresentano un cospicuo volume d'invaso, tale da ridurre notevolmente l'intensità degli afflussi nella rete scolante ricevente. Nei territori di montagna, pur non essendovi superficie scolante in canali di bonifica, si considera ugualmente l'effetto negativo prodotto dalle aree impermeabili poichè la superficie imbrifera, se impermeabilizzata, concorre ad incrementare gli afflussi superficiali ed in particolare la velocità dell'acqua, con conseguente aumento dei fenomeni di erosione, scalzamento e franamento di pendici, che rendono necessarie una intensificazione delle attività di vigilanza e pianificazione delle opere. Per rendere omogenee fra loro le superfici impermeabili e le superfici agricole, si è fatto riferimento alla diversa quantità d'acqua meteorica da queste scaricata assumendo come parametro di raffronto il rapporto fra la portata massima per unità di superficie (coefficiente udometrico) di bacini impermeabili e quella corrispondente di bacini agricoli; il valore di questo rapporto, definito rapporto udometrico, è esposto nella tabella 30. La superficie complessiva scolante delle singole unità immobiliari urbane, omogeneizzate a quelle agricole, viene quindi amplificata e prende il nome di superficie virtuale, espressa dalla seguente relazione : Svui = Ssui . Ru dove Svui = superficie virtuale della singola unità immobiliare Ru = rapporto udometrico Il rapporto udometrico per i terreni agricoli assume pertanto valore uguale a 1, mentre non si applica ovviamente alla superficie irrigabile, coincidendo quest'ultima con la superficie catastale degli immobili agricoli beneficiati dalle opere irrigue.
    TABELLA 30 - CALCOLO DEL RAPPORTO UDOMETRICO
    Coefficiente della curva di deflusso (canali chiusi = 1, aperti = 1,5) utilizzato nell'espressione del coefficiente udometrico secondo il metodo dell'invaso
    curva segnalatrice di pianura ---> a = 0,0374 m.h^-n n = 0,316
    curva segnalatrice di montagna -> a = 0,0339 m.h^-n n = 0,384
    Superfici che scolano in canali (Bassa e Media Pianura) @ K v Q Rapporto Udometrico % acque nere Rapporto arrot.
    Terreni 1,5 0,56 160 29,87 1 - 1
    Strade 1,5 0,9 140 179,00 5,99 - 6
    Fabbricati 1,0 0,8 40 1591,14 53,26 * 1,2 60
    Superfici che non scolano in canali di bonifica (Bassa e Media Pianura) @ K v Q Rapporto Udometrico % acque nere Rapporto arrot.
    Terreni 1,5 0,65 50 131,14 1 - 1
    Strade 1,5 0,9 40 437,77 3,33 - 4
    Fabbricati 1 0,8 20' 839,46 6,40 - 6
  • 4.3CLASSIFICA DEI BENI IMMOBILI SOGGETTIAL BENEFICIODELLA BONIFICA IDRAULICA
  • 4.3.1 IDENTIFICAZIONE DEL COMPRENSORIO DA ASSOGGETTARE A CONTRIBUZIONE

    Il Comprensorio di Pianura da assoggettare a contribuzione perché interessato dal beneficio diretto della Bonifica Idraulica e' caratterizzato : A) Da tutto il territorio di pianura, compreso all'interno del I° Distretto , che scola in canali di bonifica aventi recapito nei corsi d'acqua pubblici. Si tratta del territorio di pianura classificato di Bonifica di 1° Categoria e del territorio recentemente classificato di 2° Categoria (coincidente con l'ex III° Distretto) B) Da tutto il territorio di pianura, compreso all'interno del I° Distretto, che scola mediante canali privati direttamente nei corsi d'acqua pubblici e trae vantaggio dalle opere di bonifica circostanti, oltre che dalle opere di presidio del bacino imbrifero di appartenenza. E' escluso dalla contribuenza il territorio di pianura che non scola nei canali di bonifica e trae vantaggio da opere attualmente gestite da altri Enti idraulici (ci si riferisce in particolare al territorio di Bologna).
  • 4.3.2 LA BASE INFORMATIVA

    Il territorio è stato suddiviso in 18 bacini di 1° livello, aventi cioè scarico diretto nelle acque esterne del Comprensorio, a loro volta suddivisi in sub-bacini fino al 6° livello .[4] Le aree scolanti e le relative reti idrografiche sono state digitalizzate secondo le codifiche del Sistema Informativo Geografico consorziale, basato sul "Data Base" ARC-INFO. E' stata quindi creata una base di dati informatizzata su DBIV, avente come riferimento cartografico e topografico, la Carta Tecnica Regionale, sulla quale sono state impostate tutte le coperture informative utili per lo studio di classifica. Per quanto riguarda in particolare la Bonifica Idraulica, sono stati acquisiti, su supporto informatico, il piano quotato, la carta lito-pedologica, i bacini scolanti, la rete dei canali di scolo, le acque esterne, i manufatti, le strade, i confini amministrativi, i centri abitati principali, i fogli catastali con l'indicazione delle particelle, l'intersezione fra i fogli catastali ed i bacini scolanti, il limite del comprensorio avente beneficio diretto e indiretto. Sono poi state acquisite ,direttamente da rilievo di campagna nel formato DXF compatibile con AUTO-CAD, le basi informative inerenti 1070 sezioni idrauliche di canali, con circa 9000 punti di rilievo, di cui 1044 utilizzate per il calcolo. Sezioni e profili sono stati appoggiati ai capisaldi C.T.R., integrati e, in alcuni casi, corretti sulla base di riferimenti puntuali derivanti da specifiche livellazioni effettuate dal Consorzio. In corrispondenza di 971 sezioni aventi superficie scolante > 0 è stato individuato un pari numero di zone scolanti, coincidenti con uno o più' settori di foglio catastale. Ogni zona scolante rappresenta l'area elementare omogenea, cui attribuire un unico indice di beneficio (Fig. 23) Il territorio che non scola direttamente nei canali di bonifica ha indice di beneficio idraulico = 0.
  • 4.3.3 CRITERIO DI RIPARTO DELLE SPESE DELLA BONIFICA IDRAULICA

    Per il riparto delle spese che si riferiscono all'attivita' di bonifica idraulica effettuata dal Consorzio nel territorio di Pianura corrispondente al I° Distretto, è necessario determinare il contributo unitario o aliquota di contribuenza della singola ditta consorziata. Il criterio di calcolo è indicato nella seguente relazione: l dove : i =Indice dell' iesima unita' immobiliare g = Indice di gruppo di immobili C = Costo dell'attivita' di bonifica idraulica attinente il I° Distretto BIConsorziale c =Contributo della singola unita' immobiliare i P =Peso della quota di beneficio correlata alla rendita censuaria vdell'immobile (vedi 4.2) = 30% P =Peso della quota corrispondente alla dimensione ddell'immobile (vedi 4.2) = 70% RC = Rendita censuaria della singola unita' immobiliare (catastale i per i fabbricati e dominicale per i terreni ) KO = Coefficiente di omogeneizzazione o rapporto fra valore degli g immobili extragricoli rispetto a quelli agricoli SS =Superficie scolante che compete alla singola unita' i mmobiliare RU = Rapporto udometrico g I = Indice di beneficio idraulico della rete scolante. i valore compreso fra 0 e 1 ) I ra = Indice di riduzione degli afflussi alla rete Quest'ultimo indice è applicabile nel caso in cui sia accertata una reale riduzione della quantità di acqua scolante proveniente da un singolo immobile
  • 4.3.4 CALCOLO DELL'INDICE DI BENEFICIO DELLA BONIFICA IDRAULICA

    L'indice di beneficio della Bonifica Idraulica è quel parametro adimensionale che, a pari rendita censuaria e a pari superficie, determina la differenza di livello di servizio o funzionalità della rete scolante. Tale indice rappresenta la misura dell' attività gestionale e dell'adeguatezza delle opere relativa a ciascuna zona omogenea, cui è riferito ciascun tronco del reticolo idraulico, schematizzato mediante una sezione di caratteristiche idrauliche e geometriche costanti. La misura dell'attività gestionale è ottenuta dagli indici di MANUTENZIONE e di ESERCIZIO, mentre il grado di adeguatezza delle opere è espresso in termini di SICUREZZA ed EFFICACIA idraulica. Si tratta di un valore compreso fra 0 e 1, calcolato come valore medio ponderale fra indice di manutenzione, esercizio, sicurezza ed efficacia idraulica. Il valore 0 rappresenta la situazione di assenza di beneficio diretto derivante da specifiche opere appartenenti alla rete scolante consorziale, mentre il valore 1, indica la misura del massimo beneficio conseguibile per zona omogenea. L'indice complessivo nasce quindi dalla combinazione lineare di diversi sottoindici, il cui peso è determinato in relazione al peso economico che le diverse attività esercitano sul bilancio del Consorzio (vedi tab. 22). L'articolazione dei diversi sottoindici che danno luogo all'indice complessivo è rappresentata nella (Fig. 24)
  • 4.3.4.1 INDICE DI MANUTENZIONE IMPIANTI

    L'indice di manutenzione degli impianti scolanti (idrovore, linee elettriche, centrali di produzione energia, etc.) è determinato in proporzione alla "densità di potenza installata a favore di ogni zona omogenea, rapportata alla massima densità di potenza presente in un bacino di primo livello del Comprensorio". Determinazione dell'indice : Identificazione della zona omogena Potenza idrovore al servizio della zona omogenea P [ Kw] Area della superficie complessiva sottesa dalle idrovore che servono la zona omogenea A [ha] Massima densità di potenza installata nel Comprensorio [0,459Kw/ha]DPmax[Kw/ha] Densità di potenza DP = P/A = [Kw/ha] INDICE DI MANUTENZIONE IMPIANTI Imi = DP / DP max Elementi economici relativi alla manuatenzione degli impianti : Costo unitario consorziale di manutenzione impianti [242.422 L/Kw] CUmi [L/Kw] Costo di manutenzione impianti massimo per ettaro Cmi(max) = CUmi x Pmax [L/ha] La mappa degli indici di manutenzione impianti è allegata alla tavola 13.
  • 4.3.4.2 INDICE DI MANUTENZIONE CANALI

    L'indice di manutenzione della rete scolante (canali, manufatti, chiaviche, case di guardia, etc.) è determinato in proporzione alla densità di superficie spondale e alveare relativa al bacino di I^ livello , in rapporto alla densità massima rilevabile fra i bacini di I^ livello del Comprensorio". Determinazione dell'indice : Identificazione della zona omogena Totale delle superfici alveari di tutti i canali del bacino di I^ livello di appartenenza della zona omogenea S [mq] Superficie del bacino di I^ livello di appartenenza del foglio A [ha] Superficie alveare dalla foce alla sezione di riferimento della zona Sa [mq] Superficie alveare massima fra i percorsi scolanti del bacino di I^ livello Sa max [mq] Densità massima di superficie alveare presente in un bacino di I^ livello [194,39] mq/ha - Canale Garda Ds max [mq/ha] Densità di superficie alveare del bacino di I^ livello di appartenenza del foglio Ds = S/A [mq/ha] k coefficiente di riduzione per minor superficie alveare scolante K = 0,35 + 0,65 . Sa / Sa max INDICE DI MANUTENZIONE CANALI Imc = Ds / Ds max . K Elementi economici relativi alla manutenzione dei canali costo unitario consorziale di manutenzione canali [236 L/mq] CUmc [ L/mq] costo di manutenzione canali massimo per ettaro Cmc(max) = CUmc . DS max [L/ha] La mappa degli indici di manutenzione canali è allegata alla Tavola n. 14
  • 4.3.4.3 INDICE DI MANUTENZIONE

    L'indice di manutenzione è rappresentato dalla media ponderale dell'indice di manutenzione impianti e dall'indice di manutenzione della rete scolante. I pesi di ciascun indice sono determinati in base al costo massimo attuale delle due attività, con riferimento alla singola zona omogenea. Peso dell'indice di manutenzione impianti Pmi= Cmi (max) [L/ha] Peso dell'indice di manutenzione rete scoalnte Pmc=K.Cmc(max) [L/ha] L'indice di manutenzione risulta pertanto l
  • 4.3.4.4 INDICE DI ESERCIZIO IMPIANTI

    L'indice di esercizio degli impianti (idrovore, funzionamento privato, linee elettriche e telecomunicazioni) è determinato, in analogia a quello corrispondente di manutenzione impianti, sostituendo, alla potenza installata, il valore del consumo medio delle idrovore registrato negli ultimi 30 anni in [Kw.h] Determinazione dell'indice Identificazione della zona omogenea Consumo idrovore al servizio della zona omogenea CI [Kw.h] Superficie complessiva sottesa dalle idrovore che servono la zona A [ha] Massima densità di consumo di energia nel Comprensorio [68,97 Kwh/ha] Dc max [Kw.h/ha] Densità di consumo energetico DC= CI/A [Kw.h/ha] INDICE DI ESERCIZIO IMPIANTI Iei = DC / DC max Elementi economici relativi all'esercizio degli impianti costo unitario consorziale di esercizio impianti [334 L/Kwh] CUei [L/Kwh] costo di esercizio degli impianti massimo per ettaro Cei(max) = CUei . DC max [L/ha] La mappa degli indici di esercizio impianti è allegata alla tavola 15
  • 4.3.4.5 INDICE DI ESERCIZIO CANALI

    L'indice di esercizio della rete scolante (vigilanza, manovre di regolazione e servizio di piena) è determinato in analogia a quello corrispondente di manutenzione rete, sostituendo, alla superficie alveare il percorso scolante in [m]. Determinazione dell'indice : Identificazione della zona omogenea Totale dei percorsi scolanti di tutti i canali del bacino di 1° livello di appartenenza della zona omogenea Lt [m] Superficie del bacino di 1^ livello di appartenenza della zona A [ha] Percorso scolante dalla foce alla sezione di riferimento del foglio L [m] Lunghezza del massimo percorso scolante del bacino di 1° livello L max [m] Densità massima di reticolo scolante presente in un bacino di 1° livello [Centonara Ozzanese 21,345 m/ha] DLmax [m/ha] Densità di percorso scolante del bacino di I^ livello di appartenenza della zona DL= Lt / A [m/ha] Coefficiente di riduzione per minor percorso scolante K = 0,35 + 0,65 . L / L max INDICE DI ESERCIZIO CANALI Iec = (DL / DL max). K Elementi economici relativi all'esercizio dei canali costo unitario consorziale di esercizio dei canali [615 L/m] CUec [L/m] costo di esercizio canali massimo per ettaro Cec(max)=CUec.DLmax [L/ha] La mappa degli indici di esercizio è allegata alla tavola 16
  • 4.3.4.6 INDICE DI ESERCIZIO

    L'indice di esercizio è rappresentato dalla media ponderale dell'indice di esercizio impianti e dell'indice di eercizio della rete scolante. I pesi di ciascun indice sono determinati in base al costo massimo attuale delle due attività, con riferimento alla singola zona omogenea. Peso dell'indice di esercizio impianti - Pei = Cei max [L/ha] Peso dell'indice di esercizio della rete scolante Pec = K . Cec max [L/ha] INDICE DI ESERCIZIO l
  • 4.3.4.7 INDICE DI GESTIONE

    L'indice di gestione è ottenuto dalla media ponderale fra gli indici di manutenzione e di esercizio, avendo fissato come peso della manutenzione 84,4% e peso dell'esercizio 15,6%, valori ottenuti dal rapporto fra i costi consorziali di manutenzione ed esercizio, rispetto al costo totale attuale dell'attività di bonifica idraulica del Consorzio (tab. 22) l La mappa degli indici di esercizio è allegata alla tavola 17
  • 4.3.4.8 INDICE DI SICUREZZA IDRAULICA

    Il calcolo dell'indice di sicurezza idraulica è stato effettuato come rapporto fra la portata massima defluibile l in moto uniforme e la portata idrologica l di prefissato tempo di ritorno. l La portata massima defluibile è stata determinata in moto uniforme con la nota formula di CHEZY: ll dove: l = coefficiente di scabrezza = l c = coefficiente di scabrezza di Strickler l=area della sezione a bocca piena (mq) R = raggio idraulico = l / B B = contorno bagnato i = pendenza motrice In corrispondenza delle sezioni rigurgitate è stata tenuta in conto una stima della pendenza media di rigurgito. La portata idrologica è stata calcolata con il metodo del volume di invaso. Il calcolo ha tenuto conto dell'ipotesi di riempimento asincrono , mettendo in conto solo il volume effettivamente invasato nella rete a monte della sua sezione terminale. L'espressione utilizzata per il coefficiente udometrico è la seguente: l [5] essendo: u = coefficiente udometrico in litri al secondo per ettaro l= coefficiente della scala di deflusso per la sezione a,n = coefficiente della curva segnalatrice , a in metri per l , n adimensionale l= coefficiente di deflusso relativo all'area totale afferente v = volume specifico di invaso totale inteso come somma dei volumi specifici relativi ai condotti ed a tutte le altre forme di invaso, in metri. Il coefficiente di deflusso viene calcolato con l'espressione : l
    La fitta rete di canali che percorrono il compresorio pianeggiante del consorzio è stata suddivisa in 18 bacini che scolano indipendentemente l'uno dall'altro le loro acque. Fra questi i maggiori sono: il bacino della Botte e il bacino del Lorgana in sinistra Idice, il bacino del Menata e quello del Garda in destra Idice. Tutti gli altri bacini sono di dimensioni molto più modeste: Saiarino, Correcchio, Centonara Ozzanese, Canale di Budrio, Canale Prunaro, Laghetto, Fossa Grande, Fossadone, Acquarolo Alto, Acquarolo Basso, Zenetta di Quarto, Calamosco, Carsè, San Carlo. (vedi tab. n. 13). Le curve segnalatrici di possibilità climatica sono state scelte avvalendosi dei risultati ottenuti dal Prof. Todini (E. Todini & partners, Consulting Engineering S.r.l.), in una "Indagine statistica sulle piogge intense nel comprensorio del Consorzio della Bonifica Renana".(vedi paragrafo 3.2.2.2.3). Per il calcolo della portata idrologica l si sono scelte le curve segnalatrici corrispondenti ad un tempo di ritorno pari a 25 anni. Tale scelta è motivata dall'ipotesi che gli immobili consorziali possano tollerare un danno da allagamento che si manifesti con frequenza non inferiore ai 25 anni. Dall'analisi della carta delle precipitazioni medie annue del Comprensorio di Pianura (Fig. 15), si sono evidenziate tre zone climatiche omogenee : il territorio dell'Alta Pianura e dell'area argentana, il territorio corrispondente coi bacini della Destra Idice ed il territorio a Sinistra dell'Idice. Le curve segnalatrici di possibilità climatica, valevoli per tempo di ritorno = 25 anni e per durata di pioggia da 1 ora a 5 giorni, adottate per queste tre zone sono rappresentate dalla relazione generale atp^n, i cui parametri a e n sono riportati nella tabella seguente :
    ZONA a n
    Alta pianura e area Argentana 37,4 0,316
    Destra Idice 47,4 0,228
    Sinistra Idice 39,3 0,269
    Le curve segnalatrici sopra riportate si riferiscono a piogge puntuali, cioè relative alle altezze massime di precipitazione osservate in prossimità dei pluviometri. Per passare dalle curve segnalatrici puntuali a quelle medie su un intero bacino di area non piccola, si sono variati i valori dei coefficienti a ed n secondo le nota seguenti relazioni proposte dal Puppini[6], ottenute da osservazioni sperimentali svolte proprio nel Comprensorio della Bonifica Renana : a' = a x [1-0.084 x (A/100)+0.007 x (A/100)^2] n' = n + 0.014 x (A/100) dove A = area totale del bacino in kmq. Nel calcolo delle reti idrauliche questa formula è stata applicata per quei bacini la cui area supera i 1600 ettari. Per i bacini di superficie inferiore, invece, si sono adottate le seguenti analoghe relazioni a' = a x [1-0.052 x (A/100)+0.002 x (A/100)^2] n' = n + 0.0175 x (A/100) dove A = area totale del bacino in ettari. (questa formula vale infatti per bacini con area inferiore ai 1500 - 1600 ha). I valori ottenuti costituiscono i coefficienti della linea segnalatrice usati per il calcolo del coefficiente udometrico. Il coefficiente di deflusso per le aree permeabili e il volume specifico si sono valutati in ogni bacino secondo la pedologia e la pendenza del terreno, riportate nelle seguenti tabelle.
    TABELLA DEI COEFFICIENTI DI DEFLUSSO E DEI VOLUMI D'INVASO SPECIFICO PER I BACINI PRINCIPALI
    PEDOLOGIA Pendenza Terreni
    massima minima media K v BACINO
    Argille e terreni Prevalentemente limosi 0.2980% 0.0200% 0.0998% 0.50 0.0160 Garda
    0.0840% 0.0130% 0.0392% 0.45 0.0185 Menata
    0.00351% 0.00015% 0.000972% 0.48 0.0180 Botte
    Argille sabbiose (argilla 40-60% 0.0310% 0.0200% 0.0253 0.45 0.0160 Garda
    0.1160% 0.0120% 0.0548 0.40 0.0185 Menata
    0.1600% 0.0090% 0.0679 0.46 0.0180 Lorgana
    0.0182% 0.00002% 0.00182 0.42 0.0180 Botte
    Sabbie argillose (argilla 25-40%) 0.4700% 0.1300% 0.2627% 0.40 0.0160 Garda
    0.4980% 0.0700% 0.2049% 0.35 0.0185 Menata
    0.2000% 0.0010% 0.0571% 0.42 0.0180 Lorgana
    0.00451% 0.00013% 0.001394% 0.40 0.0180 Botte
    Sabbie fluviali (argilla <25%) 0.00231% 0.00022% 0.001065% 0.35 0.0180 Botte
    TABELLA DEI COEFFICIENTI DI DEFLUSSO E DEI VOLUMI D'INVASO SPECIFICO PER I BACINI DI PICCOLA DIMENSIONE
    PEDOLOGIA K v BACINO
    Ghiaie e sabbie dei conoidi 0.40 0.0150 Laghetto
    0.40 0.0150 Fossadone
    0.40 0.0140 San Carlo
    Argille sabbiose (argilla 40-60%) 0.40 0.0140 Fossa Grande
    0.40 0.0180 Saiarino
    Sabbie argillose (argilla 25-40%) 0.35 0.0170 Canale di Budrio
    0.40 0.0140 Centonara Ozzanese
    0.45 0.0160 Prunaro
    0.45 0.0150 Calamosco
    0.45 0.0120 Zenetta di Quarto
    0.45 0.0150 Fossadone
    0.46 0.0155 Acquarolo Alto
    0.46 0.0155 Acquarolo Basso
    0.50 0.0150 Carsè
    0.52 0.0150 Fossa Grande
    0.58 0.0130 Correcchio
    C'è da osservare che in prossimità delle idrovore o di sezioni comunque rigurgitate sono stati opportunamente variati sia la pendenza motrice, non più parallela al fondo del canale, che il volume specifico d'invaso. E' stata quindi adottata la pendenza motrice del profilo di rigurgito, tenendo conto di un volume specifico maggiore nei tronchi interessati dal fenomeno di rigurgito. I risultati ottenuti dal calcolo di verifica idraulica sono costituiti dai valori della portata idrologica con tempo di ritorno di 25 anni e dai conseguenti coefficienti udometrici, rappresentativi della condizione idraulica del bacino. Nella tabella 13 (par. 3.2.2.3.1) sono stati indicati i valori della portata idrologica e dei coefficienti udometrici sopracitati per i tronchi terminali dei principali collettori scolanti del comprensorio di pianura. Gli indici di sicurezza idraulica, ottenuti dal rapporto fra la portata idrologica venticinquennale e la portata massima defluibile, sono riportati negli allegati alla tavola 27.
  • 4.3.4.9 INDICE DI EFFICACIA IDRAULICA

    L'indice di efficacia idraulica valuta la capacità della rete scolante di assicurare ai terreni un ottimale franco di bonifica. Si è definitivo franco di bonifica ottimale un dislivello fra il piano di campagna e la falda superficiale pari o superiore ad un metro. Per la determinazione di tale indice si è proceduto verificando il franco di bonifica ottimale, così definito, e si sono valutate, tronco per tronco, la quota idrometrica del franco ottimale e lla probabilità che questa quota si verifichi .l Si è considerata, come condizione di massima efficacia, una situazione in cui il franco abbia una probabilità di non essere garantito superiore ai 50 anni. Nel caso in cui il franco ottimale si verifichi con tempo di ritorno inferiore ai 50 anni si è calcolata la distanza fra il piano di campagna e la quota massima defluibile all'interno della sezione presa a riferimento. Quando il dislivello calcolato è risultato > = 1 m, si è assunto indice = 1, se invece è risultato < di 1 m si è proceduto al calcolo dello scostamento rispetto al franco ottimale con la relazione l dove S = scostamento rispetto al franco ottimale Qpc = quota topografica del piano di campagna Qa = quota idrica massima nella sezione di riferimento per tempi di ritorno < di 50 anni o, in alternativa, quota idrica, non necessariamente massima, corrispondente a tempi di ritorno > = a 50 anni. L'efficacia del franco di bonifica è inversamene proporzionale allo scostamento rispetto al franco ottimale, ma con legge non lineare. L'indice di efficacia può essere rappresentato da una funzione esponenziale che, al variare dello scostamento sopra citato, assuma valori compresi fra 0 e 1, indicanti rispettivamente l'annullamento e la condizione ottimale del franco. Per tener conto della probabilità del verificarsi di tale scostamento, si è introdotto il seguente fattore correttivo K che consente di amplificare il valore dell'indice in proporzione alla probabilità di ottenere il franco ottimale l dove l = tempo di ritorno del franco ottimale l = tempo di ritorno della quota idrometrica massima L'espressione dell'indice di efficacia è pertanto l Per valori della funzione > 1 si è assunto indice di efficacia = 1.
  • 4.3.4.10 INDICE DI ADEGUATEZZA DELLE OPERE

    Rappresenta il giudizio sullo stato della rete e degli impianti in relazione alla sicurezza idraulica offerta e all'efficacia del franco di bonifica assicurato dalle opere. E' dato dalla media aritmetica (peso = 50%) dell'indice di sicurezza idraulica e dell'indice di efficacia idraulica. l La mappa degli indici di adeguatezza delle opere è allegata alla tavola 20
  • 4.3.4.11 INDICE DI BENEFICIO DELLA BONIFICA IDRAULICA

    E' dato dalla media aritmetica (peso 50%) fra l'Indice di gestione e l'Indice di adeguatezza delle opere. l I risultati numerici del calcolo degli indici di beneficio, in forma tabellare e cartografica sono contenuti negli allegati alle tavole 21 e 27. In (Fig. 25) è rappresentata la mappa tematica degli indici di beneficio della bonifica idraulica.
  • 4.4 CLASSIFICA DEI BENI IMMOBILI SOGGETTI AL BENEFICIO DELLA BONIFICA MONTANA
  • 4.4.1 IDENTIFICAZIONE DEL COMPRENSORIO DA ASSOGGETTAREA CONTRIBUENZA

    Il comprensorio di montagna della Bonifica Renana si estende per 68.474 ha di cui 64.883 in provincia di Bologna e 3.591 in provincia di Firenze. Sono compresi in questo territorio i capoluoghi dei comuni di Monghidoro, Loiano, Monterenzio, Monzuno, Pianoro, Dozza e, solo in parte, quelli di S.Lazzaro di Savena, Ozzano Emilia e Castel S.Pietro Terme. I bacini imbriferi presenti, tutti affluenti del fiume Reno, sono il torrente Savena, il torrente Idice, il torrente Sillaro. Come già si è fatto cenno al par. 3.2.2.5, in ogni bacino sono presenti diverse formazioni geologiche : dal flysch marnoso-arenaceo delle alte valli, alle argille scagliose e plioceniche delle zone mediane, fino alle alluvioni quaternarie delle zone più basse. Un ambiente siffatto, nel quale convivono attività agricole, industriali e turistiche, richiede una continua attività di vigilanza e, compatibilmente con le risorse finanziarie pubbliche, interventi di sistemazione dei corsi d'acqua e di consolidamento delle pendici. I confini del comprensorio di montagna coincidono rigorosamente con i crinali appenninici ed in particolare, a Sud-Ovest, con quelli della vallata del Torrente Savena, dell'Aposa, del Ravone, del Rio Meloncello fino al corso del fiume Reno; a Sud-Est, con quelli del Torrente Sillaro, del Sellustra e del Correcchio; a Nord con la Via Emilia. Essendo l'area contribuente individuabile attraverso la presenza, nei singoli bacini imbriferi, di opere di bonifica montana, su cui si esplica l'attività di vigilanza del Consorzio, vanno escluse al momento le zone collinari dei Torrenti F. Cavallina, Aposa, Ravone, Meloncello e del Rio di S.Luca, non essendovi in questi bacini opere di bonifica in gestione al Consorzio. Pertanto il confine Ovest, del comprensorio contribuente si limita al crinale della valle del Savena fino alla via Emilia, in Comune di S.Lazzaro di Savena.
  • 4.4.2 LE BASI INFORMATIVE

    Il territorio è suddiviso nei principali bacini imbriferi, che scolano le proprie acque meteoriche nel Reno, attraverso i collettori arginati che sovrastano il Comprensorio di pianura. La cartografia digitalizzata è basata sulla Carta Tecnica Regionale, secondo le codifiche del Sistema Informativo geografico consorziale, basato sul "Data base" ARC-INFO. Le coperture utilizzate per la valutazione dell'indice di beneficio della bonifica montana sono essenzialmente la carta delle curve di livello (Fig. 26) del Comprensorio di Montagna, la carta dei confini amministrativi e la carta del reticolo idrografico. Ad ogni foglio catastale è stata attribuita una altimetria media, considerato che in condizioni geolitologiche omogenee, all'aumentare della quota altimetrica, cresce il valore dell'intensità di pioggia e della pendenza dei versanti, quindi la vulnerabilità ovvero la propensione al dissesto del territorio.
  • 4.4.3 - CRITERIO DI RIPARTO DELLE SPESE DELLA BONIFICAMONTANA

    Per il riparto delle spese che si riferiscono all'attività svolta dal Consorzio nel territorio di Montagna, corrispondente al II° Distretto, è necessario determinare il contributo unitario o aliquota di contribuenza della singola ditta consorziata. Il criterio di calcolo è indicato nella seguente relazione : l dove : i = Indice dell' iesima unita' immobiliare g = Indice di gruppo di immobili C = Costo dell'attivita' di bonifica montana attinente il II° Distretto BM Consorziale c = Contributo della singola unita' immobiliare P v = Peso della quota di beneficio correlata alla rendita censuaria dell'immobile = 80 % P d = Peso della quota di beneficio correlata alla direzione dell'immobile = 20% RC = Rendita censuaria della singola unità immobiliare i (catastale per i fabbricati e dominicale per i terreni) KO = Coefficiente di omogenenizzazione o rapporto fra valore medio g degli immobili extragricoli rispetto a quelli agricoli SSi = Superficie che compete alla singola unità immobiliare RUg = Rapporto udometrico Ib = Indice di beneficio della bonifica montana (valore compreso tra 0 e 1)
  • 4.4.4 INDICE DI BENEFICIO DELLA BONIFICA MONTANA

    Come si è detto al Cap. 4.2 l'attività di pianificazione territoriale svolta dal Consorzio a favore del territorio montano [7] si articola in modo uniforme su tutto il territorio, mentre il beneficio è inversamente proporzionale alla quota altimetrica, essendo tale elemento, a pari condizioni geolitologiche, indicatore della propensione al dissesto dei versanti collinari e montani. Tale schematizzazione trae motivazione dal fatto che, al crescere delle quote altimetriche, crescono l'intensità della pioggia e del vento e la pendenza media dei versanti, fattori di dissesto delle pendici montane. L'indice di beneficio è pertanto individuabile attraverso una relazione di proporzionalità fra le quote altimetriche e il grado di propensione al dissesto, schematizzata secondo la (Fig. 27). Per la zona collinare, al di sotto dei 150 m.l.m ,si è tenuto conto che l'attività pianificatoria ha un costo inferiore del 10% rispetto alla stessa attività svolta nelle altre zone del comprensorio di montagna. Ciò a motivo del prevalente intervento urbanistico e della ridotta vulnerabilità almeno per quanto riguarda i dissesti di pendice. Tale indice, così ridotto, interviene nella determinazione della quota di contributo proporzionale alla superficie, il cui peso è stato determinato pari al 20%. La diversa natura geologica del suolo, che provoca una variazione del beneficio, da zona a zona, richiede, da parte del Consorzio, un'attività di vigilanza mirata a controllare in misura maggiore le opere e le pendici delle zone più vulnerabili. Di tale variazione si è tenuto conto, utilizzando, come parametro indicatore, la rendita censuaria, essendo determinate, nella stima effettuata dall'U.T.E., la valutazione delle condizioni del suolo. Come si è detto, il peso della quota di beneficio riconducibile all'attività di vigilanza sulle opere di bonifica è determinante e viene valutato pari all'80%. La mappa degli indici di beneficio è indicata nella (Fig. 28).
  • 4.5 CLASSIFICA DEI BENI IMMOBILI SOGGETTI ALBENEFICIO DELL'IRRIGAZIONE
  • 4.5.1 IDENTIFICAZIONE DEL COMPRENSORIO SOGGETTO ACONTRIBUENZA

    I beni immobili che traggono beneficio dall'irrigazione sono esclusivamente i terreni agricoli ed il comprensorio contribuente è individuato in relazione all'effettiva possibilità che le aziende agricole usufruiscano dell'acqua invasata nei canali di bonifica o nei condotti irrigui. Non è quindi possibile delimitare il comprensorio irriguo attraverso un preciso confine, ma solo distinguendo, zona per zona, quali siano i terreni irrigabili, con acqua proveniente dal sistema idraulico consorziale, da quelli non irrigabili. La (Fig. 29) illustra la carta delle zone irrigabili che come si può notare gravitano per la maggior parte a valle del Canale Emiliano Romagnolo e, in misura molto più ridotta, nelle zone a Sud del C.E.R. che possono essere alimentate con acque provenienti dalla Chiusa di Casalecchio.
  • 4.5.2 LA BASE INFORMATIVA

    Il territorio consortile è stato suddiviso in aree irrigabili mediante opere idrauliche in gestione al Consorzio e aree non irrigabili o irrigabili mediante altre fonti idriche non in gestione al Consorzio, ovvero irrigabili da pozzo. Le aree irrigabili sono state a loro volta suddivise in 5 zone omogenee aventi le seguenti caratteristiche : aree irrigate da canale con carico soggiacente e alimentazione precaria aree irrigate da canale con carico soggiacente e alimentazione continua aree irrigate da canale con carico dominato da condotta a bassa pressione (da 0 a 3 atm) e alimentazione continua aree irrigate mediante rete tubata a media pressione (da 3 a 5 atm) e alimentazione continua aree irrigate mediante rete tubata ad alta pressione (>5 atm) e alimentazione continua Le zone sopra indicate sono a loro volta suddivise in 3 subzone definite ciascuna dalla seguente caratterizzazione lito-pedologica : zone con terreni sabbiosi, e tendenzialmente sabbiose, zone di medio impasto e zone con terreni argillosi o tendenzialmente argillosi. Tutte le zone omogenee sono state a loro volta distinte, in base all'utilizzazione (quindi al diverso consumo prevedibile) come segue : prelievo per irrigazione normale prelievo per risaia prelievo per valle (caccia, pesca o allevamento) Sono state create le relative coperture del Sistema Informativo Geografico nel formato ARC-INFO per il calcolo dell'indice di beneficio irriguo (vedi allegati tavola 26).
  • 4.5.3 IL BENEFICIO DELL'IRRIGAZIONE

    Si definisce beneficio irriguo, il beneficio che tutti gli immobili agricoli traggono dalla presenza e dalla funzionalità delle opere irrigue, in gestione al Consorzio. Sono pertanto soggetti a contributo tutti i terreni agricoli che risultano "irrigabili" attraversoopere irrigue esistenti, esercite e mantenute dal Consorzio. Tenuto conto del particolare tipo di sistema di adduzione e trasporto di cui il Consorzio dispone, gli oneri di manutenzione e gran parte degli oneri di esercizio non sono proporzionali alle superfici effettivamente irrigate. Il sistema infatti, essendo costituito prevalentemente da canali in terra, richiede l'invaso dei canali indipendentemente dalla superfici irrigate e tale quantità d'invaso va periodicamente ripristinata per effetto di perdite d'infiltrazione ed evaporazione; analogamente dicasi per gli impianti tubati che vanno tenuti in pressione sia per pochi come per molti utenti.
  • 4.5.4 CRITERIO DI RIPARTO DELLE SPESE DELL'IRRIGAZIONE

    La scelta di porre le spese sostenute per l'irrigazione a carico di tutti i terreni "irrigabili" è motivata dalle considerazioni di seguito esposte. In primo luogo con la manutenzione e l'esercizio delle opere il Consorzio assicura la conservazione del valore economico del terreno che risulta superiore al valore di un terreno non irrigato, e ciò indipendentemente dal fatto che l'acqua venga utilizzata o meno. L'esercizio delle opere, inoltre, pur essendo in parte proporzionale al consumo idrico, di fatto garantisce la funzionalità del sistema anche per chi momentaneamente non lo utilizza. L'imputazione delle spese a tutti i terreni irrigabili (tariffa monomia) costituisce infine un incentivo ad aumentare la superficie irrigata, con tutti gli effetti benefici che ciò comporta per l'attività agricola e, più in generale, per il mantenimento di condizioni di benessere economico delle zone rurali interessate; si fa riferimento in particolare alla diversificazione colturale, all'incremento di colture specializzate in grado di sviluppare attività indotte ed occupazione stagionale diretta o indiretta, al miglioramento della qualità dei prodotti: in sostanza a tutto ciò che una moderna pratica irrigua, non più intesa secondo il concetto di incremento produttivo, può rendere possibile. Non sussiste, in questo contesto, il rischio che il riparto delle spese in base alla sola superficie irrigabile costituisca un incentivo per lo spreco idrico. A parte la considerazione che i costi aziendali per la distribuzione irrigua costituiscono di per sè un efficace strumento di autocontrollo, appare evidente che una prospettiva del genere rientra in un tipo di agricoltura non professionale le cui esigenze od errori non possono influenzare in misura sensibile le regole dell'esercizio irriguo. Tutto ciò premesso, per il riparto delle spese che si riferiscono all'attività di adduzione e distribuzione d'acqua per uso agricolo effettuata dal Consorzio in tutto il territorio consortile, quindi nel I° e II° distretto, occorre procedere alla determinazione del contributo da applicare agli immobili consorziati, limitatamente a quelli iscritti al Nuovo Catasto Terreni. Sono escluse ovviamente le superfici i cui immobili sono iscritti al Catasto Fabbricati, le strade ed il Demanio acque. Il criterio di calcolo è indicato nella seguente relazione : l dove d = indice di distretto i = indice dell'iesimo immobile Ibi = indice di beneficio irriguo ci = contributo dell'i-esimo immobile CId = costo dell'attività irrigua attribuibile a ciascun distretto SI = superficie irrigabile Rc= 1 per terreni 8 per risaia 10 per valli, per caccia e pesca Per sua natura la formula monomia non tiene conto dell'effettivo consumo, bensì del solo beneficio, pur tuttavia viene inserito il rapporto Rc, detto rapporto di consumo, per tener conto della sproporzione fra il tipo di utilizzazione idrica delle normali colture, a confronto con la risaia o le valli per caccia e pesca, che, come è noto, hanno consumi da 8 a 10 volte superiori a quelli prevedibili per le altre colture. Il costo per l'erogazione idrica agli utenti extragricoli non potrà comunque essere ripartito in base alla superficie bensì a consumo.
  • 4.5.5 CALCOLO DEGLI INDICI DI BENEFICIO DELL'IRRIGAZIONE

    Gli indicatori del diverso grado di beneficio sono : a) la quantità di acqua disponibile (dotazione); b) le caratteristiche del terreno in superficie (pedologia); c) le modalità di consegna dell'acqua Si determinano quindi 3 indici di beneficio : 1. indice di dotazione 2.indice pedologico 3.indice di modalità di consegna
  • 4.5.5.1 INDICE DI DOTAZIONE

    Rispetto alla situazione di maggior vantaggio per l'agricoltore, rappresentata da una dotazione adeguata a domanda ed alla quale è stato attribuito indice 1, le altre condizioni ipotizzate comportano per l'azienda oneri aggiuntivi per attrezzature irrigue supplementari e per strutture di stoccaggio dell'acqua per far fronte alle esigenze delle colture anche nei momenti nei quali, a seguito della distribuzione turnata, l'erogazione è sospesa. Ciò comporta un costo per l'agricoltore corrispondente ad una riduzione del beneficio stimabile in circa il 25%. Nei casi più gravi di possibile mancanza di acqua nei periodi di punta, la riduzione del beneficio può derivare, oltre che da un più accentuato onere, rispetto al caso precedente, per costruzione di strutture di stoccaggio con maggiore capienza, anche dalla necessità di modificare l'ordinamento colturale, sostituendo alle colture inizialmente previste, altre più resistenti alle carenze idriche anche se di minor reddito. Le possibili combinazioni dei due elementi sono infinite. Mediamente, comunque, si può ritenere che la diminuzione di beneficio ad essi imputabile possa essere valutata pari a circa il 50%.
  • 4.5.5.2 INDICE PEDOLOGICO

    Sotto il profilo tecnico, l'effetto più evidente dell'irrigazione, come incremento quali-quantitativo della produzione lo si ottiene nei terreni sciolti. Essi infatti sono caratterizzati da un minor capacità di ritenzione idrica e, di conseguenza, da maggiori difficoltà, da parte delle colture, di superare periodi di insufficienti apporti meteorici senza l'ausilio di frequenti interventi irrigui. La capacità di ritenzione aumenta con l'aumentare delle componenti più fini del terreno (limo ed argilla). Nei terreni di medio impasto pertanto la necessità di interventi idrici frequenti si attenua in modo sensibile. Si può quindi ritenere che il beneficio tratto dalla disponibilità irrigua nei terreni tendenzialmente sciolti sia notevolmente superiore a quello dei terreni di medio impasto. In pratica, però, la differenza si attenua se si considera che, nei terreni di medio impasto, l'agricoltore può effettuare le proprie scelte colturali nell'ambito di un assortimento di specie più ricco (anche per quanto concerne le esigenze idriche) ed articolato di quello possibile nei terreni sciolti. Si ritiene pertanto che la differenza del beneficio fra le due categorie di terreni (sciolti e di medio impasto) debba essere valutata attorno a circa il 10%. La medesima modesta differenza può essere ritenuta congrua fra i terreni di medio impasto e quelli argillosi, caratterizzati, questi ultimi da una capacità idrica elevata ma anche da altri inconvenienti colturali e di ristretta scelta di specie coltivabili. Tali differenze, di per sè modeste, diventano addirittura trascurabili se si considera che l'incidenza dell'indice pedologico su quello complessivo di beneficio irriguo (vedasi par. 4.5.5.4) è di solo il 10%.
  • 4.5.5.3 INDICE DI MODALITA' DI CONSEGNA

    Non vi è dubbio che l'azienda per quanto concerne la modalità di consegna ha il massimo tornaconto dalla consegna dell'acqua a pressione sufficiente per la distribuzione in campo (>5 atm). In tal caso infatti, l'onere per l'agricoltore è limitato alla posa in opera dell'impianto aziendale ed alla sorveglianza che normalmente viene effettuata contemporaneamente al disbrigo di altri lavori. In questo caso, pertanto, l'utente ha, dalla modalità di consegna, il massimo beneficio possibile. Il relativo indice sarà quindi = 1. La situazione più sfavorevole coincide invece con la consegna da canale con carico soggiacente. In questo caso l'agricoltore dovrà provvedere al sollevamento ed alla messa in pressione, sostenendo un onere valutabile nel 90% della quota di beneficio corrispondente all'indice di modalità di consegna. Di conseguenza, in questo caso, il beneficio per la modalità di consegna si riduce al 10% : il relativo indice può quindi assumere il valore di 0,1. Per modalità di consegna intermedie fra i due casi estremi sopra citati, l'indice dovrà tener conto della percentuale di superficie irrigabile senza interventi di rilancio, con la pressione disponibile. Si avrà pertanto : con pressione da 3 a 5 atm : la superficie irrigabile senza rilanci si può quantificare nel 50% di quella complessiva. L'indice pertanto sarà pari a : (1+0,1)/2 = 0,55 con pressione da 0 a 3 atm o da canale con carico dominante : la superficie irrigabile senza rilanci è pressochè nulla. Esistono peraltro, per l'agricoltore, rispetto all'ipotesi più sfavorevole dell'attingimento da canali con carico soggiacente, concreti vantaggi sia nel caso di condotte tubate (minor precarietà, facilità di gestione, ecc.) sia nel caso di canali pensili (possibilità di derivazione a caduta, irrigazione a scorrimento). Tale vantaggio potrà essere quantificato con un indice pari allo 0,2.
  • 4.5.5.4 INDICE DI BENEFICIO IRRIGUO

    L'indice di beneficio irriguo rappresenta una combinazione dei tre indici precedentemente definiti che si esprime come media ponderale degli stessi. L'importanza relativa dei tre indici non si riferisce al beneficio arrecato dalla rete irrigua ad aziende con caratteristiche diverse (quantificazione operata all'interno di ogni singolo indice), bensì al diverso impegno che la dotazione, il tipo di terreno e le modalità di consegna comportano per le strutture consortili. Più precisamente, mentre la dotazione e la consegna assorbono quasi interamente l'attività (e quindi i costi) del Consorzio, ben poco incide, in tal senso, l'aspetto pedologico cui si può attribuire solamente un "peso" non superiore al 10%, imputabile al ruolo che le perdite per infiltrazione assumono nell'ambito dei costi complessivi. Per gli altri due indici, si può ritenere che essi abbiano peso proporzionale agli oneri di approvigionamento e invaso (indice di dotazione) ed agli oneri di distribuzione (indice di modalità di consegna). Tenuto conto che il rapporto tra le spese di esercizio della rete di distribuzione e quelle corrispondenti della rete di adduzione (C.E.R., etc.) è circa 1,25 si può assumere come peso l'indice di dotazione un valore pari al 40% e come peso dell'indice di modalità di consegna un valore pari al 50%. Il territorio suddiviso in zone omogenee per beneficio irriguo è illustrato negli allegati alle tavole n. 23, 24, 25 mentre la mappa degli indici di beneficio irriguo è rappresentata alla figura 30 (Fig. 30) e alla tavola 26 degli allegati. L'indice di beneficio irriguo nasce pertanto dalla relazione: Ib = ( 40% ID + 10% IP + 50% IMC ). dove : ID = indice di dotazione IP = indice pedologico IMC = indice di modalità di consegna.
  • 5 NORME DI APPLICAZIONE
    L'applicazione pratica dei criteri di riparto delle spese consortili, da parte degli uffici preposti alla formazione dei ruoli di contribuenza, prevede le seguenti fasi operative, per ognuna delle quali sono di seguito esposte le procedure e le semplificazioni necessarie all'acquisizione dati, al controllo e alle elaborazioni gestionali : 1° fase : Individuazione di tutti gli immobili contribuenti Si tratta dell'acquisizione degli identificativi catastali di tutti gli immobili, per Comune (partita, foglio, mappale, rendita censuaria, classe, categoria e consistenza catastale), presenti all'interno del perimetro contribuente consorziale, suddiviso in 1° e 2° Distretto. Per quanto riguarda il riparto delle spese per la bonifica idraulica (1° Distretto) e la bonifica montana (2° Distretto), gli immobili sono i terreni, i fabbricati e le strade pubbliche. Per il riparto delle spese dell'irrigazione gli immobili sono solo i terreni. In questa fase occorre definire i mappali di confine fra comprensorio contribuente e quello non contribuente, tenendo presente che : per la bonifica idraulica, nel Comprensorio di Pianura (1° Distretto), il perimetro di contribuenza è racchiuso fra il F.Reno, il T. Sillaro e lo scolo Correcchio, fino alla via Emilia. Partendo da Ovest, il confine Sud coincide con il limite di bacino dello scolo Riolo, la Tangenziale, lo scolo Calcarata, l'Allacciante, lo scolo Carsè, lo scolo Zenetta di Quarto, di nuovo la Tangenziale, l'asse del T.Savena fino alla via Emilia. Le aree occupate dalla Tangenziale e dalla via Emilia fanno parte del comprensorio contribuente di pianura. Per il comprensorio di Montagna (2° Distretto) il confine contribuente coincide con i crinali appenninici del T.Savena (crinale sinistro orografico) e del T.Sillaro e dei suoi affluenti di destra Correcchio e Sellustra, (crinale destro orografico). Entrambi i crinali si spingono fino all'incrocio con la via Emilia. Il confine Nord, coincide con la via Emilia. Il perimetro di contribuenza del Comprensorio irrigabile, che interessa prevalentemente il territorio di pianura, è indicato alla tavola 2 degli allegati (fig.29 della presente relazione). L'acquisizione degli identificativi catastali potrà avvenire tramite utilizzazione dei supporti magnetici dell'U.T.E., o tramite collegamento telematico con l'U.T.E. L'aggiornamento delle volture potrà avvenire o attraverso le denunce effettuate dai consorziati, presso gli uffici del Consorzio, o direttamente attraverso gli archivi aggiornati dell'U.T.E. 2° fase : Determinazione degli elementi per il calcolo del contributo della singola proprietà immobiliare. Gli elementi per il calcolo del contributo di Bonifica o irriguo sono i seguenti : a) Costo dell'attività complessiva attribuibile per distretto alla Bonifica Idraulica, alla Bonifica Montana, all'Irrigazione. b) Rendita censuaria (dominicale per i terreni e catastale per i fabbricati) Fatta eccezione per le strade, che hanno rendita = 0, e per il Demanio fluviale (che è esente per legge), tutti gli immobili hanno rendita censuaria maggiore di 0. Nel caso dei terreni, la rendita censuaria e la consistenza (superficie, classe, etc.) sono di norma sempre disponibili. Nel caso dei fabbricati è possibile che alcuni immobili siano censiti in modo incompleto. In tal caso si hanno le seguenti situazioni : 1. per i fabbricati dei gruppi A,B,C : Nel caso in cui è nota la categoria, ma non la consistenza e quindi neppure la R.C., si adottano le seguenti consistenze presunte :
    CATEGORIA CONSISTENZA PRESUNTA
    vani mc mq
    A/1 7,0
    A/2 6,0
    A/3 4,5
    A/4 4,5
    A/5 4,5
    A/6 4,5
    A/7 6,0
    A/8 10,0
    A/9 10,0
    A/10 2,5
    A/11 4,5
    B/1...B/8 100
    C/1 30
    C/2 100
    C/3 300
    C/4-C/5 2000
    C/6 12
    C/7 10
    In base alla consistenza presunta e alla categoria dalle tabelle degli estimi emanate dal Ministero delle Finanze, si desume la R.C. 2. Per i fabbricati D ed E : Nel caso in cui sono note la rendita catastale e la categoria, ma non la consistenza, per determinare la consistenza dei fabbricati D, si adotta la formula indicata al paragrafo 4.2.4.1, mentre per i fabbricati E si adotta la superficie di 1 mq. Il coefficiente di omogeneizzazione è = 1 Nel caso in cui è nota solo la categoria e mancano R.C. e consistenza, si adotta una R.C. presunta di L. 10.000 e, per la determinazione della superficie dei fabbricati D, si procede con la citata formula, mentre per i fabbricati E si adotta una superficie presunta di 1 mq. Anche in questo caso il coefficiente di omogeneizzazione è = 1. 3. Per tutti i fabbricati Nel caso in cui non sia nota neppure la categoria, ma sia censita solo la partita catastale al Catasto Fabbricati, si adotta una R.C. = L.10.000 una superficie di 1 mq ed un coefficiente di omogeneizzazione = 2 c) Coefficiente di omogeneizzazione (si applica quanto previsto al paragrafo 4.2.3). In deroga, per tutto il territorio di Montagna, ai terreni classificati come "prati", "pascoli", "boschi" e "incolti", è assegnato un coefficiente di omogeneizzazione pari a 0,5 per tener conto della notevole differenza di valore riscontrata rispetto ai fabbricati. Ugual valore del coefficiente di omogeneizzazione si assegna ai seminativi, limitatamente ai Comuni di Casalfiumanese, Castel del Rio, Firenzuola, Fontanelice, Monzuno, San Benedetto Val di Sambro e Monterenzio, nei quali si sono ottenuti analoghi riscontri. Nessuna deroga si applica invece per i frutteti, i vigneti e i castagneti da frutto che assumono sempre valore = 1. d) Superficie scolante attribuibile a ciascun immobile La superficie scolante dei terreni coincide con la superficie catastale. La superficie scolante dei fabbricati è determinata come quota parte della superficie composta da coperto, pianta e area cortiliva, di competenza della singola unità immobiliare. Il metodo è illustrato al paragrafo 4.2.4.3. Per la superficie delle strade si considera, come per i terreni, quella catastale. e) Rapporto udometrico (si applica il criterio individuato al paragrafo 4.2.5). Atteso che l'U.T.E. fornisce i dati complessivi delle superfici stradali di ciascun Comune, per il rapporto udometrico da assegnare alle strade appartenenti ai comuni a cavaliere fra il primo ed il secondo distretto, si assume convenzionalmente, per motivi di logicità e opportunità, il valore minimo fra quelli previsti = 4. f) Indice di beneficio della Bonifica Idraulica L'indice è determinato per zone omogenee e per bacino scolante, con il metodo illustrato al cap. 4.3.4. e seguenti. Esso dovrà essere calcolato come media ponderale di tutti gli indici idraulici ricadenti all'interno di un singolo foglio catastale, fatta eccezione : 1) per i fogli posti a cavaliere fra le zone a scolo meccanico e quelle a scolo naturale, si adotta, per motivi di semplicità contabile e di equità, il minore degli indici individuati all'interno del foglio catastale 2) per i fogli posti a cavaliere fra le zone scolanti nei cavi consortili e le zone dell'alta pianura, non scolanti nei cavi consortili, ma ugualmente contribuenti, si mantiene la suddivisione del foglio in aree divise in due parti : quella scolante avente indice > 0 e quella non scolante avente indice = 0. 3) Per i fogli posti a cavaliere fra zone contribuenti e zone non contribuenti le condizioni di applicazione sono identiche a quelle indicate al punto 2). g) Indice di beneficio della Bonifica Montana L'indice di beneficio è assegnato per foglio catastale, sulla base dell'altitudine media dell'area del foglio stesso e tenendo conto di una riduzione del 10% per le zone ad altitudine media inferiore ai 150 m.l.m. h) Indice di beneficio dell'Irrigazione L'indice di beneficio dell'Irrigazione è composto da tre sottoindici : indice di dotazione, indice pedologico e indice di modalità di consegna (paragrafo 4.5.5.) L'indice pedologico è stato indicato anche per i terreni attualmente non irrigabili nel qual caso diventerà applicabile solo allorchè saranno realizzate nuove opere irrigue. Il calcolo dei ruoli di contribuenza irrigua richiede in ogni caso la delimitazione, anche all'interno del foglio catastale, delle zone a diverso indice di beneficio irriguo o di quelle ad indice = 0, cioè non irrigabili. Per tutte le linee che separano il territorio contribuente da quello non contribuente, oppure che distinguono zone a diverso indice di beneficio, si deve periodicamente provvedere all'aggiornamento dei numeri di mappale che possono avere assunto valori diversi a seguito di frazionamenti. Tale operazione di "filtro", che inizialmente dovrà essere effettuata tramite visura diretta, potrà in seguito essere condotta in automatico mediante elaboratore elettronico, potendo disporre di un data base grafico aggiornato delle particelle catastali. 3° fase : Riparto delle spese consortili e formazione dei ruoli di contribuenza Le formule per il riparto delle spese consortili sono indicate rispettivamente : 1. Per la Bonifica Idraulica (interessante il 1° Distretto) al paragrafo 4.3.3 2. Per la Bonifica Montana (interessante il 2° Distretto) al paragrafo 4.4.3 3. Per l'Irrigazione (interessante sia il 1° che il 2° Distretto) al paragrafo 4.5.4 Per ridurre le spese di esazione i tributi sono ridotti alle due sole seguenti descrizioni: Bonifica Renana Terreni, nella quale saranno accorpate la contribuenza per la bonifica idraulica e quella per l'irrigazione in pianura o quella per la bonifica montana e per l'irrigazione nel territorio montano; Bonifica Renana Fabbricati (relativa ai soli immobili urbani, sia del 1° che del 2° Distretto). In cartella esattoriale computati ulteriori oneri derivanti da : mutui per la realizzazione di opere o altri oneri strettamente connessi con l'attività di bonifica. Il centro di costo irrigazione, dovrà essere suddiviso in due sottocentri di costo, uno per il 1° Distretto ed un'altro per il 2° Distretto. Qualora fossero riscontrati errori materiali nell'attribuzione di indici o parametri ad immobili soggetti a contribuenza, le conseguenti necessarie rettifiche potranno essere apportate con Deliberazione del Consiglio.
  • [1] R.D. 8 maggio 1904 - n. 386 - Titolo VI
  • [2] Carlo Vanzetti, la Convenienza dell'opera di bonifica per la pubblica economia, Edizioni Agricole, Bologna, 1955, pag. 103.
    [3] Vedasi tabella 22 - prospetto dei costi complessivi attribuiti al 2° distretto
    [4] Si veda allegati - tav. n. 5, 6, 7, 8, 9, 10
    [5] Vedi G. Supino - Le reti idrauliche - Patron (Bo), pag. 243
    [6] G.Supino - Le reti idrauliche, Patron (BO), pag. 119, 120
  • [7] cui è stato assegnato peso pari al 20% (Cap. 4.2)
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