
Ecomuseo di Argenta nelle strutture del Consorzio |
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Museo della Bonifica |
| Museo delle Valli |
Museo della Bonifica
Le bonifiche hanno inciso in modo determinante nell'evoluzione geomorfologica e nell' organizzazione antropica dell'argentano, e sono venute via via qualificandosi come strumenti importanti per un giusto rapporto fra le spinte, spesso tumultuose, dello sviluppo e la salvaguardia della natura.
Allo sforzo plurisecolare dell'uomo per la difesa del territorio e per il governo delle acque si rivolge il Museo della Bonifica nelle Valli d'Argenta. 
I suoi elementi compositivi si integrano strettamente con le strutture dello stabilimento idrovoro Saiarino, cuore del sistema di bonifica tra i fiumi Reno e Sillaro, che comprende reti distinte di canali per le acque alte e per quelle basse, varie idrovore, casse di espansione (Campotto, Bassarone, Traversante, Vallesanta), numerose chiaviche.
Il Museo presenta il sistema generale, i manufatti, gli impianti e il loro funzionamento.
Una mostra permanente, entro l'edificio della chiavica emissaria, offre informazioni storiche e tecniche, e la "Passeggiata Archeologica della Bonifica" una raccolta di macchine impiegate in passato; la visita pone a contatto diretto con i canali e la vasca di mandata e giunge alla grande sala delle pompe idrovore; è altresì visibile il sistema dei corsi d'acqua interessati (fiume Reno, canali Lorgana e Botte).
Il Museo si ispira all'unità intrinseca fra i documenti della natura e dell'uomo e accosta i materiali dell'archeologia industriale alle moderne apparecchiature tecniche in attività. Si può visitare anche in tempi di emergenza, quando lo stabilimento e le opere di bonifica siano sollecitati da grandi piene: è allora possibile osservare in diretta gli eventi
minacciosi e le difese in funzione.
Apertura solo su prenotazione nei giorni di martedì, giovedì, sabato e festivi, per gruppi di almeno 5 persone, con visite guitate.
Impianto Idrovoro di Salarino
Strada Saiarino
44011 Argenta (FE)
Orari di apertura
Da martedì alla domenica
Dalle 9:00 alle 13:00 ( partenza visite guidate alle 9:00 e alle 11:00)
Al pomeriggio solo su prenotazione per gruppi.
Chiuso il lunedì, la prima settimana di gennaio, la seconda e la terza di agosto e l’ultima di dicembre
| Clicca qui per vedere accedere alla visita virtuale all'impianto idrovoro di Saiarino, è richiesto il plug-in Quicktime |
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Museo delle Valli d'Argenta
Premio del Consiglio d'Europa 1992
Il Museo delle Valli d'Argenta, all'ingresso dell'oasi e in unità fisica e culturale con essa, ha per oggetto la morfologia dell'ambiente argentano, la sua vita vegetale e animale, gli interventi umani che si sono succeduti nei secoli: in sintesi, la storia e la realtà presente del territorio. Le informazioni multimediali si indirizzano, in primo luogo, alla scuola e al turismo interessato alle conoscenze naturalistiche e storico-ambientali.
La sede del Museo è nel Casino di Campotto, che ospita la sezione storico-naturalistica, con sala didattica e di proiezioni,
biblioteca e fototeca, pubblicazioni, personale specializzato di assistenza. Sono offerti ai visitatori, anzitutto, notizie archeologiche e topografiche, documentari filmici e una mostra storica, con il grande modello di funzionamento della bonifica idraulica nell'argentano; il "Concerto della Valle" e la "Sosta nell'Oasi" presentano poi, rispettivamente, nelle speciali sale di audiovisione e di esposizione, i canti degli uccelli e i rumori della palude, e gli aspetti naturalistici delle valli.
Le adiacenti Valli di Campotto costituiscono, al vivo, la sezione naturalistica, e il Museo della Bonifica, nel vicino stabilimento idrovoro Saiarino, quella idraulica. Si ha così un complesso documentario storico-naturalistico forse unico in Europa.
Museo delle Valli di Argenta
Via Cardinala 1/c, 44010 Campotto (FE)
Tel 0532 808058 Fax 0532 808001
museiargenta@comune.argenta.fe.it
Orari di apertura
9:30-13:00 15:30-18:00
chiuso il lunedì
Il grande porticato a vetrate accoglie i visitatori con immagini d'ambiente, documenti e notizie archeologiche, intormazioni sulla topogratia dei luoghi, il paesaggio naturalistico e le presenze tipiche animali e vegetali, le opere idrauliche. Nelle plaghe dell'antica Padusa, mondo d'acque dominato dai rami del delta del Po e dai tanti fiumi e torrenti che andavano a morirvi scendendo dall'Appennino, furono inevitabilmente difficili gli insediamenti umani e le coltivazioni.
L'archeologia non racconta granchè‚ delle epoche anteriori alla colonizzazione romana, e scarsi sono anche i documenti dell'età alto-medievale.
Vi ricorrono prevalentemente aspetti di vita modesta e individuale e di attività legate al quotidiano (materiali edilizi, oggetti d'uso domestico, imbarcazioni precarie), specchio di una realtà economica e sociale assai rudimentale, connessa per lo più con le risorse vegetali e animali delle paludi, dei fiumi e, più tardi, del mare sotto costa.
L'organizzazione idraulica attuale, dopo secolari tentativi di bonificazione, consente un assetto ambientale sufficientemente consolidato sia per gli aspetti economico-sociali sia per la vita della natura.
La sezione storica (al pianterreno) è la prima tappa del percorso espositivo. Vi è riassunto per immagini il dramma secolare dell'uomo per conquistare terre da coltivare e zone da abitare, e quindi per imporre il proprio controllo sulle acque dominatrici. Rilievo centrale ha la documentazione degli interventi di bonifica di questo secolo. Un grande modello automatico illustra in pochi minuti il funzionamento del sistema di bonifica in questi territori.
In una suggestiva saletta (al p.sup.). dotata d opportuni apparecchi audiovisivi, si ascoltano i suoni e i rumori dell'Oasi: animali, piante, specchi d'acqua appaiono come i concertisti della sinfonia della natura, che risuona di giorno e di notte. Il programma presenta gli uccelli prescelti, e di ciascuno indica il nome e fa udire il canto.
Un documentario filmico introduce alla visita del Museo, riassumendo la vicenda geomorfologica e la realtà naturalistica dell'Oasi di val Campotto.
La sala proiezioni (al pianterreno) ospita altresì seminari, attività didattiche e formative, incontri di studio, promossi sia dal Museo sia da associazioni e centri di ricerca e di cultura. Le iniziative del Museo e i servizi (biblioteca, audiofototeca, assistenza specializzata ai visitatori) si rivolgono in primo luogo alla scuola.
Il modello di funzionamento riproduce le strutture e gli impianti del sistema di controllo delle acque in caso di grandi piogge e alluvioni. Vi si osservano i canali per le acque alte (Botte) e basse (Lorgana) e il fiume Reno, recapito delle une e delle altre, l'impianto idrovoro principale di Saiarino, la cassa di espansione di Campotto e alcune chiaviche. Un programma automatico mostra le varie fasi di un evento alluvionale, dall' inizio della pioggia allo stoccaggio delle acque di piena, prima e poi allo loro smaltimento nel Reno
L'Oasi delle Valli di Campotto, là ove il Reno ormai giunge alla foce, è parte di un territorio di eccezionale valore storico-naturalistico, caratterizzato dalla presenza dominante delle acque, la quale, attraverso i tempi, ha impresso contrassegni profondi sull'ambiente, la natura, la vita dell'uomo. Al dominio delle acque l'uomo ha contrapposto uno sforzo millenario per regolamentarle, affinché fosse possibile impiantare coltivazioni e abitati e rendere sicure le attività economiche e le condizioni igieniche.
La storia delle bonifiche, che attraversa i secoli fin dall'età precristiana, ha condotto il controllo idraulico, nel comprensorio alla destra del Reno, a un livello accettabile. Oggi si riscontra un sostanziale equilibrio, nel quale la vita economica e sociale e i valori ambientali trovano assetti adeguati alle moderne esigenze.
Ove si stendevano, un tempo, piaghe malsane e repulsive, le Valli di Campotto, zona umida d'interesse internazionale e Stazione del Parco del Delta del Po, offrono al turista e allo studioso un affascinante paesaggio, ricco di presenze vegetali e animali, che popolano habitat in qualche modo evocativi degli originari ambienti naturali.
Tappeti galleggianti di ninfee si alternano alle distese di genziane d'acqua e canne palustri e ai prati umidi a grandi carici; svettano le molte specie arboree del bosco igrofilo del Traversante: nelle acque, nel cielo, nei dossi, pesci, uccelli stanziali e migratori e altri animali testimoniano la vita della palude.
Visite guidate su prenotazione solo in gruppi (libere in Vallesanta e nei percorsi perimetrali) a piedi e in bicicletta tutti i giorni tranne il lunedì.
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