Valse allora, in sede progettuale, la considerazione che le reti scolanti dovessero essere destinate a servire un territorio eminentemente agricolo, con la conseguenza che il loro dimensionamento fu calcolato sulla base di un rapporto afflussi — deflussi tipico di un territorio rurale, dotato di un volume d’invaso specifico considerevole e di un sistema drenante di fossi e capifossi adatto alle tecniche agricole e colturali di quell’epoca.
La presenza di un territorio agricolo, con rarissimi centri abitati, sprovvisti di rete fognaria e collegati fra loro da poche strade non asfaltate e l’assenza di aree industriali, commerciali o artigianali, e la difficoltà oggettiva, per quell’epoca, di prevedere uno sviluppo urbano e industriale come quello avvenuto a partire dagli anni ’60, orientò i progettisti a dimensionare le reti scolanti di bonifica sulla base di “piogge di progetto” aventi tempo di ritorno di 30 — 40 anni (frequenza valutata sulla base dei pochi dati idrologici allora disponibili), ritenendo ovviamente tollerabile per le aziende coltivatrici, il verificarsi, con questa frequenza, di eventi dannosi.
Lo sviluppo industriale e urbano ha portato all’utilizzazione massiccia di suolo agricolo, al punto che oggi in tutte le pianure si alternano aree agricole, industriali, artigianali e commerciali, collegate da una fitta di rete viabile e da servizi che, oltre a rendere più impermeabile il suolo, lo rendono più vulnerabile, in relazione ai cospicui investimenti immobiliari effettuati.
Con l’attuale territorio caratterizzato da contiguità fra aree urbane e agricole, appare superata la distinzione, da sempre proposta in letteratura, di una soglia di rischio idraulico per l’uso agricolo diversa da quella richiesta per l’uso urbano, pertanto, la “pioggia di riferimento” da adottare per il calcolo del rischio comporta un innalzamento della soglia di sicurezza minima, con l’adozione, per l’attuale tipo di territorio, così fortemente antropizzato, di un unico tempo di ritorno dell’ordine dei 100 anni.
Tale soglia di sicurezza ha ragion d'essere anche per la considerazione che, solo in un arco di tempo secolare, la collettività potrebbe ammortizzare gli oneri dovuti a danni a infrastrutture, abitazioni o attività di valore notevolmente superiore a quelle agricole.