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I maceri bolognesi: quale futuro possibile?
notizia pubblicata in data : mercoledì 23 ottobre 2019
I maceri bolognesi: quale futuro possibile?

La pianura bolognese è costellata di questi luoghi d'acqua artificiali che impreziosiscono il paesaggio rurale, testimoni silenziosi che raccontano la storia secolare delle acque e dell'agricoltura del nostro territorio. Cosa sono, a cosa servivano, come si gestivano, quali funzioni possono ancora svolgere? Di questo si parlerà nell'incontro di domani, 24 ottobre 2019, a Budrio, nella sala ottagonale delle Torri dell'Acqua.


I maceri costituiscono una specificità dell’organizzazione agricola della pianura emiliana, così come delle aree padane in cui, fino al primo dopoguerra, si coltivava la canapa. Oggi costituiscono un segno residuale del paesaggio rurale tradizionale, così come altri elementi in via di scomparsa.

 

La loro funzionalità e gestione era connessa al sistema idraulico di superficie, cioè a quel reticolo di scolo ed irriguo che comprende gli oltre 2.000 chilometri di canali artificiali che incidono la pianura del bacino del Reno ed anche il territorio di Budrio. Ma se il reticolo minore di bonifica - fatto di capofossi, fossi e scoline - continua a svolgere le sue funzioni nella gestione idraulica e territoriale, per i maceri ancora presenti nel territorio il futuro si presenta incerto…


In un’ottica di conservazione e riqualificazione di questi preziosi piccoli invasi - tracce che svelano il lavoro incessante e faticoso delle molteplici generazioni di contadini che hanno plasmato il nostro territorio agricolo - appare oggi utile individuare le caratteristiche e le modalità gestionali dei maceri di Budrio.

Capire, infatti, attraverso la documentazione storica, quale sia la connessione di questi minuscoli laghi artificiali con le fonti idrauliche di superficie e come sia possibile garantire la permanenza rappresenta un obiettivo di valorizzazione paesaggistica non procrastinabile.

 

Ma per i maceri della pianura bolognese esiste un futuro possibile, a cavallo tra le funzioni tradizionali e un possibile ruolo agro-ambientale? Di questo si parlerà nell'incontro di domani, giovedì 24 ottobre 2019, a Budrio, a partire dalle 9.30 nella sala ottagonale delle Torri dell'Acqua.


L’incontro è aperto al pubblico e prevede una serie di interventi di taglio diverso ma complementare: apre Maria Luisa Garberi, dell’Archivio Cartografico regionale, che parlerà di Cartografia storica regionale per lo studio degli usi del territorio della pianura bolognese; Gian Paolo Borghi, etnografo, si occuperà di Maceri e coltura della canapa nell'economia circolare del podere agricolo bolognese; Alessandra Furlani, agronomo, illustrerà il tema delle Acque di superficie e gestione dei maceri attraverso i documenti dell’archivio storico della Bonifica Renana, mentre Carla Corazza, biologa e ricercatrice del Museo di Storia Naturale di Ferrara affronta l’argomento: Maceri e altri stagni della pianura, una risorsa irrinunciabile. Infine Fabio Falleni, del servizio Territorio, agricoltura, caccia e pesca di Bologna parlerà delle Misure agroambientali PSR 2014-2020: i maceri come elemento di politica agricola sostenibile.

 

La partecipazione al convegno consente l’attribuzione di 0,375 CF per gli iscritti all'Ordine dei dottori agronomi e forestali e di CF da parte dell’ADI‐Associazione Docenti e Dirigenti scolastici italiani. Il corso è presente su piattaforma Sofia del MIUR.

 


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