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Appennino: investiti in 10 anni oltre 31 milioni di euro
notizia pubblicata in data : mercoledì 07 dicembre 2022
Appennino: investiti in 10 anni oltre 31 milioni di euro

Riflettori accesi sul rischio idrogeologico del nostro Appennino, tenuto sotto controllo dal Consorzio della Bonifica Renana, tenendo presente che l'Emilia-Romagna è tra le regioni più franose d' Italia, insieme a Lombardia e Marche.

 

Il rischio idrogeologico nasce dagli effetti indotti sul territorio dal superamento dei livelli di piovosità critici lungo i versanti, dei livelli idrometrici dei corsi d' acqua e di smaltimento delle acque piovane. Piogge molto forti o abbondanti, combinandosi con le particolari condizioni di fragilità che caratterizzano un territorio, possono contribuire a provocare una frana o un' alluvione. Questo è il caso dell' Appennino, costituito da rocce deboli come le arenarie e le argille.

 

Valentina Borghi, presidente della Bonifica Renana, traccia un quadro complessivo della situazione nell' area montana della Città Metropolitana di Bologna: «Dopo un' annata siccitosa, le prime e attese piogge ci ricordano quanto sia fragile il nostro territorio. In Emilia-Romagna, l'Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) ha censito 70mila frane - tra attive e non - e di queste 16mila sono rilevate nell' Appennino bolognese. Si tratta, quindi, di un ambito territoriale molto instabile, costituito prevalentemente di argille e che richiede presidio e manutenzione costante».

 

Attività che la Bonifica Renana svolge in forma diretta nella collina e montagna di propria competenza, tramite interventi di sistemazione idraulica nei rii e torrenti e di sistemazione idrogeologica sui versanti, soprattutto a servizio della viabilità locale.

 

«A partire dalla legge regionale 7/2012 con cui l' Emilia-Romagna ha deciso di assegnare ai Consorzi di Bonifica una competenza attiva nella prevenzione del rischio idrogeologico in Appennino - sottolinea Paolo Pini, direttore generale della Renana - negli ultimi dieci anni la Bonifica ha realizzato 527 interventi in collina e montagna, investendo oltre 31 milioni di euro di risorse per contrastare il dissesto: risorse messe a disposizione dal Consorzio, dai Comuni e dalla Regione. Questo è possibile grazie al programma di lavori che ogni anno concordiamo con Comuni e Unioni, sulla base delle esigenze più urgenti da loro espresse».

 

Pini ricorda anche la manutenzione straordinaria e gli interventi di presidio sui rii collinari di Bologna, partita nel 2016, in seguito allo specifico accordo siglato con il Comune.

Per ridurre il rischio alluvionale legato a fenomeni di piena su questi torrenti, a partire dal 2016, è stato avviato un accordo convenzionale tra Comune di Bologna e Consorzio della Bonifica Renana per procedere alla pulizia e alla manutenzione straordinaria dei corsi d' acqua nella parte collinare del loro corso alle spalle della città.

 

Nel biennio 2016-2018, gli interventi di riqualificazione idraulica e le opere di difesa spondale, hanno interessato i seguenti torrenti: rio Torriane, rio Striane, torrente Ravone, rio Meloncello, torrente Aposa e rio Griffone con un investimento di 600mila euro.

Tra il 2019 e il 2020 si è intervenuto per ulteriori 600mila euro, con le nuove opere necessarie per la messa in sicurezza sempre del rio Torriane e, in via di Gaibola, la sistemazione idrogeologica e ricostruzione dei sostegni della scarpata a monte della viabilità locale.

 

Attualmente è in vigore la terza convenzione tra Consorzio e Comune di Bologna che prevede la realizzazione di lavori, per 365mila euro, di cui 125mila del Comune e 250mila del Consorzio, lungo i tratti a cielo aperto del Rio San Luca, del Rio Meloncello, del Torrente Aposa e del Rio Griffone e la messa in sicurezza degli imbocchi dei tratti tombinati, per consentire il corretto deflusso delle piogge.

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