E' il Consorzio della Bonifica Renana che nel 1909, attraverso l'eliminazione dei circondari di scolo e con la elaborazione e realizzazione di un progetto organico in una visione globale del risanamento dei terreni paludosi di tutto il territorio di pianura della Provincia di Bologna, crea le valli.
Trattasi quindi di invasi artificiali gravati da servitù idraulica preminente su ogni altra utilizzazione o destinazione; ma proprio perché indissolubilmente legati al funzionamento del sistema idraulico, ne è garantita e fatta salva la conservazione.

Oltre alle aree succintamente sopra descritte, sono comprese nell’oasi altre superfici le quali, pur costituendo strumenti del sistema di bonifica del Consorzio per la loro saltuaria utilizzazione a scopi idraulici, vengono normalmente (anche se precariamente) coltivate e pertanto esse completano l’ambiente dell’oasi offrendo alla fauna che in essa vive adeguati spazi per l’alimentazione e la nidificazione. Tali superfici realizzano quindi possibilità di scambio fra il mondo esterno e la palude vera e propria e concorrono a determinare l’armonico equilibrio dell’oasi di protezione.
Intanto, dopo anni di discussioni, convegni, incontri a vari livelli, un accordo raggiunto sul finire del 1977 fra i Rappresentanti del Comune di Argenta, il Consorzio della Bonifica Renana e alcuni proprietari della zona, ha consentito all’Amministrazione Provinciale di Ferrara di sanzionare, con un documento ufficiale, l’atto costitutivo dell’oasi di protezione che, per riallacciarsi al passato, ha assunto l’antico nome delle aree in essa un tempo comprese: oasi delle valli di Argenta e di Marmorta.Trattasi di un complesso di oltre 1.600 ettari comprendente, come si è visto, terreni vallivi (Campotto Bassarone e Vallesanta), terreni acquitrinosi con la caratteristica vegetazione erbacea, arbustiva ed arborea dei terreni umidi (Traversante) ed anche terreni coltivati intersecati da canali artificiali e corsi d’acqua naturali.
Passando ad una rapida descrizione dell’ambiente quale oggi si presenta, si può dire che nell’ambito delle associazioni floristiche acquatiche sono presenti tra le specie sommerse, natanti ed emerse: Potamogeton sp., Ceratophyllum sp., Myriophyllum Sp. (millefoglie d’acqua), Utricularia vulgaris (erba vescica), Hottonia palustris (erba scopina), Lemna sp. (lente d’acqua), Salvinia natans (salvinia), Hydrocarìs morsus-ranae, Polygonum amphibium, Nymphaea alba (ninfea), Nuphar luteum, Nymphoides peltatum (ninfea sfrangiata), Marsilia quadrifolia, ecc.
Si ritrovano altresì Cornus san guinea (sanguinello), Clematis viticella, Clematis vitalba, Sambucus ebulus, Filipendula ulmaria (olmaria), Althea officinalis (altea), Alcea pallida (malvone), Lythrum salicaria (salcerella), Solidago virgaurea (verga d’oro), Solidago gigantea (verga d’oro d’America), Qenan the crociata (cicuta d’acqua), ecc.
Sempre nell’ambito delle zone soggette a saltuari allagamenti (Traversante), esiste un boschetto in condizioni assolutamente naturali ove vegetano le varie specie arboree già più sopra indicate e particolarmente prediletto per la nidificazione di alcune specie dei Cicomiformes.
I rallidi sono rappresentati da oltre 2500-3000 Folaghe (Fuhca a tra) e, in alcuni periodi, da circa 1800 Gallinelle d’acqua (Gallinula chloropus); è stata accertata anche la presenza del Pollo sultano (Porpl2vrio coeruleus) - Aufuga? -, del Porciglione (Rallus acquaticus) e di altre specie minori.Nella valle di Campotto è in netta ripresa la Testuggine d’acqua (Emys orbicularis); presenti anche la Biscia d’acqua, le Rane, ecc.
Museo delle Valli di Argenta