• Introduzione
  • Dopo l'emanazione del Decreto Legge  616 del 1976, con il quale lo Stato ha attuato un ampio decentramento in materia di Agricoltura, Difesa del Suolo e Ambiente, la Regione Emilia e Romagna, con la L.R. 42/84 sul Riordino dei Consorzi di Bonifica, pur riducendo il campo d'azione previsto dal T.U. 2 febbraio 1933 n° 215, ha inteso affermare l'attualità  del Consorzio di Bonifica come strumento efficace per una corretta azione di salvaguardia del territorio e di tutela delle sue risorse idriche e ambientali.
  • Con successiva legge regionale n. 16/87 veniva, fra l'altro,  estesa la classificazione di bonifica a tutto il territorio regionale non ancora classificato, passando da più di 40 Consorzi di bonifica a soli 15, con l'obiettivo di far coincidere i comprensori dei Consorzi con i confini di bacino idrografico.
  • Si consolidava così il concetto di "unitarietà" di bacino, indispensabile presupposto per qualsiasi attività pianificatoria e gestionale attinente il territorio e le sue risorse.
  • Le nuove disposizioni di legge modificavano, in direzione del voto pro capite, il sistema della rappresentanza nei Consigli di Amministrazione consortili e prevedevano  il riordino amministrativo dei Consorzi di Bonifica.
  • Con l'approvazione della legge 183 / 89 sulla difesa del suolo e della legge 36 /94 sulle risorse idriche venivano ampliate le competenze dei Consorzi di Bonifica in materia di pianificazione di bacino e di gestione delle risorse idriche anche per usi extragricoli.
  • Il nuovo assetto istituzionale e territoriale del Consorzio impone, come peraltro previsto dalla L.R. 42/84,  una revisione dei criteri di riparto delle spese consortili, sostenute con il contributo di tutti i consorziati.
  • Il contributo di bonifica, in base all' articolo 860 del Codice Civile, è obbligatorio per tutti i proprietari di immobili presenti nel comprensorio classificato e deve essere commisurato al beneficio che gli immobili stessi traggono dalle opere di bonifica e dall'attività gestionale necessaria alla loro pianificazione, vigilanza, manutenzione ed esercizio.
  • Occorre quindi uno studio in grado di valutare, in modo oggettivo, i benefici conseguiti con la bonifica e di classificare i diversi immobili, creando una sorta di tabella millesimale che consenta di determinare la quota di contribuenza spettante a ciascun immobile.
  • Per la redazione del presente studio, l'Amministrazione del Consorzio della Bonifica Renana, si è avvalsa, oltre che dei propri uffici, anche di una Commissione di esperti, tutti docenti nell'Università di Bologna,  composta dal Prof. Giorgio  Amadei,  Direttore dell'Istituto di Economia e Politica Agraria della Facoltà di Agraria, dal Prof. Ing. Sandro Artina, Direttore dell'Istituto di Costruzioni Idrauliche della Facoltà di Ingegneria, dall'Avv. Gian Paolo  Nascetti, docente di Diritto Amministrativo presso la  Facoltà  di Giurisprudenza .
  • Lo studio contiene un esame degli aspetti amministrativi e fisici del territorio consorziale, in particolare, per quanto  riguarda le risorse idriche,  del clima, delle precipitazioni e dei deflussi dei corsi d'acqua che attraversano il Comprensorio, mentre, per quanto riguarda il suolo, delle caratteristiche  pedologiche e di uso del suolo in pianura e dello stato del dissesto in montagna.
  • Sono in particolare elencate tutte le opere idrauliche, irrigue e di bonifica montana  con indicate le rispettive dimensioni e caratteristiche tipologiche, ciò per evidenziare il campo e la dimensione complessiva dell'impegno del Consorzio.
  • In relazione alla densità e alla tipologia delle opere è stata illustrata l'organizzazione dell'Ente ed i criteri di attribuzione delle spese necessarie per l'attività di bonifica.
  • Dall'analisi socio-economica del territorio si  evince che la bonifica ha consentito prima e mantenuto successivamente un assetto economico, industriale e agricolo estremamente sviluppato.
  • Considerando che lo scolo delle acque di  gran parte del territorio consorziale  è precluso dalle possenti arginature e dai livelli di piena del F.Reno e che senza la bonifica vi sarebbero ancora acquitrini e paludi, si può senza enfasi affermare che il beneficio tratto dagli immobili della bassa bolognese , per effetto della bonifica, sia stato ingente; lo stesso si può dire del territorio montano, i cui immobili, in parte ricadenti in zone sismiche, in parte in aree geologicamente instabili, hanno visto crescere notevolmente, grazie alla stabilita' dei versanti ottenuta mediante un capillare sistema di opere di presidio, spesso nascoste e perfettamente inserite nell'ambiente circostante, il proprio valore economico .
  • Il beneficio tratto da questi  immobili è stato quantificato in proporzione alla rendita censuaria, resa omogenea fra terreni e fabbricati, e alla corrispondente superficie imbrifera.
  • Il territorio è stato suddiviso in zone ad ugual beneficio, per ognuna delle quali sono stati calcolati diversi indici che, combinati fra loro, danno luogo all'indice di beneficio.
  • Particolare importanza rappresenta, per il territorio di pianura, l'indice di sicurezza idraulica, la cui determinazione e' stata basata sul calcolo dell' evento di piena critico.
  • Si è constatato che l'evento di piena sopportabile dalle attuali opere idrauliche, dimensionate a suo tempo per lo scolo dei soli terreni agricoli in presenza di fenomeni di piena con frequenza di 35-40 anni, si verifica oggi con una frequenza di soli  25 anni, periodo di tempo  che si  può considerare tollerabile per l'economia del comprensorio. Ben maggiore precarietà si avrebbe se non si fosse costantemente provveduto alla manutenzione e all'esercizio delle idrovore, della rete dei canali di bonifica e irrigazione e delle opere di presidio di collina e montagna.   La bonifica idraulica non può quindi dirsi conclusa, per effetto della continua trasformazione del territorio che vede progressivamente ridursi la propria sicurezza idraulica. Ancor più dicasi per la bonifica montana e per l'irrigazione, le cui opere sono in minima parte concluse.  Per tali motivi si è data applicazione nel presente piano alla ripartizione delle spese di bonifica a titolo provvisorio in ragione di indici tecnici approssimativi e presuntivi del beneficio conseguito.
  • Quali novità sono state introdotte, rispetto al precedente piano di classifica, approvato nel 1931 ?
  • 1) si è ampliato il territorio contribuente all'area dell'alta pianura, a ridosso della via Emilia, al      territorio collinare di S.Lazzaro di Savena, agli immobili del gruppo E ed infine alle strade pubbliche;
  • 2) si è adottato un criterio di riparto unico fra terreni e fabbricati, tenendo conto del maggiore impatto delle aree urbane (fabbricati e strade) sulla rete scolante ricevente;
  • 3) le spese per l'irrigazione sono ripartite su tutta la superficie irrigabile dei terreni agricoli, con formula monomia, per tener conto soprattutto del maggior beneficio economico degli immobili serviti da opere irrigue e del beneficio ambientale costituito dagli invasi irrigui.
  • Il presente piano potrà costituire un aggiornato metodo per una più equa ripartizione degli oneri da porre a carico dei consorziati nonchè un più puntuale strumento di conoscenza del territorio e di misura dell'efficacia della bonifica.
  • Consorzio della Bonifica Renana
  • IL PRESIDENTE
  • (Prof. Giorgio Stupazzoni)
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