• Irrigazione
  • La funzione irrigua ha conosciuto in questi 11 anni un notevole sviluppo in termini sia quantitativi, sia tecnologici, sia, infine, qualitativi. La prima, fondamentale spinta a questa evoluzione è stata naturalmente la domanda proveniente dal mondo agricolo, mantenutasi per tutto il mandato 1995/2006 elevata, qualificata e motivata.
    Chiaramente la richiesta espressa dall’imprenditoria agricola ha all’origine il fatto che l’acqua è divenuta un fattore della produzione ormai non solo più strategico, ma vitale per chiunque voglia misurarsi con un mercato sempre più globale e competitivo. Ciò è tanto più vero in presenza di un contesto climatico che si è proposto con periodi di siccità eccezionali. Emblematico è stata in tal senso l’estate 2003.
    La domanda proveniente dal mondo agricolo ha trovato nella Renana una buona capacità di risposta progettuale, il che ha consentito di intercettare finanziamenti pubblici che anche su questo fronte (come in quello, già rimarcato nelle pagine precedenti, della difesa del suolo) sono risultati cronicamente inferiori alle necessità.
    Le linee di finanziamento delle quali il nostro Consorzio ha beneficiato in questi anni sono le seguenti.

    Ente finanziatore

    Tipologia di intervento

    Ministero delle Politiche Agricole e Forestali

    Grandi impianti tecnologicamente avanzati (importi dell’ordine di alcuni milioni di Euro) per l’utilizzo dell’acqua del CER.

    Assessorato regionale all’Agricoltura

    Medi impianti tecnologicamente avanzati (importi di alcune centinaia di migliaia di Euro) per il miglior uso di risorse idriche locali.

    Assessorato all’Agricoltura della Provincia di Bologna

    Interventi di piccole dimensioni (importi di alcune decine di migliaia di Euro) finalizzati soprattutto al miglioramento di schemi irrigui già esistenti.

    Capacità infrastrutturali irrigue della Renana da Canale Emiliano Romagnolo (tab. 1)
    Capacità infrastrutturali irrigue della Renana da fonti autoctone (tab. 2)
    Funzione irrigua della Renana. quadro di sintesi (tab. 3)
    I dati contenuti nelle tabelle illustrative testimoniano certamente l’impegno sostenuto dalla Renana per ampliare e migliorare la funzione di irrigazione; impegno considerato vitale per mettere l’agricoltura bolognese in condizioni di competere sui mercati. Ma questi numeri – per quanto lusinghieri – non esauriscono i risultati ottenuti nel mandato 1995/2006. Infatti, non possiamo in questa sede astenerci dal sottolineare con orgoglio lo schema impiantistico che la Renana è stata in grado di progettare, di ottenerne il finanziamento e di realizzare alle porte di Bologna.
    Innanzi tutto il Condotto di adduzione primaria dal Canale Emiliano Romagnolo per l’alimentazione del sistema idrico dell’alta pianura bolognese, denominato anche confidenzialmente Tubone: una infrastruttura che prenderà acqua dal CER all’altezza di Bentivoglio per portarla a una distanza di 13 chilometri, fino all’area del depuratore di Bologna, a Corticella. Un’opera che sarà in grado di trasportare a pieno regime 1.800 litri/sec di acqua, da destinare in primo luogo all’agricoltura, ma anche per usi industriali e igienico-ambientali.
    Ma connessa con il Tubone vi è stata la progettazione e realizzazione della dorsale depuratore/Dozza: un’opera che di fatto consentirà di portare fino ai territori di Castenaso e Budrio l’acqua del Po. Non solo. All’altezza del depuratore di Bologna è già stata realizzata una vasca di miscelazione dove potranno incontrarsi l’acqua in uscita dal depuratore e quella proveniente dal CER.
    In altre parole, a Corticella avremo un sistema integrato in grado di miscelare l’acqua del depuratore e quella del CER, per rilanciarla all’impianto di Dozza. Ma in questo stesso punto continuerà a giungere anche l’acqua del Reno, sia pure sempre più scarsa. In definitiva, la Renana sarà titolare di un sistema complesso in grado di utilizzare contemporaneamente tre fonti diverse - CER, Reno, acqua del depuratore – impiegando di volta in volta quelle più opportune sulla base di valutazioni qualitative ed economiche. Stiamo parlando di un volume di circa 29 milioni di metri cubi l’anno.
    È importante sottolineare come con questo sistema impiantistico entrato in funzione nel 2006 la Renana dimostri concretamente che non esiste competizione tra le diverse fonti idriche, ma una preziosa integrazione.

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