La suddivisione del bacino idraulico della Renana in distretti irrigui è stata realizzata nel 2005 per il Progetto "SIGRIA" per il monitoraggio dei sistemi irrigui (con il coordinamento dell'Istituto Nazionale di Economia Agraria) e concepita secondo criteri che tengono conto delle diverse fonti di approvvigionamento.
Nel territorio consortile, nel 2010, sono stati distribuiti circa 52 milioni di metri cubi d'acqua a scopo irriguo e produttivo, provenienti per il 57% dal fiume Po, per il 32% dal fiume reno e per il restante 11% da altre fonti. Ecco le principali fonti di prelievo:

fiume Po: acque derivate attraverso il Canale Emiliano-Romagnolo (CER) che tramite numerose chiaviche di derivazione consente l'invaso dei canali consorziali e dei privati interconnessi che alimentano a gravità tutta la pianura posta a nord del C.E.R. Le aree poste a sud vengono approvvigionate mediante impianti di pompaggio che sollevano le acque del C.E.R.e le immettono in reti tubate in pressione; il comprensorio irriguo dominato è di oltre 47 mila ettari
fiume Reno: acque derivate dal Canale di Reno che alimentano il sistema Navile-Savena Abbandonato e mediante la condotta "Reno 75" gli impianti irrigui tubati Dozza-Calamosco e Dozza-Castenaso. Inoltre le acque del Reno alimentano i Canali Riolo e Bondanello, grazie a una tubazione di derivazione proveniente dalla Ghisiliera come pure le Canalette Venenta e Castagnolino; il comprensorio irriguo dominato è di circa 19.375 ettari.
torrente Quaderna (Pozzo Rosso-Rio Rosso): acque attinte mediante una stazione di pompaggio e veicolate attraverso un condotto all'invaso del Pozzo Rosso il quale, con l'altro invaso del Rio Rosso costituisce un sistema di laghetti collinari, a Varignana di Castel S.Pietro Terme (BO): la capacità complessiva massima è di 200 mila metri cubi e servono un comprensorio irriguo di 553 ettari.
torrente Sillaro: acque derivate da traversa e opera di presa del Canale dei Mulini del Sillaro ( definito più comunemente Canale di Medicina) che alimenta un comprensorio irriguo di 661 ettari
depuratore Castel S.Pietro Terme: acque di scarico dell'impianto di depurazione, immesse direttamente nello scolo consorziale Laghetto che alimenta un comprensorio irriguo di 367 ettari.
depuratore Ozzano Emilia: acque di scarico dell'impianto di depurazione, immesse direttamente nello scolo consorziale Rio Marzano che alimenta un comprensorio irriguo di 203 ettari

fiume Reno: acque derivate mediante la pompa Longara e immesse nello scolo Marchesi alimentano un territorio un comprensorio irriguo di 161 ettari
torrente Lavino, torrente Ghironda, depuratori di Calcara (Crespellano) e Anzola Emilia: acque complessivamente derivate mediante gli scoliPadergnana e Fossadone che alimentano un comprensorio irriguo compreso fra Lavino e Samoggia di di 900 ettari.
depuratori Calderara di Reno e Padulle di Sala Bolognese: acque di scarico che alimentano un comprensorio irriguo di 1.480 ettari