• Per conoscere il sistema della Bonifica Renana
    visita i musei dell'acqua
  • Museo della Bonifica, Saiarino di Argenta (FE) tel 3666 672288 Museo delle Valli, Campotto di Argenta (FE) tel 0532 808058 Ecomuseo dell'Acqua Padulle di Sala Bolognese (BO) tel 348 0119208
     
  • Museo della Bonifica nell'impianto idrovoro storico di Saiarino
  • Esempio di unico di archeologia industriale a livello regionale, realizzato all'interno dell'impianto idraulico principale della Renana, inaugurato nel 1925 e tuttora operativo.

    Il percorso si snoda dentro lo stabilimento che presidia il vasto sistema di canali, casse di espansione, chiaviche e porte vinciane che tengono in sicurezza idraulica il vasto bacino della Renana, compreso tra l'Appennino bolognese e Argenta (Ferrara), polo nevralgico nel governo delle acque.

    Compongono il percorso museale la visita della Chiavica Emissaria sul canale Lorgana, la passeggiata tra le antiche macchine di bonifica, giungendo alla magnifica Sala delle Pompe in stile liberty dove sei 6 imponenti idrovore, quelle originarie del 1925, sono ancora perfettamente funzionanti, pur essendo attivate oggi non più mediante il ciclo termico - vapore ed elettricità, bensì con i più avanzati sistemi dell'automazione meccanica.

    Si arriva quindi alla magnifica Centrale Termica con caldaie, turbina per il vapore elettrica ed alternatori dell'epoca di inaugurazione, magnifico esempio di tecnologia meccanica ed elettrica dei primi del '900

    Chiude la visita un documentario con filmati d'epoca che illustra l'epopea storica della Bonifica, resa possibile dal lavoro di migliaia di scariolanti, particolari braccianti agricoli che, con vanga e carriola, hanno movimentato enormi quantità di terra per costruire canali, casse di espansione e le fondamenta agli edifici idrovori.


    DOVE SI TROVA: Via Saiarino 1 44011 Argenta (FE); mappa

    ORARI: Dal martedì alla domenica 9.00 - 13.00; visite guidate ore 9.00 e 11.00; chiuso il lunedì. Il pomeriggio apertura solo su prenotazione per gruppi.
    Chiuso prima settimana di gennaio seconda e terza di agosto, ultima di dicembre

    CONTATTI
    orari eventi, visite, servizi, attività educative, prenotazioni: tel 3666 672288
    tel +39 0532 808058
    email: museiargenta@comune.argenta.fe.it

    VISITA VIRTUALE
    Clicca qui per vedere accedere alla visita virtuale all'impianto idrovoro di Saiarino
    (per la visualizzazione è richiesto il plug-in di Apple Quicktime)
     
  • Museo delle Valli
  • Il Museo delle Valli d'Argenta, all'ingresso dell'oasi e in unità fisica e culturale con essa, ha per oggetto la morfologia dell'ambiente argentano, la sua vita vegetale e animale, gli interventi umani che si sono succeduti nei secoli: in sintesi, la storia e la realtà presente del territorio. Le informazioni multimediali si indirizzano, in primo luogo, alla scuola e al turismo interessato alle conoscenze naturalistiche e storico-ambientali.

    La sede del Museo è nel Casino di Campotto, che ospita la sezione storico-naturalistica, con sala didattica e di proiezioni, biblioteca e fototeca, pubblicazioni, personale specializzato di assistenza. Sono offerti ai visitatori, anzitutto, notizie archeologiche e topografiche, documentari filmici e una mostra storica, con il grande modello di funzionamento della bonifica idraulica nell'argentano; il "Concerto della Valle" e la "Sosta nell'Oasi" presentano poi, rispettivamente, nelle speciali sale di audiovisione e di esposizione, i canti degli uccelli e i rumori della palude, e gli aspetti naturalistici delle valli.
    Le adiacenti Valli di Campotto costituiscono, al vivo, la sezione naturalistica, e il Museo della Bonifica, nel vicino stabilimento idrovoro Saiarino, quella idraulica. Si ha così un complesso documentario storico-naturalistico forse unico in Europa.
     
  • Le valli di Campotto, Bassarone e Vallesanta:
    casse di espansione ed oasi naturalistica
  • Le Valli di Argenta, conosciute anche come Oasi di Val Campotto, si estendono per 1624 ettari e sono costituite dalle casse di espansione idraulica della Renana Campotto, Bassarone e Vallesanta; completa l'oasi il Bosco del Traversante (lembo di bosco igrofilo) e una serie di prati umidi votati alla rinaturalizzazione.

    Dal 1977 quest'area è diventata "oasi per la salvaguardia e protezione della fauna e della flora," , voluta dal Comune di Argenta, dall'Amministrazione Provinciale di Ferrara e dalla Bonifica Renana, ente proprietario e gestore sia delle valli che della struttura museale connessa. Subito venne riconosciuto il suo valore naturalistico, caratterizzato dalla presenza dominante delle acque, e l'Oasi di Campotto venne inclusa nell'elenco delle zone umide di importanza internazionale (Convenzione di Ramsàr - 1972).

    Nel 1988 con l'istituzione del Parco Regionale del Delta del Po, le valli furono inserite nel sistema del Delta come6° stazione del Parco.

    L'Oasi offre al turista e allo studioso ambienti naturali caratteristici e rari quali il bosco igrofilo, i prati umidi, canali sub lagunari e paesaggi che rievocano gli habitat precedenti all'antropizzazione del bacino padano.

    Tutte le zone umide sono soggette a variazioni di livello delle acque; queste dipendono, in condizioni naturali, dall'alternanza stagionale di periodi umidi e secchi; quando necessario per la salvaguardia dell'habitat naturalistico, la regolazione dei livelli idrici viene regolata artificialmente dalla Bonifica Renana che gestisce operativamente i 1600 ettari oggetto di tutela.

    Flora e fauna del bosco igrofilo
    All'interno del bosco, che in casi di piovosità eccezionale può essere inondato, è possibile osservare la tipica vegetazione igrofila (che ama l'umidità), dominano infatti Pioppo bianco (Populus alba), Frassino (Fraxinus oxycarpa), Olmo (Ulmus minor), Salici (Salix alba), Farnie (Quercus robur) nello strato arboreo, mentre fra gli arbusti dominano Biancospino (Crataegus monogyna), Sambuco (Sambucus nigra), Nocciolo (Corylus avellana) e Sanguinello (Cornus sanguinea); fra le erbacee prevalgono le graminacee, assieme all'ortica (Urtica dioica) e alla Viticcella (Clematis viticella). Il bosco e le diverse zone boscate all'interno dell'Oasi, sono ricchissimi di uccelli dei quali, il più delle volte, è possibile solo udirne il canto: il Picchio Rosso maggiore (Dendrocopos major) e il più raro Picchio Verde (Picus viridis), assieme al Cuculo (Cuculus canorus), all'Upupa (Upupa epops), il Rigogolo (Oriolus oriolus), il Cardellino (Carduelis carduelis), la Cinciallegra (Parus caeruleus) e la Cinciarella (Parus maior).

    Durante il passo autunnale sono molto abbondanti le Colombelle (Colomba oenas) e i Colombacci (Colomba palumbus). Le zone umide interne al bosco e gli ambienti d'acqua dolce ospitano Rane Verdi (Rana esculenta complex), Rane Rosse (Rana dalmatina), Raganelle (Hyla arborea), Rospi comuni (Bufo bufo) e Rospi smeraldini (Bufo viridis); con molta fortuna è possibile osservare anche il Tritone crestato (Triturus carnifex) ed il Tritone punteggiato (Triturus vulgaris). Fra i rettili, prediligono il sottobosco e i cespuglieti il Ramarro (Lacerta viridis) e la Lucertola campestre (Podarcis sicula); mentre più ubiquitarie sono le Lucertole muraiole (Podarcis muralis) e il serpente Biacco (Coluber virdiflavus). Fra i Mammiferi che ospitano il bosco ricordiamo la Volpe (Vulpes vulpes), il Tasso (Meles meles), la Faina (Martes foina) e la Donnola (Mustela nivalis), che a causa delle loro abitudini notturne, delle piccole dimensioni e del comportamento molto schivo non sono facilmente osservabili.

    Flora e fauna del prato umido
    Il prato umido è dominato dal Tifeto, in cui le specie dominanti sono la Mazzasorda minore (Typha angustifolia) e la Mazzasorda maggiore (Typha latifoglia) e dal Fragmiteto, la cui specie guida è la canna di palude (Phragmites australis). In prossimità dell'acqua e lungo i bordi, in luoghi saltuariamente inondati, si rinviene il Cariceto, che assieme alla specie principale Carice (Carex elata) ospita: la Salcerella (Lythrum salicaria), il Giunco fiorito (Butomus umbellatus) ed il Ranuncolo palustre (Ranunculus sardous). Il prato umido risulta essere l'ambiente prediletto per i limicoli, un gruppo di uccelli tipici delle zone umide che per le loro esigenze ecologiche (si cibano di vermi, molluschi e vegetali presenti nel limo) tendono a concentrarsi in tali zone a fondali bassi e sedimento fangoso. Combattenti (Philomachus pugnax) e Pittime reali (Limosa limosa) raggiungono presenze piuttosto elevate. Tra i limicoli migratori ricordiamo anche il Totano moro (Tringa erythropus), la Pantana (Tringa nebularia), la Pavoncella (Vanellus vanellus), il Cavaliere d'Italia (Himantopus himantopus) e l'Avocetta (Recurvirostra avosetta).

    Flora e fauna della valle e del canneto
    I canneti sono popolati da passeriformi fra cui menzioniamo: il Cannareccione (Acrocephalus arundinaceus), la Cannaiola (Acrocephalus palustris), il Basettino (Panurus biarmicus), il Migliarino di palude (Emberiza schoeniclus) e l'Usignolo di fiume (Cettia cetti). L'ambiente acquatico è frequentato dalla biscia dal collare (Natrix natrix), dalla Biscia tassellata (Natrix tassellata) e dalla tartaruga d'acqua (Emis orbicularis). Nelle casse di espansione, nella zona ove la profondità dell'acqua è di 50-100 cm, troviamo la Ninfea (Nymphaea alba) la Genziana d'acqua (Nymphoides peltata) il Morso di rana (Hydrocharis morsus-ranae) ed il Nannufaro (Nuphar luteum). Tra le specie completamente sommerse vi sono: il Millefoglio (Ceratophyllum demersum) e il Ranuncolo (Ranunculus trichophyllus). Tali aree ospitano un'ittiofauna diversificata, le specie autoctone più comuni sono: l'Anguilla (Anguilla anguilla), la Tinca (Tinca tinca) e il Luccio (Esox lucius) che condividono i loro habitat con specie alloctone come: Carassio (Carassius carassius) e Siluro (Silurus glanis). Frequenti risultano quindi gli avvistamenti di uccelli ittiofagi in pesca sulle valli: ad esempio Cormorano (Phalacrocorax carbo sinensis), Svasso maggiore (Podiceps cristatus), Garzetta (Egretta garzetta), Gabbiano reale (Larus cachinnans) e il Mignattino piombato (Chlidonias hibrida).

    Le casse di espansione sono utilizzate dalle anatre per lo svernamento e il passaggio migratorio, i mesi migliori per l'avvistamento sono quelli che vanno da settembre ad aprile e Cassa Campotto ospita le concentrazioni maggiori dell'area. Oltre all'abbondante Germano reale (Anas platyrhynchos) menzioniamo la Canapiglia (Anas strepera), l'Alzavola (Anas crecca), il Mestolone (Anas clypeata), il Codone (Anas acuta), la Marzaiola (Anas querquedula), il Moriglione (Aythya ferina) e la Moretta (Ayhtya fuligula).

    La visita delle valli
    L'Oasi offre sia percorsi liberi, lungo gli argini perimetrali di Vallesanta e/o lungo la ciclabile che collega il Museo delle Valli alla Pieve di S. Giorgio, che si possono effettuare in bicicletta, a piedi o in macchina fino alla torretta; ma anche percorsi guidati all'interno della preclusa area del Bosco del Ttraversante e delle Casse di espansione Campotto - Bassarone. È comunque possibile usufruire delle guide su tutta l'area dell'Oasi previa prenotazione. Sono attivi punti di noleggio biciclette presso il Casino di Campotto e presso Vallesanta; il bosco idrofilo del Traversante è anche dotato di percorso per ipovedenti.

    DOVE SI TROVA: Via Cardinala 1/c, 44010 Campotto di Argenta(FE)

    ORARI: dal martedì alla domenica: 9.30-13.00; 15.30 - 18.00; chiuso il lunedì

    CONTATTI:
    per visite, attività educative e prenotazioni: tel +39 0532 808058
    email: museiargenta@comune.argenta.fe.it
     
  • Ecomuseo dell'acqua
  • Il sistema idraulico del Dosolo
    La Cassa di espansione del Dosolo è stata realizzata nel 1925 per contenere le piene del canale Collettore Acque Alte denominato, appunto, "Dosolo", ed è parte integrante del contesto agricolo locale e del paesaggio. Per circa 70 anni i terreni della Cassa sono stati utilizzati per l'agricoltura. L´acqua dell´alta pianura trasportata dal Dosolo "sfiora" nella cassa di espansione e vi sosta fino a quando la diminuzione delle piogge e lo scorrere delle acque verso il mare consentono un deflusso regolare del Dosolo in Reno. La cassa di espansione è in grado di accogliere su 50 ettari di superficie, un milione di metri cubi di acqua che altrimenti potrebbero allagare il territorio circostante. Dal 1991 la Cassa è stata interessata da un'intensa attività di valorizzazione ambientale che ha determinato la conversione d'uso dei terreni: prati e campi si alternano oggi a pioppeti, boschi, siepi, zone d'acqua. Negli ultimi anni l'area della Cassa è stata teatro di molteplici attività finalizzate alla divulgazione agro-ambientale. Una rete di agevoli sentieri, corredati da un apparato segnaletico e fruibili anche dai disabili, fanno della Cassa un vero laboratorio didattico all´aria aperta per studiare flora, fauna e temi legati all´acqua. In quest´ottica innovativa, la vecchia stalla-fienile che un tempo governava l´attività agricola dell´area è stata oggi ristrutturata e riqualificata in ambito culturale, per ospitare l´Ecomuseo dell´Acqua.


    La struttura museale
    L'antico fabbricato rurale è stato accuratamente ristrutturato e ospita lo spazio museale. Al piano terra abbiamo, nella parte adibita a percorso espositivo, strumenti e arnesi riguardanti la vita contadina e la bonifica del Novecento, pannelli fotografici e cartografici, tre postazioni multimediali (la storia della bonifica, l´acqua al servizio dell´uomo e un gioco a quiz didattico), un plastico territoriale e un teatrino automatizzato. Inoltre si trova un ampio salone adibito ad area ristoro in occasione di particolari eventi. Il piano superiore è caratterizzato da un´ampia sala riunioni, che viene utilizzata talvolta anche come spazio espositivo, una postazione multimediale riguardante la cassa d´espansione del Dosolo, un pannello riportante alcune specie della fauna emiliana e quattro "personaggi parlanti" che Vi invitiamo a vedere.

    DOVE SI TROVA: Padulle - Sala Bolognese (Bologna); mappa

    ORARI: aperto il giovedì e la domenica dalle 14.30 alle 17.00;
    per visite guidate o altre esigenze contattare tel: 3480119208;
    email info@ecomuseodellacqua.it
email: segreteria@bonificarenana.it  ∴  Tel. +39-051-295111  ∴  Fax +39-051-295270  ∴   Posta certificata: bonificarenana@pec.it