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Estate 2022: gestione irrigazione e siccità nel bolognese
notizia pubblicata in data : giovedì 01 settembre 2022
Estate 2022: gestione irrigazione e siccità nel bolognese

La Bonifica Renana distribuisce acqua di superficie a 1.100 aziende agricole bolognesi per l’irrigazione di circa 20 mila ettari l’anno. Ricordiamo che il fatturato realizzato dalla produzione agricola regionale è di 4,6 miliardi di euro, che sono 44 i prodotti alimentari dell’Emilia-Romagna a denominazione d’origine protetta (DOP e IGP) e che la nostra Regione è quella con il principale export ortofrutticolo all’estero.

 

Dati gestionali riassuntivi al 31.08.2022

Ad oggi, il deficit di pioggia 2022 rispetto alla media annuale bolognese è ancora del 30%. Inoltre, semine e colture invernali, già ad inizio della campagna, hanno scontato i deficit di umidità del suolo derivati dalla scarsità di piogge anche nel biennio precedente. Quindi, il Consorzio ha anticipato la distribuzione irrigua per alcune coltivazioni già da fine febbraio; e non è ancora finita perché l’irrigazione sulle produzioni orticole e sui frutteti, con le attuali condizioni climatiche, si protrae fino alla metà di ottobre.


 

Emergenza siccità: stato dell’arte

La fase gestionale più critica per quest’anno è alle spalle: infatti, nei 3 mesi di maggio, giugno e luglio 2022, oltre alle mancate piogge, si sono registrate le temperature più elevate degli ultimi sessant’anni. La combinazione dei due fattori ha influenzato anche molte produzioni. Per questo la possibilità irrigua è stata determinante per salvare le colture.

 

In un trimestre eccezionale, come quello appena finito, grazie anche ad un impegno lavorativo e gestionale incrementato almeno del 40% rispetto alla media, la Bonifica Renana è riuscita a fornire l’acqua necessaria ad ogni ettaro e ad ogni azienda che ne ha fatto richiesta.

 

Criticità climatica 2022, distribuzione irrigua e incremento oneri energetici

Il Consorzio, grazie al programma Acqua Virtuosa, conosce dall’inizio dell’anno le esigenze irrigue di ogni singolo appezzamento coltivato, e ciò consente di prevenire le criticità locali. Con strumenti ad hoc, come le turnazioni e prescrizioni specifiche, ad esempio sui secondi raccolti, è stato possibile assolvere tutte le richieste di utilizzo irriguo. Ma a fare la differenza, è stata la comunicazione continua e diretta tra i 25 operatori che in Renana gestiscono l’irrigazione ed i singoli agricoltori: ciò ha consentito sia un controllo capillare su ogni litro d’acqua distribuito sia l’elasticità di intervento per favorire lo scambio sul posto delle dotazioni irrigue, in base alle condizioni reali delle coltivazioni.

 

Se da un lato l’accresciuto impegno della struttura era già messo in conto (considerando che il servizio di distribuzione irrigua presuppone una reperibilità del personale 24 ore su 24 e 7 giorni su 7) l’incognita principale è il costo energetico. Il 90% dell’acqua per l’irrigazione della pianura bolognese viene pompata dal fiume Po e con le tariffe elettriche esplose, il costo della distribuzione per il Consorzio è almeno raddoppiato nel 2022.

 

Si è in attesa, come tutto il mondo produttivo, di un deciso intervento governativo per salvaguardare l’economia di un intero settore. Ricordando che l’eccezionalità delle altissime e prolungate temperature connessa all’aridità dei suoli, ha già provocato una netta contrazione dei raccolti e quindi dei redditi agricoli bolognesi di quest’annata. 

 

 

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